N.04
Luglio/Agosto 2021

Città visibili e vivibili

Vivere civilmente e cristianamente la città

«Che cosa è oggi la città, per noi? Penso di avere scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e Le città invisibili sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili». Queste parole di Italo Calvino, contenute nell’introduzione al romanzo Le città invisibili, pubblicato nel 1972, mettevano in evidenza i primi segnali di crisi della città fordista, in conseguenza dei processi di urbanizzazione e di crescita disordinata strettamente connessi allo sviluppo industriale. Molte città sono in effetti diventate luoghi dove è difficile vivere, come sottolinea anche Papa Francesco nella Laudato si’ (n. 44); città in cui gli “abitanti vivono sempre più sommersi da cemento, asfalto, vetro e metalli, privati del contatto fisico con la natura”. Ma l’invivibilità non riguarda solo la sfera materiale e ambientale;…

Questo articolo è riservato agli abbonati.
Abbonati ora
o accedi se sei già abbonato