N.02
Marzo/Aprile 2022

Dalla dispersione all’unità

Pom poropom poropompompompom, stringiamci a coorte siam pronti alla morte Italia chiamò! Un inno per abbracciarsi e per sottolineare, almeno in occasioni sportive, che siamo un unico popolo, e non quel famoso “volgo disperso che nome non ha”. Insomma, serve l’occasione giusta per farci ricordare che, almeno e per (di solito) 90 minuti regolamentari, siamo compatti e uniti di fronte agli avversari e non sparsi in conventicole. Quelli che prima militavano tra idee e colori differenti, ora posano le proprie bandiere per ritrovarsi tutti a sventolare l’azzurro e a cantare all’unisono un’appartenenza orgogliosa e pugnace. Anche quando il risultato non è quello sperato.  Così si stona felici una strofa che ciascuno canta senza ricordare bene che cosa sia una coorte, ma l’importante è far fronte comune.   Per il minuto di storia in pillole che serve sempre, e per dare un senso alla citazione, la coorte era un’unità tattica dell’esercito romano,…

Questo articolo è riservato agli abbonati.
Abbonati ora
o accedi se sei già abbonato