N.02
Marzo/Aprile 2018

La vocazione di perdersi

Ho scelto per questo intervento lo stesso titolo di un mio libro, La vocazione di perdersi, perché riassume bene il senso delle mie esperienze nella natura, che potrei definire in senso lato “avventure di ascolto”, con tutti i sensi e con tutte le nostre facoltà di comprensione. Del resto la natura stessa, nel dare vita all’infinità delle creature, segue una simile vocazione: da quelli che chiamiamo errori genetici, o deviazioni dalle informazioni già presenti, nascono nuove specie, e la meraviglia della molteplicità. Anche per noi le scoperte che cambiano la vita avvengono quando accettiamo la possibilità di uscire dalla strada nota, e attendiamo di vedere che cosa succede. Ho avuto la fortuna di conoscere la natura fin da bambino, in particolare la montagna, frequentandola con i miei genitori, e poi con gli amici. Le scoperte dell’infanzia sono le più preziose, se riusciamo a valorizzarle lungo la vita. La familiarità con…

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