Ragionando insieme – Attività laboratoriale
Il LABS è dedicato a conoscere tre pratiche dialogiche che possono essere utilizzate in gruppo per promuovere la partecipazione di tutti e tutte alla conversazione, evitando così di ritrovarci nelle consuete dinamiche di gruppo che vedono i/le presenti ritrovarsi sempre nella consueta abitudine: c’è chi ha il bisogno di parlare tanto, chi vorrebbe e non ci riesce e chi si annoia perché la conversazione si polarizza e alla fine o non si decide nulla o sono sempre i soliti o il solito a prendere la decisione. Che fastidio! Fare altrimenti è possibile. Vediamo come. Con il metodo socratico che offre la possibilità di rendere visibile il pensiero, l’importanza del movimento per il pensiero.
Il metodo socratico
Le pratiche dialogiche si fondano sull’esperienza antica dei circoli socratici. Il metodo socratico promuove il pensiero profondo e il dialogo rispettoso tra le persone. Attraverso un’indagine aperta e stratificata, un gruppo di persone che si incontra per affrontare un tema o un problema può esaminare le ipotesi, giustifica le idee con prove e ascolta diverse prospettive. Inoltre, il metodo socratico, supporta l’equità offrendo a tutti i/le presenti opportunità strutturate di contribuire; favorisce l’inclusione, valorizzando i diversi modi di pensare e incoraggiando un’ampia partecipazione. Infine, migliora la qualità del confronto approfondendo il coinvolgimento, sviluppando l’umiltà intellettuale e creando una cultura di riflessione, ragionamento e confronto rispettosi.
Il metodo socratico può essere utilizzato in diversi modi, ad esempio, per aiutare le persone a chiarire il pensiero, a mettere in discussione le ipotesi e a esplorare prospettive alternative.
Cosa fare nella pratica?
La disposizioni di posti a sedere flessibili, come cerchi o piccoli gruppi, favoriscono la visibilità
e l’inclusività durante le discussioni. Un’acustica chiara, un’illuminazione confortevole e l’accesso alla tecnologia contribuiscono a garantire che tutti possano partecipare pienamente. La creazione di zone silenziose o spazi di riflessione designati, fisici o virtuali, supporta anche un pensiero più profondo. Non ci pensiamo quasi mai, ma gli strumenti digitali come forum di discussione o documenti collaborativi possono estendere la conversazione a momenti successivi consentendo più tempo per la riflessione e la partecipazione al fine di arrivare a una decisione più consapevole e condivisa. Il metodo socratico prevede di partire da una serie di domande per ragionare insieme. Vediamo come, nel prossimo paragrafo dedicato a rendere visibile il pensiero.
La possibilità di rendere visibile il pensiero
Ritengo si dia poca importanza alle differenze: ci sono persone a cui riesce facile parlare davanti agli altri, altre che preferiscono collaborare in modo diverso. Queste ultime a volte sono rese invisibili a causa delle nostre abitudini a sedersi in cerchio e discutere; così facendo perdiamo una grande ricchezza, quindi ha senso provare a fare diversamente.
Come possiamo rendere visibile il pensiero?
Superfici scrivibili e di visualizzazione (lavagne bianche, pareti in vetro, bacheche e schermi digitali) posizionate strategicamente in tutta la stanza fanno in modo che il pensiero dei partecipanti possa essere catturato, condiviso e rivisitato nel tempo, ma anche le risorse portatili come post-it, tablet o mini-lavagne consentono di esternalizzare e spostare il proprio pensiero tra gli spazi.
Anche qui, come nel metodo socratico, propongo l’integrazione di strumenti analogici e digitali (piattaforme collaborative, documenti condivisi, display interattivi) per estendere la visibilità e l’accessibilità delle idee oltre lo spazio fisico dove si svolge l’incontro perché altre persone potrebbero voler partecipare anche se magari non sono riuscite a essere presenti all’incontro. Non sempre l’assenza fisica indica una mancanza d’interesse, anzi. La vita è complessa e non sempre si riesce ad arrivare dove si vorrebbe, quindi perché non aprire più possibilità per ragionare insieme?
Serve promuovere apertura, flessibilità e interattività se desideriamo rafforzare le nostre capacità di dialogo e di partecipazione attiva.
L’importanza del movimento per il pensiero
Quando immaginiamo una discussione in gruppo, ci pensiamo seduti in cerchio preferibilmente in un ambiente chiuso. Ma chi l’ha detto? Se andiamo all’origine del metodo socratico ci rendiamo conto che stiamo tralasciando una condizione fondamentale: il movimento. Il metodo è peripatetico ovvero si fa camminando all’aperto. Questa consapevolezza fa emergere due nostri errori fondamentali: primo consideriamo il pensiero in opposizione al corpo, secondo ci consideriamo separati dal mondo naturale. Quindi per provare a rimediare a questi due errori gravi – perché senza corpo e ambiente non abbiamo accesso ai territori emotivi della nostra mente e quindi il nostro ragionamento è sterile! – possiamo inserire qualche correttivo e vedere come si muove il pensiero collettivo. L’augurio è che i nostri ragionamenti assumano una forma più integrata con l’insieme delle relazioni di cui siamo parte.
Quando il ragionamento non basta, che fare?
C’è un momento nella discussione dove sentiamo che ha senso interrompere il flusso perché la conversazione inizia a involvere; a quel punto risultano salutari le transizioni di spazio dall’interno all’esterno perché favoriscono il movimento rigenerante. Possiamo autorizzarci e reciprocamente invitarci ad uscire in un cortile o in un giardino per riflettere al fine di connettere il nostro corpo con la natura e recuperare una nostra regolazione emotiva.
Inoltre, quando il gruppo ha familiarizzato con l’opzione di uscire dalla stanza per pensare in modo più organico, possiamo inserire il movimento nella routine degli incontri iniziando e terminando le conversazioni, ad esempio, con esercizi di respirazione, stretching o attività energizzanti per normalizzare la regolazione dell’umore come parte integrante della conversazione.
La questione è davvero semplice: il movimento fisico è una pratica di benessere che ci aiuta a regolare le emozioni, a gestire lo stress e a mantenere la concentrazione. Quindi cosa aspettiamo a inserire brevi attività come stretching, camminate o esercizi di respirazione, che offrono strategie per resettare e riattivare il dialogo?
Con il passare del tempo, queste pratiche forniscono strategie per il benessere personale e collettivo che dureranno tutta la vita, garantendo non solo momenti di gruppo più piacevoli e fruttuosi, ma anche il nostro equilibrio personale. Si sente un gran bisogno di persone equilibrate in giro! Persone che sanno affrontare le avversità senza reagire immediatamente, ma imparando a collaborare con gli altri per pensare insieme a come fare altrimenti; è chiaro che viviamo in un periodo di crisi dove serve ragionare insieme per trovare soluzioni nuove che integrano ciò che tradizionalmente abbiamo pensato come separato, ovvero capaci di tenere insieme corpo-mente-ambiente.