N.03
Maggio/Giugno 2019

La croce

La croce «albero della vita» da cui sgorgano i quattro fiumi paradisiaci, basilica di S. Giovanni in Laterano, Roma.

 

La croce come strumento di supplizio era un’atrocità del mondo romano. In memoria di Cristo, Costantino soppresse questo tipo di esecuzione per le condanne alla pena capitale. È per questo che le prime rappresentazioni della crocifissione di Gesù non appaiono prima del V secolo e, in principio, timidamente. È solo a partire dal VI secolo che si moltiplicano. Poiché la morte di Cristo sulla croce costituiva un elemento essenziale della loro fede («crocifisso sotto Ponzio Pilato»), i primi cristiani non potevano non parlarne, seguendo san Paolo e i Vangeli. Cirillo, vescovo di Gerusalemme, là dove Gesù aveva subito il supplizio, non esitava, a sua volta, a dire ai suoi catecumeni: «Ogni azione di Cristo è una gloria per la Chiesa cattolica, ma la croce è la gloria delle glorie». Molto presto i cristiani trovarono un segno simbolico per designare nel contempo la croce e Cristo. Ripresero il «segno» che corrispondeva all’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, la taw mistica che designava il nome del Dio ineffabile. Questo segno aveva la forma di un + o di un x (→ Taw). Tracciandolo sulla fronte ci si faceva il segno della croce. È dunque questo segno che il battezzatore tracciava sulla fronte del catecumeno: proprio in tal modo si indicava che costui entrava a far parte del popolo di Dio. Sant’Agostino poteva affermare a giusto titolo: «Qual è il segno di Cristo che tutti conoscono, se non la croce di Cristo?». Il segno +, che ricorda una croce, è detto «croce greca» ed è presente soprattutto in Oriente. Nel mondo latino prevale piuttosto la forma a «croce latina» (†). La croce assume anche un altro significato legato all’immagine dell’«albero della vita» del giardino dell’Eden. La croce di Cristo è il vero albero della vita che procura l’immortalità beata. Seguendo la medesima interpretazione tipologica, essa viene messa in relazione con l’immagine dei quattro fiumi dell’Eden, ripresa dall’Apocalisse.*

 

*L’immagine e la fonte dell’articolo sono tratte dal volume di Gérard-Henry Baudry, Simboli cristiani delle origini, I-VII secolo, edito da Jaca Book.

 

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