Desiderate quella luce
Amate il Signore! Di più degno di amore non trovate nulla.
Voi amate più l’argento che il ferro e il bronzo; ma più amate l’oro perché è superiore all’argento; più le pietre preziose, perché superano il valore dell’oro.
Voi amate infine questa luce della vita che ognuno che teme la morte
paventa di dover lasciare.
Amate, dico, questa luce, così come l’amava di un amore immenso colui che faceva giungere a Gesù il suo grido: Abbi pietà di me, figlio di Davide.
Il cieco gridava così mentre Gesù passava.
Temeva che Gesù passasse e non lo risanasse.
Con che ardore gridava? Al punto che mentre la folla lo zittiva, continuava a gridare. La sua voce trionfò su chi lo contrastava e trattenne il Salvatore.
Mentre la folla faceva strepito e gli voleva impedire di parlare, Gesù si fermò, lo chiamò e gli disse: Che vuoi che io faccia per te? Rispose: Signore, che io veda.
E Gesù: Vedi! La tua fede ti ha salvato.
Amate Cristo. Desiderate quella luce che è Cristo.
Se quel cieco desiderò la luce fisica, quanto più voi dovete desiderare la luce del cuore!
A lui leviamo il nostro grido non tanto con la voce fisica quanto con l’operare rettamente. Cerchiamo di vivere santamente, ridimensioniamo le cose del mondo…
Ci sono alquanti cristiani che contrastano il vivere da cristiani, analogamente a quella folla che camminava con Cristo e tuttavia si opponeva a che ricevesse il beneficio di Cristo quell’uomo che gridava verso di lui e desiderava la luce.
Ci sono dei tali cristiani, ma noi cerchiamo di trionfare su di loro e la nostra stessa vita sia come un grido lanciato verso Cristo.
(Agostino, Discorsi, 349.5)
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