I discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35)

Lectio Divina

I due di Emmaus come due di noi Uno dei più bei racconti delle apparizioni post-pasquali è quello narrato da Luca alla fine del suo vangelo (24,13-35). Gesù raggiunge due dei suoi discepoli proprio lì dove questi si trovano: in cammino. È, in una interpretazione esistenziale, il percorso della loro vita, il loro pellegrinaggio di tutti i giorni («in quello stesso giorno», v. 13), fatto di progetti (l’arrivare a Emmaus), di fatiche (il dover percorrere undici km.), di tristezze («col volto triste», v. 17), di pause e di ripensamenti («si fermarono», v. 17). È il cammino della solita routinequotidiana: un giorno come un altro, una strada come un’altra, il normale pendolarismo, ancora un’altra delusione. Tutto accade nell’assoluta ferialità. Non deve sfuggirci che «quello stesso giorno» del v. 13 è, come detto all’inizio del capitolo ventiquattresimo del vangelo, «il primo giorno della settimana» (24,1). Se ha ragione Matteo Crimella a trovare…

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