N.01
Gennaio/Febbraio 2022

Della generatività del vuoto

Quando qualcosa o qualcuno se ne va, subiamo una privazione che è assenza, grande o piccola. Da quel momento in poi sta a noi saper rendere fecondo quel che all’apparenza è vuoto.

Da dove iniziare per affrontare un tema così vasto come quello del vuoto generativo? Beh, la cosa migliore è partire dall’alto. Anzi, dall’Altissimo.   “In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre” (Genesi 1, 1-4)   Prima di tutto c’era il vuoto, quindi. Ovvero non c’era nulla, insomma, era “il grande boh”. Ma c’era Dio, che nel suo infinito amore ha guardato in quel vuoto, ci ha visto qualcosa e ha azionato la sua potenza creatrice creando l’universo così come lo conosciamo. Noi compresi. Ma come gli è venuto in mente? Cosa ha pensato dopo eoni di splendida solitudine trinitaria? La domanda, tutt’altro che peregrina stante il suo…

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