N.04
Luglio/Agosto 2009

«Non padroni ma collaboratori della vostra gioia» (2Cor 1,24)

La crescita umana e spirituale del giovane nella relazione di accompagnamento

Le parole di Paolo ci ricordano che accompagnare non significa essere padroni, ma collaborare all’interno di un mistero, quello della vita della persona accompagnata, una vita che si muove dentro un senso, a cui il cristiano dà il nome vocazione. Questo sen­so, dunque, non si esprime attraverso la risposta ad un imperativo morale o ad un significato soggettivamente scelto perché ritenuto importante, valido, dall’individuo stesso. Esso viene scoperto, rice­vuto, all’interno di una relazione personale, nasce dall’incontro con un Volto riconosciuto nella sua importanza, con una Parola capace di dare significato alla nostra vita. Pensiamo all’esperienza di Paolo sulla via di Damasco, folgorato dalla luminosità del Volto del Risor­to, interpellato dalla sua Voce a porsi la domanda che avrebbe dato una svolta radicale alla sua vita. L’incontro con questo Volto, e l’ascolto di questa Parola sono favoriti dal rapporto con un accompagnatore, con un Anania o un Barnaba che, affiancandosi alla…

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