N.02
Marzo/Aprile 2021

Se la carità del Bambino di Betlemme ci muove

A volte basta aprire una porta e accogliere, far entrare. Che sia piccola o grande, socchiusa o spalancata questo non importa a Dio, perché quando entra fa nuova tutta la vita. Ma è folle, è una pazzia, accogliere un Dio Bambino, così fragile, così piccolo, così normale carne d’uomo. Lui nasce a Betlemme, viene al mondo povero, senza privilegi, senza onore, «viene per farsi amare e non temere »[1]. Semplice il mistero eppure fa tremare, perché chi lo abbraccia con il cuore disponibile percorre strade inedite: così fu all’inizio del 1200 per San Francesco di Assisi, così per tante storie. Storie che ne muovono altre, come quella di una donna abruzzese di fine ‘800 che, sui passi del Poverello, volle camminare e diede inizio ad una famiglia religiosa di consacrate che affonda le radici e prende il nome dal mistero di Betlemme: le suore francescane missionarie di Gesù Bambino. Nasciamo…

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