N.02
Marzo/Aprile 2021

Una nuova immaginazione del possibile

Riconoscere e coltivare la profondità di questo tempo

L’esperienza globale della pandemia ha toccato profondamente la vita delle persone e delle comunità, non solo generando ferite e problemi specifici, ma soprattutto evidenziando fragilità e limiti pregressi, che in parte smascherano il mito del paradigma tecnologico e il delirio di onnipotenza che lo ispira.   Nel primo lockdown, la Chiesa ha patito l’urto della sospensione del culto e della gran parte delle proprie attività pastorali e ha tentato di esprimere prossimità verso le persone nell’oggettiva situazione di incertezza e di smarrimento che ha coinvolto tutti. Le trasmissioni liturgiche in streaming e l’uso delle piattaforme digitali sono state lo spazio su cui maggiormente si sono riversati gli sforzi per proseguire l’annuncio e mantenere vive le relazioni con i membri della comunità. Mentre hanno generalmente tenuto le attività caritative (riuscendo a coinvolgere un numero maggiore di volontari giovani e adulti), sono andate maggiormente in affanno le proposte di aggregazione e formazione dei bambini e dei ragazzi. Laddove si è riconosciuto il protagonismo…

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