N.05
Settembre/Ottobre 2008

Tra reti di parole e riti di relazione

L’allarme viene dagli Stati Uniti, precisamente dall’Università del Missouri, dove, secondo la ricercatrice Amanda J. Rose, le adolescenti soffrono di iper-comunicazione tecnologica che le rende depresse. Tra sms, e-mail, instant messaging e social networking esse, molto più dei loro coetanei, tessono conversazioni e condividono esperienze. Sostenute dai fili interconnessi di una Rete sempre più invisibile e soffice, le ragazzine mettono in moto un meccanismo chiamato coruminating (rimuginare in condivisione), scervellandosi sui problemi e sulle ansie, introiettando e ingigantendo i problemi e mettendosi a rischio di un contagio emozionale. L’homo sapiens, che alcuni anni fa aveva ceduto il passo all’homo videns e sentiens, è ormai ricordo del passato. Ora, i winomads e i techno-bedouins incalzati da un processo tecnico-informativo sempre più innovativo, sono l’accezione estrema di una umanità che si va formando attorno ad una mentalità e stili di vita sempre più frammentati, ma ben programmati. La persona è inserita in…

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