N.06
Novembre/Dicembre 2021

Pervasività rituale e vocazionale

La vocazione e i suoi riti

La ritualità e la vocabilità non sono due dimensioni che accadono episodicamente nell’esistenza: la vita intera, che è fatta di riti, è il luogo stesso di ogni chiamata. Potremmo formulare la tesi secondo la quale noi viviamo di riti e di vocazioni. Gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo sentono il bisogno di vivere azioni simboliche che permettano «di partecipare al dramma sociale e di partecipare al gioco sociale» [1]. Vivere significa interpretare, collocarsi nel mondo, attribuendo un senso a ciò che ci circonda, dire la propria identità in rapporto al contesto, ritrovarsi in una narrazione: sedere su una cattedra o su un banco, stringere una mano, apparecchiare una tavola, regalare un fiore sono tutte azioni che vanno ben oltre la fruizione di oggetti o l’efficienza di un risultato da raggiungere, ma sono riti che decifrano il vero in gioco in ogni atto umano. D’altra parte…

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