N.02
Marzo/Aprile 2017

Prendersi cura dei più deboli

Abusi sessuali e fisici, maltrattamenti, adescamenti online, cyber-dipendenze, ludopatie, problemi nelle relazioni familiari, malattie. Sono soltanto alcune situazioni di sofferenza al centro dell’attività pastorale dell’Ufficio per le fragilità inaugurato da pochi mesi dalla diocesi di Noto. Prima esperienza del genere nel panorama della Chiesa italiana, la struttura intende rafforzare l’impegno per la protezione dei minori contro ogni forma di abuso e rendere operativa l’accoglienza delle fragilità umane, attraverso un percorso di accompagnamento delle persone vulnerabili. Promotore dell’iniziativa è il vescovo Antonio Staglianò, alla luce del Motu proprio di Papa Francesco Come una madre amorevole che invita i vescovi a «impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate». Benché il documento si concentri soprattutto sul dramma della pedofilia, spiega Mons. Staglianò, «richiama la responsabilità oggettiva che i vescovi hanno nei confronti della Chiesa particolare e, in alcuni passaggi, allarga l’orizzonte alle tante…

Per accedere al contributo devi registrarti. La registrazione è gratuita.
Registrati ora
o accedi se sei già registrato