Sino all’estremo dell’amore

Riportiamo qui alcuni stralci della Meditazione di Giovanni Paolo II ai giovani in occasione della XII GMG (Parigi, 1997).

Partendo dal Vangelo della Lavanda dei piedi, il Santo Padre annuncia ai giovani che “si può sacrificare tutto alla verità del Vangelo e all’amore ai fratelli, come Cristo. Conformando la nostra vita alla sua, vivendo come lui nell’amore, acquistiamo la vera libertà, per rispondere alla nostra vocazione”.

 

 

Cari giovani, come membri della Chiesa, è vostro compito continuare il gesto del Signore: la lavanda dei piedi prefigura tutte le opere d’amore e di misericordia che i discepoli di Cristo compiranno nel corso della storia, per far crescere la comunione tra gli uomini. Oggi anche voi siete chiamati ad impegnarvi in tale senso: accettando di seguire Cristo, voi annunciate che il cammino dell’amore perfetto passa attraverso il dono totale e costante di se stessi.

 

[…] Chi ama non fa calcoli, non ricerca vantaggi; agisce nel segreto e gratuitamente per i fratelli, sapendo che ogni uomo, chiunque esso sia, ha un valore infinito. In Cristo non vi sono persone inferiori o superiori; non vi sono che membra di un medesimo corpo, che vogliono la felicità gli uni degli altri e che desiderano costruire un mondo accogliente per tutti. Con gesti di attenzione ed attiva partecipazione alla vita sociale, testimoniamo al nostro prossimo che lo vogliamo aiutare a diventare se stesso e a dare il meglio di sé, per la sua promozione personale e per il bene dell’intera comunità umana. La fraternità bandisce la volontà di potenza e il servizio bandisce la tentazione del potere.

 

Cari giovani, avete in voi straordinarie capacità di donazione, di amore e di solidarietà. Il Signore vuole ravvivare questa generosità immensa che anima il vostro cuore. Vi invito a venire ad attingere alla sorgente della vita che è Cristo, per inventare ogni giorno i mezzi per servire i fratelli nella società in cui dovete assumervi le vostre responsabilità di uomini e di credenti. Negli ambiti sociali, scientifici e tecnici, l’umanità ha bisogno di voi. Abbiate cura di perfezionare costantemente la vostra qualificazione professionale per esercitare il vostro mestiere con competenza e, allo stesso tempo, non trascurate di approfondire la fede, che illuminerà ogni decisione che prenderete per il bene dei fratelli, nella vostra vita personale e nel lavoro. Pur volendo essere apprezzati per le vostre qualità professionali, come non avere anche il desiderio di crescere nella vita interiore, sorgente di ogni dinamismo umano?

 

L’amore e il servizio danno senso alla nostra vita e la rendono bella, perché noi sappiamo per che cosa e per chi ci impegniamo. È nel nome di Cristo che ci ha amati e serviti per primo. Che vi è di più grande del sapersi amati? Come non rispondere gioiosamente all’attesa del Signore? L’amore è la testimonianza per eccellenza che apre alla speranza; il servizio dei fratelli trasfigura l’esistenza; esso manifesta che la speranza e la vita fraterna sono più forti di ogni tentazione alla disperazione. L’amore può trionfare in ogni circostanza.

 

[…] Cari giovani, fate esperienza dell’amore di Cristo: prenderete coscienza di quanto lui ha fatto per voi ed allora comprenderete. Solo chi vive in intimità con il Maestro lo può imitare. Chi si nutre del Corpo di Cristo trova la forza del gesto fraterno. Tra Cristo e il discepolo si crea così una relazione di vicinanza e di unione, che trasforma l’essere in profondità per farne un servitore. Cari giovani, vi succede di chiedervi come servire Cristo. Nella lavanda dei piedi, voi trovate la via maestra per raggiungere Cristo, imitandolo e riscoprendolo nei vostri fratelli.

 

Attraverso il vostro apostolato, voi proponete ai fratelli il Vangelo della carità. Laddove la testimonianza della parola è difficile o impossibile in un mondo che non l’accoglie, con il vostro atteggiamento rendete presente il Cristo servo, poiché la vostra azione è in armonia con l’insegnamento di Colui che annunciate. Si tratta di una forma eminente di confessione della fede, praticata con umiltà e perseveranza dai santi. È un modo di mostrare che si può sacrificare tutto alla verità del Vangelo e all’amore ai fratelli, come Cristo. Conformando la nostra vita alla sua, vivendo come lui nell’amore, acquistiamo la vera libertà, per rispondere alla nostra vocazione. Ciò talvolta può richiedere l’eroismo morale che consiste ad impegnarci con coraggio nella sequela di Cristo, con la certezza che il Maestro ci indica il cammino della felicità. Solo in nome di Cristo possiamo giungere sino all’estremo dell’amore, nel dono disinteressato.

 

(Giovanni Paolo II, Meditazione ai giovani in occasione della XII GMG, Parigi, 21 agosto 1997)

Leggi qui la meditazione completa.