N.03
Maggio/Giugno 2008

Un “filo rosso” vivo

C’è un’espressione tipica della lingua francese, che oramai è divenuta parte anche del nostro vocabolario, sempre più globalizzato: per raccontare di una esperienza che ha continuità e vitalità, si usa parlare di “fil rouge”… “filo rosso”… Questa immagine viva del linguaggio rende bene i tanti eventi che sono intercorsi in questi due mesi che separano i numeri della nostra Rivista e che hanno segnato intensamente il nostro “Anno Vocazionale”.

C’è stato il Seminario di formazione all’Accompagnamento spirituale, a Verona, seguito dall’incontro con i Direttori dei CRV/CDV del Nord Italia e l’incontro con le équipes vocazionali della Lombardia, a Brescia e a Caravaggio (BG); sono ora in cantiere gli incontri con i direttori dei CDV del Centro Italia, del Sud e delle Isole. 

A seguire, c’è stata la GMPV 2008, celebrata ad Amalfi. E siamo alla vigilia di un importante Consiglio Nazionale, che ci vede impegnati nella programmazione del prossimo anno pastorale, anche alla luce dei numerosi suggerimenti che in questi mesi sono arrivati dai CDV e da tanti di voi, anche a titolo personale… 

Un grazie davvero fraterno, perché l’auspicata realtà di un “ascolto” tra noi sta creando una fitta rete di rapporti, che possono sempre maturare e migliorare, ma sta dando già da ora molti input utili ad una crescita delle varie proposte del CNV. 

Volendo andare per ordine, quasi trascinati in avanti dal nostro sottile “filo rosso” vivo, ecco una breve “memoria” di qualcuna di queste esperienze. 

 

Il Congresso-Pellegrinaggio internazionale delle “Vergini consacrate” a Roma 

In questo numero di “Vocazioni” presentiamo un articolo di Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario militare per l’Italia, che descrive in “maniera pastorale e spirituale” la realtà dell’Ordo Virginum nella sua valenza vocazionale e nella dinamica di segno di consacrazione “antico e sempre nuovo”… È un piccolo dono che il CNV vuole fare alle convegniste, in questo loro essere presenti a Roma, per riflettere ed attualizzare la realtà della loro scelta di “verginità consacrata”. 

 

Il Seminario formativo di Verona 

Si è svolto dal 25 al 28 marzo u.s. ed ha avuto come luogo di riferimento il Centro Carraro di Verona. La tematica proposta ha ripreso una folgorante intuizione di Madeleine Delbrêl: “Giovani oggi: missionari o dimissionari?”. 

Credo di poter dare voce ai tanti “feedback” che sono pervenuti in Segreteria CNV, quando dico che abbiamo insieme condiviso un’esperienza viva ed intensa, un momento significativo e qualificato di formazione degli animatori e animatrici vocazionali, chiamati ad essere “guide spirituali”; un’esperienza che ha visto la presenza di 230 partecipanti tra preti, religiosi, religiose e laici consacrati. 

In questi anni, grazie all’impegno di una straordinaria équipe creativa, che lavora a questa proposta, essa è lievitata e si è sempre più qualificata come un’esperienza intensa di carattere “pratico-teorico”, attraverso delle “storie di vita” sulle quali riflettere, per affinare il proprio modo di aiutare e accompagnare le persone nel loro cammino vocazionale e di discernimento. 

Un altro aspetto oramai essenziale di questo momento formativo, è stata la dimensione di preghiera presente nelle varie giornate, perché il discernere la volontà di Dio su altre persone significa invocazione per essere guidati dal dono dello Spirito. Per calarci in questa realtà “missionaria” sono stati importanti la veglia di testimonianza proposta dai Padri Comboniani, come pure un giro itinerante attraverso la città di Verona, quasi ad “incontrare” visibilmente i missionari nati e vissuti in questi luoghi, focalizzando soprattutto le due figure di P. Daniele Comboni e di don Giovanni Calabria. 

Una delle affermazioni forti, emerse nel Seminario, proponeva: “Non ogni sequela si conclude con il martirio, ma ogni sequela ne custodisce la possibilità”. Anche il servizio dell’accompagnamento spirituale e vocazionale è un piccolo-grande martirio, spesso non costellato da gratificazioni o successi. È la logica del chicco di frumento che muore e… porta frutto. La fatica e la frustrazione sono in agguato, dietro l’angolo, ma da queste “esperienze” portiamo con noi una speranza ed una certezza nel cuore: “Ogni fatica, quando viene condivisa, è sicuramente un po’… meno fatica!”. 

 

La GMPV 2008 di Amalfi:“una corsa per amore sulle orme dell’apostolo Andrea”

Sabato 12… domenica 13 aprile 2008: sono stati giorni di festa e di annuncio della buona notizia del “Vangelo della Vocazione” per la comunità diocesana di Amalfi e di Cava dei Tirreni. Un’esperienza che, su richiesta e iniziativa del Centro Nazionale Vocazioni, attraverso il coordinamento del CRV della Campania, ha portato a celebrare proprio ad Amalfi, nella splendida Cattedrale, la 45. Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Lo slogan che il CNV ha proposto per quest’anno e che è risuonato nelle parrocchie e nelle chiese italiane, era insieme poetico e provocatorio: “Corro per le vie del tuo amore”.  Esso prendeva lo spunto dalla stupenda citazione del Salmo 118 al v. 32: “Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore”.

 Il tema della GMPV 2008 si è declinato in sintonia con la peculiare esperienza della Chiesa di Amalfi: il dono di custodire il corpo dell’apostolo S. Andrea, di cui quest’anno ricorre l’ottavo centenario della presenza benedicente proprio nel Duomo di Amalfi. Ed è stata proprio la figura di Andrea che ha fatto da sfondo alla gioiosa festa di annuncio e di riflessione vocazionale, proposta nel sabato pomeriggio, sulla spiaggia della splendida perla della costa amalfitana. Lì sono convenuti decine e decine di giovani, dalle diocesi limitrofe della Campania, percorrendo lo splendore della costiera sul mare, non senza qualche tremore per gli angusti e stupendi passaggi della strada sulla costa. È stato un pomeriggio che ha intervallato canti e danze a momenti di drammatizzazione del vangelo di Giovanni 1, 35-42, dove si racconta la chiamata di Andrea e del fratello Simone. Di questo momento di festa, di riflessione e di preghiera, portiamo un messaggio con noi… 

 “Che cosa cercate?” Sono le prime parole dette da Gesù nel Vangelo di Giovanni, ed è la prima domanda che egli rivolge ad ogni discepolo di sem-pre, a chiunque voglia rischiare il cuore dietro a lui. Con questa domanda, Gesù afferma che a noi manca qualcosa. Beati gli insoddisfatti… beati gli inquieti, perché diventeranno cercatori di tesori. 

“Maestro, dove abiti?”. Cerchiamo la tua casa, per sederci ai tuoi piedi ad ascoltare parole che sono sorgente di vita, come fu per Maria di Betania… Cerchiamo un luogo dove vederti vivere, per imparare da te come si possa amare e gioire veramente, lavorare per il futuro, guarire il cuore, perdersi per Qualcuno e donarsi “per sempre”. 

Buona Pentecoste a tutti!