N.02
Marzo/Aprile 2010

Chiesa di martiri e di santi

Una generazione narra all’altra le tue opere e annunzia le tue meraviglie (Salmo 145,4)     Narratori della vocazione, recita il bel titolo del nostro Convegno. La narrazione, il racconto mantiene in tutte le culture almeno due ruoli: necessario ad ogni iniziazione, necessario ad ogni conoscenza di sé. Ti conosci quando ti racconti, perché sei obbligato a dare unità ai lembi aperti della vita, a rielaborarne il senso, a intuire il filo d’oro che lega insieme e illumina le cose. Non si raccontano idee, ma fatti, accadimenti, esperienze, pezzi di vita, significati. Si racconta sempre di sé e, in sé, di una incarnazione: di come un’idea sia penetrata facendo lievitare la vita, di come una esperienza abbia sedotto il cuore, un seme covato abbia germogliato importanza, spessore, peso, cioè preso carne nella tua vita. Il racconto attiene sempre alla categoria teologica dell’incarnazione. Per questo è così biblico. Non trasmette teorie…

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