N.04
Luglio/Agosto 2023

La sete d’infinito

Complementarità tra ordine e matrimonio

Il percorso dell’esistenza, per ciascuna generazione umana, realizza un’evoluzione costante; e, per ciascun vivente, constata una progressione continua: nelle esperienze, nelle competenze, nelle realizzazioni, nei vissuti; ma bisogna pur accettare che tutta questa dinamica non riesce a liberare l’uomo che si affida alle sole sue forze, segnato dalla finitezza, dalla caducità, in ultima analisi, dalla morte. L’uomo di sempre, da solo o con altri, si trova come rinchiuso in una condizione inesorabile che, con qualunque sforzo fisico o intellettuale o religioso, e neppure abbandonandosi ad un remissivo fatalismo, riesce a superare. Solo l’Incarnazione e la successiva morte e resurrezione di Cristo spalanca finalmente all’uomo le porte dell’eternità, realizzando il suo anelito di infinito: il Figlio di Dio con la sua divino/umanità si trasfigura nella natura umana concreta. Per noi uomini, quindi, in un incessante “già e non ancora”, la prospettiva di eternità si fa presenza, resa attualità in ogni aspetto…

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