N.03
Maggio/Giugno 2010

Dal personaggio alla persona… la relazione prima del ruolo

Ho avuto l’occasione, alcuni anni or sono, di incontrare uno dei grandi studiosi della psicologia delle religioni, ma soprattutto uno dei più attenti osservatori della psicologia della vocazione: si trattava di P. André Godin, gesuita presso l’Università di Lovanio, in Belgio. Era stato uno dei primi studiosi a maturare alcune straordinarie intuizioni, direi quasi “profetiche”, sul modo di evolvere della vocazione alla vita presbiterale e consacrata e sulle motivazioni che spesso stanno a monte di tali scelte. Incontrando P. Godin, negli stretti corridoi dell’Istituto di Psicologia della Gregoriana, fui profondamente colpito dall’umiltà e dalla semplicità della sua persona e mi venne spontaneo fargli una domanda: «Nei suoi anni di studio, P. André, che cosa considera davvero importante ed essenziale, nella lettura profonda delle dinamiche vocazionali, per cercare di orientare in maniera sapiente sia il discernimento che il cammino formativo di un giovane?». Ebbe un attimo di pacata riflessione e poi…

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