N.04
Luglio/Agosto 1988

L’itinerario vocazionale come bisogno dell’uomo

“Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra”  (Gn 1,28). Nella rivelazione del Genesi Dio traccia l’itinerario dell’umanità che egli con amore pensa, vuole, fa essere, incammina, accompagnerà nel lungo cammino crescente della storia.

“Farò di te il padre di molte genti. Ti darò una discendenza così numerosa come l’arena del mare”. Dio traccia l’itinerario dell’alleanza (cfr. Gn 17,4-5).

“Metterò dentro di voi uno spirito nuovo”  (Ez 36,27). L’itinerario riparte con vitalità nuova.

“Il Regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa (…) una volta cresciuto (…) diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami”  (Mt 13,31-32).

“Io sono la vite, voi i tralci”  (Gv 15,5). Ognuno vive un itinerario di crescita in cui porta molto frutto.

“Uno è il fondamento, Cristo, sul quale tutti siamo edificati” (cfr. 1 Cor 3,11).

Unica radice e sorgente, infinite personalità di discepoli, un Capo, una Chiesa, una Storia. Per tutti, un itinerario.

 

 

L’itinerario risponde alle esigenze dell’uomo

Nascere è concentrare in ogni soggetto umano un’infinità potenziale di vita che domanda all’intero arco dell’esistenza espansione e liberazione, celebrazione per sé, per tutti, per Dio, il Signore. La Vita è un fatto nascente, crescente, comunicante.

Il piccolo soggetto umano nel momento della nascita, nell’amore e dall’amore, pone in atto un concentrato di Vitalità unitario e complesso.

Vitalità corporea: forze e leggi capaci di costruire l’intero organismo fisico e di esprimersi in ogni atto della vita corporea di sviluppo, movimento, espressività personale e comunicante, operosità.

Vitalità affettiva: bisogni, interessi, desideri, tensioni che ricercano vita e felicità, espansione di celebrazione di sé, sicurezza, relazione e incontro, stima e amore.

Vitalità mentale: bisogni di conoscenze e informazioni, di interpretazioni e comprensioni dei significati, di valutazioni e apprezzamenti, di progetto e di invenzione e dominio intelligente razionale della vita interiore e delle relazioni esterne, della realtà interna e circostante.

Vitalità spirituale: bisogni superiori di verità, di valore, di idealità, di libertà, di giustizia, di dignità, di bellezza, di solidarietà, di salvezza, di bontà e onestà.

Vitalità sociale: tensione ad essere con gli altri, per gli altri, a incontrare, scambiare, intrecciare, amare, progettare, produrre, organizzare.

Vitalità religiosa: dimensione trascendente dell’esistenza, verso le massime altezze e profondità, senso dell’assoluto e della pienezza di verità, libertà, giustizia, vita, salvezza, dialogo umano-divino quale si è rivelato in Cristo e attorno a Cristo.

Vivere è percorrere l’itinerario di espansione e attuazione della Vitalità naturale e soprannaturale, dei suoi valori, delle sue energie, delle sue tensioni e vocazioni.

 

Un itinerario:

di crescita delle componenti della vitalità verso atti maturi;

di divenire in direzione degli ideali personali, dei compiti, dell’idea di Dio su di ognuno;

di attuazione del potenziale umano e cristiano latente e urgente dentro;

di espansione verso larghi orizzonti di umanità, di Chiesa e di mondo;

di relazione con le vocazioni e le missioni degli altri, Dio per prima;

di pienezza e felicità per la realizzazione delle più belle tensioni interne;

di libertà di emergere nella natura e seguire le vie della verità e dell’amore;

di dovere come esecuzione fedele di ciò che si è capito e amato;

di amore come legge della vita, voler bene e volere il bene;

di lode di Dio come crescente celebrazione di lui offrendogli una vita fiorita e fruttuosa.

 

 

Il giovane matura in un itinerario

Il giovane matura nella misura in cui vive e percorre il suo itinerario di crescita.

C’è un cammino che si fa solo vivendo, e sono i tempi dell’età cronologica che passa contando giorni, mesi, anni; età di denominazione numerica.

Ma c’è subito un’altra età biologica e psicologica e spirituale che si esprime nei termini della maturazione effettiva del patrimonio potenziale della vitalità corporea, psicologica, spirituale. C’è un’età del corpo, della mente e del pensiero, della vita affettiva, della ragione e del suo uso opportuno ed esperto

C’è un’età di espansione relazionale che si misura in rapporto alla vastità attuale degli incontri, delle esplorazioni, dei riconoscimenti, delle esperiénze, dei legami che si sviluppano verso ogni genere di realtà, naturale, umana, sociale, civile, culturale, morale, religiosa, cristiana.

C’è un’età quasi globale che riguarda la maturazione nella qualità della vita, cui appartiene anche la percezione e l’impostazione vocazionale della medesima.

Purtroppo esistono differenze. La maturazione biologica avviene quasi spontaneamente e per necessità. Le maturazioni superiori richiedono la partecipazione vigile e attiva delle facoltà spirituali della coscienza, della ragione, della libertà, della volontà, perfino della grazia di Dio.

La colpa dei ritardi non è solo dei giovani. Trovano l’educazione e gli educatori capaci di definire nei giusti termini, di programmare e di progettare, di accompagnare e attuare i passi necessari di un vero itinerario?

Questa è la triste ragione della grande quantità di giovani immaturi, infantili, adolescenziali mai cresciuti o mal cresciuti, o almeno privi di vera maturità superiore sociale, morale, cristiana.

Eppure i giovani posseggono dalla nascita meravigliose risorse potenziali, per bellissime vocazioni. La maggioranza è destinata al fallimento, all’inaridimento, al tradimento delle promesse, e dovrà accontentarsi della mediocrità, della mortificazione, accumulerà dentro di sé cariche di “non vissuto” che saranno domani il peso di una vita di noia, tristezza, inquietudine, aggressività, e di altre simili compensazioni.

Ma i giovani che percorrono itinerari ben tracciati e ben guidati, saranno felici di realizzare i valori con i quali sono nati, i germi che urgono a camminare, a progredire, a maturare, che spingono e insieme brillano, attirano, orientano.

Questi valori vitali da dentro stimolano e accelerano, attraggono e impegnano. Sono insieme conquista successiva e ripartenza continua verso livelli più avanzati, sono colpi di timone, gioia e gaudio.

 

 

Modi giovanili dell’itinerario vocazionale oggi

Sulla base di una spinta bio-psicologica si innesta la spinta spirituale dei valori superiori della Verità, Libertà, Giustizia, Dono oblativo, Bontà, Solidarietà…

I modi di camminare e procedere si fanno insieme dialogici a livello di coscienza, di educazione, di relazione esistenziale esterna; si fanno trascendenti verso l’alto sublime e assoluto o il profondo delle origini; si fanno teologici percependo il divino, accettandolo, meditandolo, ascoltandolo, rispondendovi.

Così nasce e si sviluppa l’impegno vocazionale, lungo questo itinerario crescente. I giovani esplorano curiosi e interessati gli orizzonti della realtà, dei valori, della vita.

Ricercano nel groviglio delle proposte e delle possibilità quel che vale, ed è più giusto.

Ascoltano chiamate, percepiscono offerte e inviti, sviluppano dialoghi di considerazione, deliberazione, scelta e adesione, poi di risposta.

Si orientano nei crocevia delle molte direzioni possibili.

Chiedono e seguono l’accompagnamento di chi è in grado di offrire valido e efficace aiuto rispettoso e stimolante, tra testimonianze e guida.

Maturano ipotesi che attraggono e polarizzano l’attenzione e la tensione.

Maturano opzioni che si concentrano su scelte e decisioni d’amore privilegiato, meritevoli e capaci di ottenere abbandoni e assunzioni di responsabilità e impegni, programmi e stili.

S’inseriscono crisi di vario genere che mettono alla prova, che scatenano conflitti, che esigono nuove considerazioni e scelte, svolte, correzioni.

Si aprono i tempi degli itinerari superiori della formazione, della consacrazione, della missione.

Ogni passo meriterebbe e meriterà studio, definizione, padronanza e servizio perché l’itinerario si coroni di esito. È decisivo che il cammino sia percorso, come nel suo asse essenziale e centrale, da un nucleo portante di valori vocazionali oggettivi, animatori, organizzatori, forti criteri di elezione. Così la vita vocazionale prende forma come pianta che cresce, come cristallo che si struttura, come edificio che si erge, come corpo che matura… sulla fondazione che è la pietra angolare di Cristo (cfr. 1 Cor 3,11), la vita di Cristo (cfr.  Gv 15,1 ss).

 

 

Il servizio dell’educatore lungo l’itinerario

Quando si percorre per la prima volta un cammino sconosciuto e non privo di difficoltà, incertezze e crisi, è indispensabile l’accompagnamento di una guida.

Sui passi che il giovane vuole fare nell’itinerario della sua vita e della sua scelta vocazionale è necessaria la presenza e l’azione degli educatori.

Oggi non sono più ammessi educatori autoritari e troppo direttivi. L’accompagnatore è un padre o un amico che si fa compagno di cammino, uno che presiede gli atti di ricerca della via giusta, le osservazioni e i giudizi, le scelte e le decisioni, l’assunzione dei modelli di condotta.

Tuttavia la prima qualità di chi presiede è di precedere a sua volta nello stesso cammino. L’educatore è uno che ha già fatto a sua volta gli stessi passi, che ha già vissuto valori, impegni, difficoltà, magari anche crisi.

Perciò precede. Magari anche tornando indietro per ritrovare i livelli dell’accompagnato, i suoi passi corti e incerti, le sue soluzioni, magari anche per condividere gli entusiasmi e le meravigliose scoperte.

L’educatore non ha un suo cammino sul quale costringere il giovane. Il giovane medesimo in certo modo è camminatore e cammino, con la sua vita di crescita nella natura e nella grazia, nel delinearsi quotidiano dei passi da compiere.

Ed è indispensabile che nel cammino dialogico del giovane e dell’educatore, come sulla via di Emmaus (cfr. Lc 24,13-34), sia terzo compagno il Signore, nella sapiente iniziativa del Padre, nella visibile e parlante fraternità amichevole del Figlio, nella ispiratrice, illuminante e rinfrancante azione dello Spirito Santo. Anzi proprio con Dio si svolge il principale dialogo lungo il cammino; l’educatore interpreta, commenta, tace.

Molti fratelli si incrociano nel camminare, si affiancano, superano, restano indietro, soprattutto accompagnano lungo il cammino chiedendo al giovane che sia fedele e giunga così in buona posizione da poter a sua volta trasformarsi in guida.