Il cammino del CDV di Torino
È sempre difficile scrivere sinteticamente e con le parole un qualsiasi cammino o percorso, anche di un breve tratto di strada: sentimenti, atteggiamenti, difficoltà, incontri, argomenti, meta e strumenti si alternano, si incontrano in maniera diversa, opposta o concorde.
Nonostante questa realtà complessa indicherò le tappe del “cammino” di questi ultimi tre anni, non perché solo da così poco tempo sia vivo il C.D.V. in Torino e non perché prima non sia stato fatto niente, ma semplicemente perché da soli tre anni sono stato chiamato dal Vescovo a continuare “il cammino” che altri prima e meglio di me hanno percorso, con la sola differenza che in questo servizio sono a tempo pieno.
L’essere prete a tempo pieno nel C.D.V. favorisce che questo da ufficio diventi centro di accoglienza, di ascolto, di confronto, di dialogo e di progettazione. Inoltre l’ubicazione del C.D.V. nella città facilmente raggiungibile, vicina alle scuole o Università, sita nell’ambiente della Facoltà di Teologia e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose favorisce il passaggio di giovani, religiosi/e e preti.
Manca ancora un programma specifico di pastorale vocazionale, anche se non sono mancati obiettivi intermedi che sembrano preludere alla elaborazione di un progetto. È dei piemontesi il peccare di pragmatica o l’essere conosciuti come “i bugia neri” lenti e diffidenti ed evidentemente anche in questo non tradiamo le nostre radici.
Comunque i passi del nostro lento, cauto cammino possono essere indicati da alcune impronte e dalla preoccupazione del tipo di importanza e su quale terreno.
La situazione di un clero (molte volte da solo almeno nelle Parrocchie) oberato da molti servizi e richieste, destinatario di circolari e posta accatastate sui davanzali o sulle scrivanie che chiedono a loro, alle case di formazione o agli istituti di fare una cosa senza omettere l’altra, il numero ridotto di chi risponde o può rispondere a tutte queste sollecitazioni ci ha consigliato di percorrere un sentiero già percorso e con già tante impronte nella speranza di lasciare anche la nostra.
In campo pastorale non si parte mai da zero perché di fatto si lavora molto ed anche bene, ma anche perché Dio è il principale operatore ed allora su questa strada il C.D.V. chiede accesso perché nel Consiglio Pastorale Parrocchiale o Zonale, nei gruppi giovanili o nella Catechesi venga fatta attenzione alla dimensione vocazionale accettando di incontrare o di accogliere il contributo di animatori vocazionali esistenti o giovani in stato di formazione.
La stretta collaborazione con il Seminario e le varie case di formazione, la presenza numerosa degli obiettori di coscienza e di volontari/e, le scuole di preghiera, l’avvio della Pastorale Giovanile diocesana, la formazione degli operatori nella pastorale, i campi scuola delle Parrocchie o delle Associazioni, in particolare l’Azione Cattolica e l’Agesci, sono tutte realtà ecclesiali che invitano il C.D.V. a fare con loro un po’ di strada.
È sorta così l’esigenza di strutturare il C.D.V. perché fosse espressione di tutte le vocazioni, ma con particolare attenzione a quelle di speciale consacrazione. Appena compaginato e consolidato questo Centro Diocesano Vocazioni si sono operate tre scelte fondamentali:
– incentivare la preghiera per le Vocazioni, per essere fedeli a Gesù che chiede di pregare il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe indicando l’ultimo giovedì del mese come momento privilegiato per una catena di 24 ore (o-24h. d. giorno) a cui chi aderisce riceve una traccia di preghiera che serva da canovaccio comune;
– la coincidenza dei 60 anni di Messa nel nostro Padre Arcivescovo ci ha indotti a preparare un sussidio per la realizzazione di settimane vocazionali da offrire alle Parrocchie o Zone;
– molte persone si sono rese disponibili ad animare le giornate o ritiri vocazionali, le tavole rotonde o gli incontri di preghiera presso le Parrocchie o Zone.
La presenza collaudata in Diocesi di un gruppo vocazionale per giovani che fa capo al Seminario Maggiore è stato motivo del sorgere di un gruppo vocazionale parallelo per ragazze che il C.D.V. stesso gestisce con la presenza di suore, laiche consacrate e non, di diversa estrazione: è il cosiddetto gruppo “Diaspora”, ormai familiarmente conosciuto, che vive due momenti particolari: il Campo Estivo di 10 giorni e il Cammino dell’anno attraverso incontri mensili della durata di un week-end.
Tutto quanto ha favorito un’attenzione particolare al C.D.V., oggi punto di riferimento di molti giovani, preti o religiosi/e, che trovano sempre qualcuno ad accoglierli e a dare loro udienza.
La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni ha suggerito di prolungare in altri modi e momenti le occasioni di preghiera e di riflessione per cui, nella settimana che la precede, si sono stabiliti due appuntamenti per tutta la Diocesi:
– il martedì sera in diverse zone della Diocesi tutte le realtà vocazionali di speciale consacrazione presenti sul territorio convengono in una Chiesa per pregare insieme e, ultimamente, anche i laici incominciano ad unirsi;
– il venerdì sera i giovani sono invitati alla visione di Recital su temi vocazionali.
L’opportunità di estendere, partecipare e qualificare l’animazione vocazionale ha orientato la scelta di indire un’Assemblea Diocesana su “Chiesa di Torino e Vocazioni” e due Corsi per Animatori Vocazionali.
Sono alcune impronte proprie del C.D.V. che vorremmo si confondessero con quelle della Pastorale Giovanile, familiare, caritativa e catechistica, per essere fedeli allo Spirito che anima la Chiesa e suscita carismi e risposte continue al Signore che chiama sempre.