N.03
Maggio/Giugno 1988

Maria: modello credibile di vocazione

Ritengo preziosa, nello spirito e nel quadro delle finalità dell’Anno Mariano, una riflessione su “Maria modello credibile e disponibile di vocazione”. Ognuno di noi – secondo la vocazione ricevuta e il ministero affidatoci dalla Chiesa – deve sicuramente molto a Maria: ella è ‘sorgente’, nel Signore Gesù, e motivo della nostra vocazione; ella è punto dì riferimento del nostro permanente itinerario di crescita vocazionale. Maria è, soprattutto per chi è in ricerca vocazionale, esperienza vissuta di itinerario vocazionale.

Quello che mi sorprende più dell’esperienza vocazionale di Maria è la straordinaria affinità con la situazione vocazionale dei giovani di oggi.

Non credo sia una forzatura biblica rilevare i seguenti ‘passaggi’ del suo itinerario vocazionale: una chiamata imprevista, l’ascolto, la perplessità, l’attesa, la prova, il ‘sì’… L’itinerario vocazionale di Maria è tutto compreso tra disponibilità – “eccomi” – e oblatività “sia fatto di me secondo la tua parola”: valori che segnano e motivano ogni ricerca vocazionale autentica.

È naturale per il credente, in particolare per i giovani impegnati in un cammino di fede, avere come punto di riferimento Maria come modello credibile di ricerca vocazionale e di vocazione vissuta: “Ogni chiamato che eleva lo sguardo a Maria, trova in essa un modello perfetto nel conoscere il disegno di Dio; nel porsi con animo risolutivo a seguire il Signore secondo la sua volontà; nell’accettare con umiltà e gioia i sacrifici che comporta questa sua scelta di servizio e di amore”[1]. È forse opportuno – nel quadro di una pastorale vocazionale cristocentrica – indicare ai giovani Maria come autentica figura del discepolo.

I valori della sequela, emergenti dall’esperienza di Maria, sono inequivocabili: il suo ‘silenzio’ – “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore…” – come ascolto e accoglienza fedele della Parola di Dio; la ‘carità’ verso Elisabetta, come servizio motivato dal senso dell’Assoluto coltivato nella preghiera; la ‘fede’ totale nella Parola e nell’azione salvifica del figlio, a Cuna; la capacità di ‘condivisione’ del mistero di Dio nello ‘stare con’ presso la croce… Sono questi alcuni ‘valori’ pedagogici e propedeutici alla scelta vocazionale anche oggi.

L’itinerario vocazionale di Maria, inteso esistenzialmente e non devozionisticamente, è capace dunque di provocare i giovani ad un interrogativo di fondo della propria vita: “sono anche io in attesa della mia annunciazione?”.

Anche il desiderio del Papa espresso nel messaggio della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni – “vorrei che la gioventù di tutto il mondo si avvicinasse maggiormente a Maria” – trova una sua traduzione ed esplicitazione proprio in una devozione mariana che interroghi vocazionalmente l’esistenza giovanile.

Propongo quindi – nello spirito e nelle finalità del presente numero di ‘Vocazioni’, che intende offrire un pur modesto contributo alla celebrazione dell’Anno Mariano – alcuni passaggi essenziali dell’itinerario vocazionale di Maria, che gli educatori alla fede, che operano tra le giovani generazioni, possono coltivare e favorire nell’accompagnamento della maturazione vocazionale dei giovani stessi:

– la disponibilità a discernere il disegno di Dio sulla propria vita;

– l’impegno a risintonizzarsi quotidianamente, nella inevitabile fatica della fedeltà alla ferialità, su tale disegno di salvezza;

– lo stare in preghiera permanente davanti a Dio per conoscere i doni ricevuti, che sono componente essenziale e irrepetibile della vita personale;

– l’apertura ai bisogni dell’umanità precisando, man mano ed esistenzialmente, la collocazione dei propri doni a servizio della Chiesa nella comunità in cui si vive e si condivide con altri battezzati la propria esperienza di fede;

– la generosità nella risposta alla vocazione personale, a cui Dio chiama necessariamente ciascun uomo con la vita, aperta ad un eventuale impegno definitivo nella vita consacrata.

Questo numero di ‘Vocazioni’ – mentre conferma che negli itinera-ri di crescita cristiana e vocazionale percorsi dalle giovani generazioni, vanno valorizzati i loro doni di natura e di grazia in relazione dialogica con Dio – ripropone Maria, madre della Chiesa e modello di ogni vocazione, perché nella nostra comunità cristiana la devozione mai-lana sia generatrice di coscienza vocazionale e specialmente perché la gioventù impari da Lei ad ascoltare attentamente e rispondere generosamente a Dio che chiama.

 

 

 

 

Note

[1] Giovanni Paolo II, Messaggio per la XXV Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni (24 Aprile 1988).

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