Il campo vocazionale
Questo numero di Vocazioni, che per tempo prepara l’estate, si prefigge di mettere a fuoco il servizio del “CAMPO VOCAZIONALE” offerto dalla Chiesa locale per lo più tramite il Centro Diocesano Vocazioni indicandone sia i contenuti sia la metodologia che devono caratterizzarlo.
Il Gruppo redazionale si è chiesto anzitutto: è proprio necessario distinguere tra “campo scuola” e “campo vocazionale”?
La riflessione, oltre che per gli aspetti di metodo e di contenuto, ci ha portato alla seguente riflessione di base: altro è l’iniziazione cristiana e l’azione pastorale di animazione. cristiana delle giovani generazioni in generale, per tutti; altro è un servizio specifico di orientamento per chi deve affrontare un problema particolare: il confronto con le vocazioni di speciale consacrazione.
Il “campo-scuola” è quindi tempo di ‘proposta di fede’ in chiave vocazionale: ovvero proposta di fede che, nel momento in cui elimina il genericismo ed è fatta sul serio, diviene già di per sé capace di orientare qualsiasi giovane disponibile in una visione e in una ricerca vocazionale della propria vita.
Il “campo vocazionale” è invece “proposta vocazionale” esplicita a quei giovani che, accettata e maturata una proposta di fede, sono disponibili a lasciarsi interrogare a fondo sulla propria vocazione personale specifica, in particolare ad una chiamata di speciale servizio al popolo di Dio: la vocazione al ministero ordinato e alla vita consacrata.
Il servizio del “campo vocazionale” va quindi collocato nel contesto del cammino della pastorale giovanile della chiesa locale e del cammino di pastorale vocazionale unitaria, proposto dal Centro Diocesano Vocazioni, nel quadro dei nuovi diversificati “itinerari vocazionali” (corsi di orientamento vocazionale, esercizi spirituali, scuole di preghiera…) proposti e vissuti nell’anno.
“La chiesa locale non può limitarsi alla pastorale giovanile generica, per quanto possa essere aperta alla dimensione vocazionale: è suo compito assicurare alle singole persone (soprattutto fanciulli, adolescenti e giovani) luoghi, strumenti, occasioni e condizioni favorevoli, interventi specifici per una risposta positiva e generosa alla propria vocazione”[1].
Essendo, dunque, il campo vocazionale un servizio finalizzato non tanto a far maturare la comune vocazione cristiana – questo è lo scopo di tutte le attività di pastorale generale e in specie giovanile – ma a dare consistenza all’apertura e disponibilità almeno implicita, iniziale alle vocazioni di speciale consacrazione, è necessario precisarne:
– il Metodo: un tempo vocazionale forte – un periodo sistematico di ricerca vocazionale – con “momenti forti” (preghiera, condivisione, contemplazione, incontro-convivenza con testimoni feriali di vocazioni, vita comunitaria) di orientamento vocazionale.
– i Contenuti: i filoni vocazionali essenziali a partire dall’annuncio della Parola, passando nell’esperienza dei Sacramenti e nell’esperienza di servizio.
È altresì importante lungo il cammino del campo vocazionale, come in tutte le espressioni della pastorale in quanto mediazione di salvezza, la personalizzazione del rapporto: nel contesto del campo vocazionale il servizio del colloquio personale e l’iniziazione alla direzione spirituale.
È inoltre essenziale il servizio della testimonianza: la presenza nella vita del campo vocazionale di animatori, consacrati e consacrate stabili vocazionalmente e pienamente realizzati in quanto uomini e donne, e di giovani seminaristi o giovani consacrate che testimonino nella condivisione del campo vocazionale l’itinerario vissuto della propria maturazione e scelta vocazionale.
Il campo vocazionale diventa così per ragazzi, adolescenti e giovani – secondo la fascia di età cui è finalizzato – il punto di arrivo di un “itinerario” nella fede e nella vocazione vissuto nella ferialità della vita della comunità cristiana:
– un “tempo di grazia” in cui poter rendere grazie a Dio della carica profetica che il battesimo ha conferito alla vita;
– un “tempo di ascolto”, in cui percepire meglio la chiamata personale del Signore a realizzare profeticamente la vita;
– un “tempo di preghiera”, in cui discernere lo stato di vita consacrata – sacerdozio, diaconato permanente, vocazione religiosa, missionaria, consacrazione negli istituti secolari – a cui il Signore chiama a dire profeticamente il proprio ‘sì’
– un “tempo di gioia” in cui condividere, con gli amici incontrati al campo vocazionale, la carica vocazionale profetica ‘che, per dono di Dio, c’è in ognuno.
I contributi che seguono non sono certo un ricettario per organizzare un campo vocazionale – offrire “ricette pastorali” non è nello spirito e nelle finalità della Rivista – ma la proposta di idee, orientamenti ed esperienze che sicuramente contribuiranno allo scopo.
Note
[1] Cfr. Sacra Congregazione Educazione Cattolica, Documento di lavoro in preparazione al II Congresso Internazionale per le Vocazioni, n. 91 Roma 1981).