II santuario mariano: luogo di annuncio vocazionale
II santuario mariano del S. Monte di Varese è noto in tutta la Lombardia ma probabilmente non in tutta Italia. Le origini di questo santuario risalgono lontano nella storia; qualcuno le fa risalire addirittura a S. Ambrogio. Ma i contorni storici delle origini non sono bene definiti.
Questo monte, che si eleva a ridosso della città di Varese, non ha precisamente un nome. È soltanto chiamato dal popolo “Sacro Monte”, certamente a simboleggiare altre montagne come il Sinai, il Carmelo, il monte Sion, che sono sempre state considerate dalla tradizione come “luoghi d’incontro con Dio”.
Su questa montagna inospitale, fin dai secoli più antichi, si sono ritirati eremiti in cerca di solitudine e di preghiera. Una data certa è quella del 1474, data di fondazione del monastero di clausura che ancor oggi esiste accanto al santuario. Più tardi, a partire dal 1600 venne costruita una “via sacra”, lunga circa 2 km con 14 cappelle del Rosario, che conduce alla basilica mariana posta sulla cima del monte. Da allora è un continuo pellegrinare di fedeli su e giù per i fianchi della montagna.
Venendo ora a parlare dell’aspetto vocazionale di questo santuario, vorrei sottolineare questi elementi.
Un richiamo per tutti
“Questa è la volontà di Dio: che siate santi” (1 Ts 4,3).
È un ammonimento di S. Paolo che presento spesso ad ogni gruppo che viene al santuario. Molti vengono proprio per rinnovare un rapporto di amore con Dio o per riprendere la forza per rispondere all’amore di Dio non a parole ma nel FARE la volontà di Dio.
Se la prima vocazione di ognuno è vivere il proprio battesimo, il santuario è il luogo più adatto per ricordarlo. La preghiera personale, il silenzio, lo spazio per la confessione, la liturgia eucaristica, il rosario: sono momenti indispensabili di ogni pellegrinaggio e anche momenti di ripresa per una formazione al pensiero di Dio e alle cose di Dio.
Una singolare iniziativa
Ogni sabato a partire dal 1980, cioè con la venuta di Mons. Macchi, ha luogo un pellegrinaggio guidato da noi che fa percorrere ai partecipanti i 2 km della salita al monte recitando il Rosario.
All’inizio c’erano poche persone e non venne fatta nessuna propaganda ma queste persone sono sempre andate aumentando. Talvolta sono più di 500. Quello che è interessante è che da allora questo pellegrinaggio si è sempre fatto: piovesse o nevicasse. E le persone che partecipano non sono mai meno di 50. Questo pellegrinaggio è diventato così un punto di riferimento per tante parrocchie e gruppi: si sa che ogni sabato alle sette del mattino c’è qualcuno che sale al Sacro Monte pregando e chi vuole può aggregarsi.
Presentando Maria come “serva fedele e obbediente” di Dio, viene spontanea presentarla come modello di ogni battezzato. Scoprire come Lei è inserita nel Piano di Salvezza aiuta ognuno a scoprire il proprio posto personale nel disegno di Dio.
Una presenza particolare
Se ogni santuario offre la possibilità di questo richiamo generale alla propria vocazione battesimale e incontro con Dio, nel nostro santuario vi è una possibilità in più. Accanto al santuario, fin dal 1474, vi è la presenza di un monastero di clausura, quello delle Romite Ambrosiane. Esse sono oggi 37 e una buona parte di esse sono giovani.
A parlare del santuario come luogo di preghiera e incontro con Dio viene spontaneo il richiamo a questo esempio di vita consacrata. Amare Dio e la Chiesa, servire Dio e i fratelli trovano così una concreta applicazione, anche se la vita contemplativa non è sempre di facile comprensione per tutti.
Preghiera per le vocazioni
Ogni mercoledì e ogni giovedi mettiamo sempre come intenzione particolare alla celebrazione della Messa, quella per le vocazioni di speciale consacrazione e cioè le vocazioni sacerdotali, religiose, missionarie e consacrate secolari.
Tutti i presenti sanno che in questa Messa di orario si prega per le vocazioni. La preghiera diventa così una concreta forma di annuncio vocazionale.
Il dialogo personale
I giovani che partecipano al pellegrinaggio del sabato sono numerosi. Molti di loro sono in ricerca vocazionale e la confessione è spesso l’occasione per un dialogo personale. Mi capita inoltre che non di rado qualche parroco mi invia qualche ragazza per un ulteriore discernimento. Essi dicono in genere alle ragazze: “Io ti ho seguito fin qui. Adesso, se vuoi saperne di più, vai al Sacro Monte. Lì ti diranno quello che devi fare”.
Queste ragazze si rivolgono a me per un primo consiglio e poi le indirizzo al monastero per una eventuale esperienza di preghiera. Le Romite Ambrosiane accolgono persone singole e gruppi che vogliono vivere momenti o giornate di spiritualità in un clima di deserto.
Credo, concludendo, di poter dire che Maria, attraverso questo santuario continua ad accompagnare tanti cristiani alla scoperta o riscoperta della propria vocazione. La strada che sale lungo le cappelle conduce il pellegrino a riflettere: l’amore di Dio si manifesta concretamente, Dio si incarna nella storia dell’uomo. Passo passo si incontrano le varie tappe della vita di Gesù ove anche Maria è presente. Camminare, salire, tacere, pregare è già un momento religioso e apre il credente alla vita nuova. La figura materna di Maria accompagna e sostiene.