N.03
Maggio/Giugno 1988

Rilevazione pastorale sul servizio del Centro Diocesano Vocazioni

Appendice alla Comunicazione di A. Plotti, a cura del CNV

 

II Direttore del Centro Diocesano Vocazioni (CDV)

a) II direttore del CDV è impegnato a:

–  tempo pieno 9,3%

–  metà tempo 20,3%

–  tempo parziale  70,4%

 

b) II direttore del CDV è impegnato in altri servizi pastorali:

–  sì    98,3%

–  no     1,7%

 

c) II direttore del CDV è impegnato, con secondo e spesso terzo incarico, nei seguenti servizi pastorali:

–  incarichi in seminario (rettore, vice-rettore, padre spirituale)     46%

–  incarichi diocesani (curia, parroco, viceparroco)     35%

–  scuola     13%

–  altro     6%

 

Osservazioni:

II direttore del CDV svolge una pluralità di servizi pastorali, anche se per lo più ruotanti attorno all’impegno vocazionale: la situazione pone il problema urgente, denunciato da molti, di un efficace servizio in ordine allo specifico impegno di pastorale vocazionale unitaria.

 

 

 

Presenza del Direttore CDV nella Pastorale Diocesana

a)  II direttore partecipa al Consiglio Presbiterale diocesano:

–  sì, in quanto direttore CDV     12,7%

–  sì, ad altro titolo     47,5%

–  no, non vi partecipa     39,8%

 

b)  II direttore partecipa al Consiglio Pastorale diocesano:

–  sì, in quanto direttore CDV     33,9%

–  sì, ad altro titolo     20,3%

–  no, non vi partecipa     45,8%

 

Osservazioni:

Lo specifico servizio del direttore del CDV non appare adeguatamente valorizzato all’interno dei Consigli Presbiterali e Pastorali diocesani.

 

 

 

CDV: struttura e funzionamento

a) II CDV ha uno statuto o regolamento:

– sì     35,1%

– no     64,9%

       

b) II CDV ha un ufficio unitario (in cui sono rappresentate le varie categorie vocazionali):

– sì     87,9%

– no     12,1%

 

c) Persone presenti nell’ufficio unitario del CDV rappresentanti le varie categorie vocazionali (dei CDV):

–  sacerdote diocesano nel 96,1%

–  religiosa nel 96,1%

–  religioso nel 75,5%

–  consacrata secolare nel 72,5%

–  coppia di sposi nel 54,9%

–  missionario nel 33,3%

–  diacono permanente nel 30,4%

–  consacrato secolare nel 21,5%

–  missionaria  nel 20,6%

 

d) Frequenza con cui si riunisce “l’ufficio unitario”:

–  ogni settimana     3,4%

–  ogni quindici giorni     5,0%

–  una volta al mese     51,5%

–  ogni due mesi     20,8%

–  qualche volta nell’anno     19,8%

 

e)  Attività attraverso le quali il CDV realizza la crescita di comunione tra le suddette categorie vocazionali:

–  programmazione unitaria     76,3%

–  momenti comuni di preghiera     61,0%

–  incontri comuni di studio     55,1%

–  altro     8,5%

 

f)  Servizio specifico dell’ufficio del CDV:

–  animazione     74,6%

–  programmazione     73,7%

–  coordinamento     55,9%

–  verifica     51,7%

–  studio     40,7%

 

Osservazioni:

II CDV presenta una struttura normativa non sempre ben definita (nel 65% dei CDV manca un regolamento). Pur tuttavia esiste di fatto un coordinamento e programmazione unitaria.

 

 

 

CDV e programmazione annuale

a)  II CDV ha una specifica programmazione annuale di pastorale vocazionale:

–  sì     84,7%

–  no     15,3%

 

b)  Rapporto tra la programmazione annuale del CDV e il Piano Pastorale diocesano:

–  L’attività dei CDV è inserita  nel Piano Pastorale diocesano     73,5%

–  L’attività dei CDV non è inserita nel Piano Pastorale diocesano     6,1%

–  Manca il Piano Pastorale diocesano     20,4%

 

e) Rapporto tra la programmazione della pastorale vocazionale e la pastorale giovanile diocesana:

–  Integrazione, a livello operativo, con le iniziative diocesane di pastorale giovanile     20,6%

–  Animazione di incontri di preghiera e spiritualità     16,4%

–  Partecipazione alla programmazione diocesana della pastorale giovanile     23,7%

–  Contatti personali con animatori della pastorale giovanile diocesana     20,6%

–  Difficoltà di collegamento con la pastorale giovanile diocesana     4,1%

 

Osservazioni:

Si rileva una notevole integrazione tra la pastorale ordinaria e la pastorale vocazionale, dove esiste il piano pastorale diocesano. Per quanto riguarda la pastorale giovanile si registra una buona e articolata integrazione, là dove esiste un piano di pastorale giovanile.

 

 

 

Servizi offerti dal CDV

a)  Servizi di animazione-formazione a livello diocesano

1. Per   le   giovani   generazioni   (fanciulli, adolescenti, giovani)

– Incontri sistematici settimanali, quindicinali, mensili (incontri di preghiera, spiritualità, orientamento vocaz.)    16,0%

– Incontri annuali (campiscuola, tre giorni, settimane di orientamento…)     22,7%

– Incontri saltuari (iniziative varie)     57,6%

 

2. Per gli ‘educatori’     3,8%

 

b)  Servizi di animazione-formazione a livello zonale

1. Per le giovani generazioni

–  Incontri sistematici     17,3%

–  Incontri annuali     7,7%

–  Incontri saltuari     65,4%

 

2.  Per gli ‘educatori’    9,6%

 

c) Servizi di animazione-formazione a livello parrocchiale

1. Per le giovani generazioni

–  Incontri sistematici     2,4%

–  Incontri annuali     16,0%

–  Incontri saltuari     15,4%

 

2. Per gli ‘educatori’  6,2%

 

d) La celebrazione della ‘Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni’:

–  È fine a se stessa     56,0%

–  È punto di arrivo e di partenza della programmazione annuale     44,0%

 

Osservazioni:

I dati suddetti possono essere letti sinteticamente così: il 10,2% delle diocesi, il 55,9% delle zone, il 31,4% delle parrocchie registrano l’assenza di qualsiasi attività di pastorale vocazionale. Emerge inoltre dall’insieme una netta prevalenza di attività saltuarie senza continuità: si evidenzia la difficoltà di avviare con decisione una pastorale vocazionale che non sia tanto proposta di ‘iniziative-esperienze’ spesso fine a se stesse ma di veri e propri ‘itinerari di fede vocazionali’ rivolti a fanciulli, adolescenti e giovani.

 

 

 

CDV: rapporti

1. Il CDV ha rapporti con gli ‘uffici pastorali diocesani’ (catechistico, liturgico…)

–  sì     84,7%

–  no     15,3%

 

2. Rapporti con il Seminario diocesano

–  sì     87,3%

–  no     12,7%

 

3. Rapporti con gli Istituti religiosi maschili

–  sì     49,0%

–  no     51,0%

 

4. Rapporti con gli Istituti religiosi femminili

–  sì     73,8%

–  no     26,2%

 

5. Istituti missionari

–  sì     25,5%

–  no     74,5%

 

6. Istituti secolari

–  sì     41,2%

–  no     58,8%

 

Osservazioni:

II CDV privilegia il rapporto con il seminario diocesano, spesso anche per il fatto che il servizio di direttore del CDV è svolto dal Rettore del seminario stesso, realizzando una pastorale rivolta per lo più all’annuncio e accompagnamento della vocazione sacerdotale.

Più carente appare invece il rapporto con gli Istituti religiosi e missionari maschili a scapito della pastorale vocazionale unitaria.

 

 

 

Valutazione sul servizio del CDV

a) Giudizio personale del direttore CDV

–  positivo     36,2%

–  positivo solo in parte    32,9%

–  negativo     30,9%

 

Osservazioni:

La valutazione negativa è motivata prevalentemente sulla scarsa sensibilità del clero.

Le perplessità sono originate dalla difficoltà a dar continuità alle attività. Le valutazioni positive si connettono ad una buona accoglienza delle proposte da parte delle giovani generazioni.

 

 

 

Il movimento vocazionale nel quinquennio 1983-1987, nei ‘seminari diocesani’

a)  Ragazzi entrati in Seminario minore (scuole medie inferiori) – 6,0%

 

b)  Adolescenti entrati in Seminario minore (scuole medie superiori)

–  Provenienti dal Seminario minore (scuola media inferiore)           – 7,0%

–  Provenienti direttamente dalle comunità parrocchiali        +11,0%

 

c) Giovani entrati in seminario maggiore (filosofia-teologia)

–  Provenienti dal Seminario minore (scuola media superiore) (dati stazionari)

–  Provenienti direttamente dalle comunità parrocchiali         +31,0%