N.02
Marzo/Aprile

Fede di qualità… vocazione in fedeltà

Il distanziamento dalla celebrazione del Natale o, se vogliamo, il suo prolungamento in questa seconda domenica, ci conduce ad entrare più profondamente nel mistero dell’incarnazione, con il duplice effetto, solo apparentemente opposto, di offrirci una visione sempre più vasta dell’iniziativa di Dio e un’esperienza sempre più intima della sua presenza nella nostra vita e nella storia. Sono, que­sti, motivi già presenti nella liturgia del tempo natalizio, ma eviden­ziati in modo nuovo dal loro accostamento. Evidente che il Natale rende possibile e, anzi, è finalizzato alla nostra filiazione, al nostro diventare figli di Dio: il Figlio di Dio si è fatto uomo per rendere noi, creature umane, figli di Dio. Grazie alla umana natività del Verbo eterno, appare più nitido oggi l’orizzonte su cui si staglia il nostro rinascere come figli di Dio: è l’orizzonte della sapienza eterna, della volontà divina di bene e di salvezza, della benevolenza amante di Dio,…

Per accedere al contributo devi registrarti. La registrazione è gratuita.
Registrati ora
o accedi se sei già registrato