N.02
Marzo/Aprile 2021

Dalla società dello spreco all’ecologia della cura

Per la salvaguardia della “casa comune”

«Siamo diventati tutti spreconi. Terribilmente spreconi!». Esordisce così Antonio Galdo nella prefazione del suo libro “Non sprecare”. «Viviamo con l’orologio sincronizzato nel tempo della società «usa e getta» e siamo ossessionati da uno stile di vita, ormai diventato naturale, che si traduce nello sperpero di cose tangibili e, fatto ben più grave, di beni immateriali»[1]. In questi tempi bui, al credo razionalista del “penso dunque sono” si è sostituito un nuovo paradigma post-moderno: quello dello spreco. E così, presi da una frenesia febbrile, si sprecano il denaro, il tempo, la bellezza, le parole, il talento, la vita e persino il suo dopo, cioè la morte. A volte sembra che nemmeno la tragedia di alcune morti drammatiche basti a scuoterci dall’indifferenza in cui siamo caduti. Viviamo in una società in crisi, da tutti i punti di vista, dove lo spreco è solo la punta visibile dell’iceberg. La recente crisi economica ha…

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