Riempìti d’amore

L’amore che Dio ci riserva è spesso diverso da quello che i nostri criteri comprendono immediatamente. Eppure ci è chiesto di accogliere la verità di un amore che spesso “si nasconde”.

Riportiamo qui uno stralcio di un dialogo di un anonimo con un monaco, nel quale un monaco racconta cosa significhi per lui accogliere questo amore e vivere alla sequela di Gesù.

 

 

Il Vangelo ci rivela come Dio ci ha amati. Poco prima di morire sulla croce Gesù dice agli apostoli: ” Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.”

Devi ammettere che è un modo un po’ strano d’amare: …partire, lasciare coloro che si amano, procurare loro il dolore dell’assenza… […]

Amare è volere il bene dell’altro.

Quando Dio ama qualcuno, quando Dio vuole bene a qualcuno, Dio vuole il suo bene.

Ti sei mai chiesto qual è il tuo bene? Se non ti fai mai questa domanda non potrai mai capire questo strano modo con cui Dio ci ama.

Ancora una volta è il Vangelo che ti dà la risposta. Continuando a parlare ai suoi, nell’ultima cena, Gesù dice: “È bene per voi che io me ne vada perché se non me ne vado non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve Lo manderò.”

Ecco qual è il tuo vero bene, il bene di ogni uomo: essere riempito d’Amore, di questo Amore fonte di ogni amore che è lo Spirito Santo.

Venendo fra gli uomini, vivendo in mezzo a loro, Gesù ha fatto tanto bene. Però, per far loro il più grande bene, ha dovuto andarsene, partire, lasciarli, nascondersi nel Padre.

A tutti Dio comanda di amare l’altro come Lui ci ha amati. A tutti comanda di volere questo suo bene, definitivo, escatologico. Anche quando mi chiede di pensare a tanti altri suoi beni, il bene della salute, dell’istruzione, dell’amicizia umana ecc. ecc., anche in questo caso mi comanda di pensare prima di tutto al suo bene fondamentale: che l’Amore di Dio cresca in lui.

Se no, a che giova guadagnare il mondo intero, se non aiuto il mio fratello a salvare la sua anima?

Al monaco Dio chiede di spendere tutte le sue forze per questo unico bene; gli chiede di amare l’altro unicamente come Gesù ci ha amati alla sera della sua vita qui sulla terra: donare la vita fino alla fine, lasciarsi immobilizzare sulla croce insieme a Gesù, affinché l’Amore che viene da Dio possa infiammare il cuore di ogni uomo. Partire in Dio, lasciarsi nascondere in Lui insieme a Suo Figlio affinché il mondo intero sia ricondotto al Padre. […]

Il mondo non ha bisogno delle nostre parole. Il mondo ha bisogno di una sola Parola, quella di Dio, la sola capace di dare la vita. L’unica maniera che abbiamo per essere utili al mondo è quella di cercare di incarnare questa Parola nella nostra vita di ogni giorno, umilmente, ricominciando sempre. […]

Quello che Dio ci domanda prima di ogni altra cosa è essere. Essere ciò per cui Dio ci ha creati: amore, nient’altro che amore. Essere, nel silenzio, ad ogni istante, l’amore che adora, che crede, che spera, che intercede, che rende grazie. […] È il martirio della gratuità. È gridare, silenziosamente, il primato dell’amore, un amore libero che non si compra, totalmente gratuito. È ricordare all’uomo che Dio è amore e che anch’egli è chiamato a diventarlo. È un grido silenzioso. È una pura eco del grido silenzioso, innamorato, che Dio rivolge alla libertà di ogni uomo.

 

(Anonimo, Dialogo con un monaco, pp. 21-23.34)