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L’oggi ha in sé il domani eterno

Affidarsi a Dio Padre, chiedendo il pane quotidiano, quello che solo «oggi» può darci, senza voler conservare nulla «in magazzino», confidando che Dio provvederà a me anche domani e mi donerà tutto il necessario per vivere. È questo atteggiamento che Anna Maria Canopi descrive in questo testo tratto da un suo libro e che riportiamo di seguito. Ed è l’atteggiamento che dovremmo avere tutti noi, quali figli di Dio, che da Padre amorevole condivide le nostre fatiche, le nostre sofferenze e che mai lascia soli.

 

 

 

L’oggi ha già in sé il domani eterno. Deve essere però vissuto in pienezza.

Dacci oggi – diciamo – dacci oggi e per oggi il nostro pane.

Guai se ci lasciassimo tentare a chiederne anche per il futuro dicendo: Dacci un buon quantitativo di cibo, di tutto, da mettere in magazzino o in dispensa in modo da averne per lungo tempo, senza doverci preoccupare; così se per caso tu domani ti dimenticassi di noi, saremmo ugualmente a posto, con le spalle al sicuro, con il pane assicurato.

No, non così piace al Signore; egli non fa «polizze assicurative». Egli è un Padre che sta sempre vicino, perciò da veri figli dobbiamo rivolgerci continuamente a lui chiedendogli giorno per giorno, ora per ora, quello che ci basta, in modo da sentire sempre un grande, insopprimibile bisogno di lui.

È molto meglio che il Signore ci abbia dato un pane quotidiano e non ci abbia invece riforniti all’ingrosso, quasi dicendoci: Eccovi un magazzino pieno; adesso servitevi voi; io vado per i fatti miei.

No. Il Signore è come un padre e una madre; questi, quando hanno generato un figlio se lo devono portare in braccio, devono nutrirlo, vestirlo, aiutarlo a camminare, insegnargli a parlare; devono insomma continuamente prendersi cura di lui per farlo diventare un uomo.

La nostra dipendenza da Dio non è inibitrice o mortificante; è invece una relazione rassicurante – com’è quella del bambino con i suoi genitori – che ci fa sentire più vero e indispensabile per la nostra vita l’amore che Dio ha per noi. Quando si ama una persona le si dice: Non posso vivere senza di te. Ebbene, anche Dio ci dice che non può vivere senza di noi, ma questo è per portarci a riconoscere che siamo noi a non poter assolutamente vivere senza di lui.

Il pane che Dio ci dà in questa vita terrena è dunque un pane di viaggio, un pane di amore, gratuito e insieme anche guadagnato nella condivisione della fatica e della sofferenza, per gustare insieme la consolazione.

È pane che ci accomuna a Dio e tra di noi, facendoci sentire tutti poveri e bisognosi, e ci stringe in una solidarietà sempre più grande, preparandoci alla beatitudine della comunione dei santi, in cielo.

 

 

 

Anna Maria Canopi, Un solo padre, Edizioni Paoline, pp.79-80