N.01
Gennaio/Febbraio 2021

In monastero, in ascolto di Dio e dell’umanità

È ancora viva l’esperienza di quel giorno, quando con alcuni amici che avevano fissato un appuntamento con la Fraternità delle Clarisse di Soleto (LE), mi trovai di fronte ad un antico monastero del ‘600 che, a prima vista, non mi invogliava ad entrare… Dissi che avrei fatto un giro in paese e che ci saremmo trovati all’ingresso un’ora dopo. La loro insistenza mi fece cambiare idea e, pur riluttante nel cuore, entrai in parlatorio e mi trovai davanti ad una grata con due monache in carne ed ossa. Mi colpì subito il loro sorriso ed ebbi una percezione immediata che fossero alla presenza di Dio con i piedi aderenti alla terra abitata dall’umanità. Mi incuriosì la loro vita e mi misi in ascolto… Ripensai, in seguito, all’esperienza e, dopo alcuni anni di discernimento, entrai anch’io in monastero!

Ciò che mi spinse a seguire il Signore, come Chiara e Francesco d’Assisi, secondo la Regola dell’Ordine delle Sorelle Povere di S. Chiara o delle Clarisse, fu la possibilità di vivere semplicemente il Vangelo, in fraternità, contemplando Cristo povero e crocifisso, senza possedere nulla, nella stabilità, in obbedienza alla Parola, alla Chiesa, in ascolto dell’umanità e della storia.

In seguito entrarono altre giovani e la fraternità, nel tempo, si impegnò sempre più ad accogliere l’invito di Chiara a vivere insieme il Vangelo senza possedere nulla. Ma che cosa significava concretamente tutto ciò? Per lungo tempo abbiamo pregato, ci siamo interrogate, abbiamo approfondito le nostre origini, attendendo la luce di Dio. Desideravamo capire come vivere senza possedere nulla, per sperimentare la cura di Dio nei nostri confronti, per condividere concretamente l’esperienza dei poveri e per poter comunicare con la vita agli uomini e alle donne del nostro tempo che Dio si prende veramente cura dell’umanità.

Per cause esterne fortuite nel 2002 iniziò la nostra peregrinatio della fede così inattesa e non cercata, ma permessa dallo Spirito. La fraternità fu costretta ad affrontare, senza quasi prendere coscienza della portata di ciò che stava accadendo, una partenza improvvisa da Soleto (LE), sede della nostra residenza, a causa di un cedimento strutturale del monastero. Nel giro di pochi giorni, infatti, comparvero delle lesioni dappertutto. Trascorremmo alcuni mesi a S. Cesarea, presso l’oasi diocesana. Poi sei anni a San Simone, in una frazione molto bella, ma priva di ogni infrastruttura, in un convento dei Frati Minori, situato fuori della nostra diocesi.

È stato per noi un tempo di buio e, soprattutto, di grazia perché ci ha spinte a rivisitare la nostra fede. Abbiamo chiesto al Signore che cosa voleva dirci con quell’esperienza e, attraverso la preghiera e il confronto tra noi, abbiamo capito che Dio voleva liberarci di tutte le sicurezze. Egli ci chiedeva di abbandonarci a Lui, vivendo il sine proprio a livello personale e fraterno.

Durante l’esodo è stata realizzata una fondazione a Scutari (Albania) e dopo qualche anno a Lecce, con l’impegno di essere riflesso della presenza di Dio tra coloro che non contano, pur non servendoli direttamente.

Il desiderio di ritornare nella nostra diocesi non si era affievolito. Abbiamo chiesto, perciò, all’Arcivescovo di adattare alle nostre esigenze una struttura conventuale situata sul colle dei Martiri a Otranto. Terminati i lavori, ci siamo trasferite nel 2008.

Che cosa ci ha insegnato tutto ciò? Attraverso questa esperienza abbiamo capito che bisognava scegliere ogni giorno, come Chiara e Francesco, di vivere in Cristo, senso della nostra vita, abitando il tempo nella cura della relazione con lui, tra di noi, con tutti, con il creato. Attraverso la preghiera che sale verso il Signore, abbiamo imparato a dare forma visibile alla nostra fede e a vedere Dio operante nella storia. Ci siamo allenate a vivere in ascolto della sua presenza ogni giorno, per diventare donne dell’incontro, capaci di prossimità, di dono incondizionato, di perdono, di misericordia, di tenerezza, ad essere quotidianamente nella Chiesa e per il mondo testimoni della presenza di Dio rivelato da Gesù Cristo.

Sull’esempio di Chiara che ottenne solo due giorni prima della morte, il 9 agosto 1253, l’approvazione della Regola, ancora oggi scegliamo di vivere in fraternità il Vangelo, senza possedere nulla, ai margini della storia, per essere compagne di viaggio e di condivisione dei poveri di pane, di senso, di dignità, di speranza e di amore.

Crediamo che vivere da povere come i poveri non è un’ideologia, è un modo evangelico di essere, come ci ha insegnato Gesù. Abbandonate alla Provvidenza, sperimentiamo che è possibile una vita fondata sull’essenzialità: non accumuliamo beni, condividiamo tutto con chi non ha nulla.

La relazione costante con Gesù Cristo ci invia, pur nella stabilità, a farci dono sempre. Ogni sorella mette in comune il cammino di fede, le proprie risorse. Si impegna a rivisitare le relazioni, a vivere la prossimità senza condizioni, a rispettare i rimi di crescita di ciascuna, a cogliere il bene, a guardare l’oltre con fede, a usare misericordia sempre come Dio fa con ogni persona.

Vivendo in clausura, che non è fuga mundi, ma spazio e tempo vissuti nella relazione con Dio, nella quale trova senso e significato ogni altra relazione, la fraternità trascorre la vita nel dono, nella gratuità, nella gratitudine, nel perdono, nell’ascolto che si nutre di silenzio, allargando costantemente il cuore verso orizzonti vasti che veicolano sul mondo il respiro di Dio.

Noi contemplative ci siamo sempre per tutti con la preghiera e con l’accoglienza. Il nostro monastero spesso è meta di chi cerca luoghi di silenzio, di chi ha smarrito la propria dignità, di chi è in ricerca di amicizia, di senso, di Dio. Sentire nel cuore i passi del popolo amato dal Signore, avvertire di farne parte costantemente, ci consente, in un continuo esserci, separate e non escluse, di farci carico delle ansie, delle preoccupazioni, delle attese dei fratelli e delle sorelle che vivono sulle strade del mondo e sino ai confini della terra…concretamente e solo per amore!

 

 

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