N.01
Gennaio/Febbraio 2021
Fonti /

Chiara e le Sorelle

«Dimostrate al di fuori con le opere l'amore che avete nell'intimo»

“L’esperienza di Chiara di Assisi, donna vissuta nel XIII secolo, ancora oggi può essere significativa per gli uomini e le donne del nostro tempo”.
Riportiamo qui alcuni brevi stralci dell’articolo Chiara e le Sorelle, «Dimostrate al di fuori con le opere l’amore che avete nell’intimo»[1] di Diana Papa, pubblicato dalla rivista Parola Spirito e Vita (PSV n. 77, La fraternità, 1/2018).

 

 

INTRODUZIONE

L’esperienza di Chiara di Assisi, donna vissuta nel XIII secolo, ancora oggi può essere significativa per gli uomini e le donne del nostro tempo, proprio ora in cui in tanti sembrano aver perso i contorni della propria identità, il senso dell’esistenza, dello spazio e del tempo e vivono le relazioni spesso in superficie. Uno sguardo panoramico sulla vita di Chiara permette di cogliere lo spessore della sua esistenza. Donna di straordinaria solidità personale, fin dalla giovinezza dimostra la capacità di determinarsi. […]

È capace di relazionarsi con la fraternità e con ogni persona che incontra in atteggiamento di dono gratuito di sé, perché il suo costante sistema di riferimento nella sua esistenza è la relazione con Cristo.

 

 

 A) IL SENSO DELLA VITA DI CHIARA ILLUMINA OGNI RELAZIONE

Per Chiara il senso della sua esistenza è Gesù Cristo, dal quale si lascia trasformare per mezzo della contemplazione.[2] Vivendo il quotidiano, a partire dalla relazione con il Crocifisso povero, Chiara guarda, ascolta, contempla l’oltre di ogni frammento, perché abitato da Dio. Contemplando il Signore diviene donna di ascolto e di dono: immersa in Dio, percepisce, pensa, ama, agisce e definisce se stessa, gli altri e il mondo. Matura in modo progressivo una reale esperienza di fede che si riflette nelle relazioni. Sperimentando di essere amata, impara ad amare e ad assumere nel quoti-diano il volto del Signore.  

 

Disarmata per amore

Chiara, vivendo costantemente in Dio, sperimenta ciò che è veramente importante nella vita: custodire le relazioni. Si impegna perciò a vivere sine proprio, a liberarsi costantemente di tutto ciò che non le permette di vivere ogni relazione in profondità. […]

Chiara e le Sorelle non si impossessano della vita, anzi la donano senza condizioni, non solo in fraternità, ma a ogni persona che bussa alla porta del monastero. La povertà, vissuta con libertà, consente loro di andare sempre incontro all’altro, senza il carico di pregiudizi, attestando solo il riconoscimento dell’esistenza di ciascuno, al di là della lingua, della provenienza, dell’appartenenza.

 

 

B) SEMPRE IN RELAZIONE

Chiara e le Sorelle, fondate sul comandamento nuovo dell’amore[3], vivono autenticamente l’esperienza comunionale, poiché, contemplando, divengono dimora e sede del Creatore[4]. […]

 

Chiara e le Sorelle

Alcuni passaggi tratti dalle Fonti Francescane possono aiutare a capire come Chiara accoglie la persona senza distinzioni e in che modo favorisce la realizzazione di una fraternità mistica.
Chiara, da esperta pedagoga, nello stilare la Regola tiene presente la fraternità concreta, formata da persone di diversa origine, appartenenti a ceti sociali differenti. […]

Chiara in fraternità non innesca giochi di potere, né stabilisce relazioni ricattatorie. Esercitando l’autorità, garantisce il rispetto delle regole e promuove la crescita della vita fraterna[5], in uno stato di umile ricerca della volontà di Dio[6]. Esprime l’autorità, con fermezza, favorendo la crescita umana di ciascuna, rimandando sempre al senso della vita che illumina l’esistenza e che orienta in continuo equilibrio tra istituzione e carisma. Insieme con la fraternità ella è garante del bene comune fondato sulla fedeltà al vangelo. […]

Chiara distingue la persona dal suo comportamento: di fronte alla rabbia della sorella rimane in relazione. Considera la sorella che ha sbagliato sempre degna di rispetto. Chiara, che ascolta e accetta ognuna senza condizioni, si mette accanto a ciascuna empaticamente, attivando alternative mirate a consolidare le scelte fondamentali, orientate a favorire la maturità delle persone. […]

Aiuta le stesse sorelle a vivere la correzione fraterna come una possibilità di rimettersi nel solco evangelico, dove l’unità di misura è l’amore. Ella chiede a ogni sorella di non confondersi con il limite dell’altra, ma di riconoscere oggettivamente se stessa e l’esserci dell’altra in quanto persone capaci di custodire la vita e la fedeltà al vangelo. In una fraternità fondata sul vangelo, ognuna sperimenta l’unicità del suo esserci in relazione paritaria con le altre, pur nella diversità dei ruoli, in atteggiamento di autentico spirito fraterno, dove, si riconosce il servizio della madre che è responsabile di ognuna della fedeltà al vangelo. […]

Chiara, disarmata, intercede, prega, contatta, si adopera per la pace.

 

 

C) ATTUALITÀ DELLA TESTIMONIANZA CLARIANA

L’esperienza relazionale vissuta da Chiara e dalla sua fraternità può essere significativa anche per il nostro tempo. È il sogno di molti realizzare relazioni tra famiglie, fraternità, città, stati, dove è possibile la riconciliazione e l’accoglienza reciproca. […]

L’esperienza di Chiara e delle sorelle offre una modalità umana ed evangelica di relazione che apre alla speranza. È un input per gli uomini e le donne di oggi che respirano una «cultura omogenea»[7], legati soprattutto a interessi individuali. […]

La speranza di cui il mondo oggi ha bisogno affonda le radici in Cristo, perché nella relazione costante con lui ogni persona può imparare a essere in relazione con l’altro, senza pretese, senza difese, senza offese[8]. Guardando con gli occhi del cuore gli uomini e le donne sparsi sulla faccia della terra e tanto amati da Dio, ognuno, come Chiara e le Sorelle, può apprendere da Gesù e dal suo vangelo l’arte dell’amore gratuito per sempre. Una fraternità oggi non sarà credibile per i discorsi o le cose che fa, ma perché testimonia nel tempo, anche quando l’altro/a gira le spalle, la scelta di rimanere sempre in relazione, ad intra e ad extra, come Dio fa con l’umanità.

 

 

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche In monastero, in ascolto di Dio e dell’umanità, di Diana Papa.

 

 

[1] Testamento di S.Chiara 59: FF 2847

[2] Cf. 3 Lettera ad Agnese di Boemia

[3] Gv 13,34-35

[4] Cf. 3 Lettera ad Agnese di Boemia 22: FF 2892

[5] Cf. Il servizio dell’autorità e l’obbedienza, 20.

[6] Ivi, 12.

[7] Cf. F. MONTUSCHI, Costruire la famiglia, Cittadella, Assisi 2004, 20.

[8] C. THEOBALD, Fraternità, Qiqajon, Bosc 2016, 66.

Online il numero della rivista Vocazioni – Serra Club Italia

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