N.05
Settembre/Ottobre 1988

Animazione di incontri biblici di orientamento vocazionale

Una piccola premessa: quanto dirò non ha la pretesa di essere in sé completo ed esaustivo ma voglio condividere con voi semplicemente quello che è l’esperienza che come suore Apostoline stiamo facendo nella preparazione e conduzione degli incontri di orientamento vocazionale, specialmente dei campi vocazionali.

Dall’esperienza fatta abbiamo verificato come il metodo usato per incontri di più giorni può essere riproposto, anche se ridimensionato, per incontri di un solo giorno o in incontri diocesani e parrocchiali.

La nostra missione di Apostoline nella Chiesa è il servizio vocazionale.

Alberione ci ha fondate, in risposta ad un appello di Dio e ad un bisogno della Chiesa, perché si aiuti a formare nel popolo di Dio una coscienza vocazionale, e per aiutare soprattutto i giovani a scoprire e vivere la propria vocazione, con un’attenzione particolare per chi è chiamato alla vocazione sacerdotale e religiosa. 

Perciò i campi vocazionali sono un aspetto molto importante della nostra vocazione e missione perché in essi incontriamo, seguiamo e accompagniamo i giovani nella scoperta e maturazione delle loro scelte. I destinatari dei nostri incontri sono i giovani dai 17 anni in su.

La prima cosa fondamentale che mi sembra poter dedurre chiaramente dall’esperienza che sto facendo da un po’ di anni è che ogni incontro vocazionale è per sua natura biblico. 

Il cammino che si propone al giovane, ragazzo e ragazza, che partecipa ai nostri incontri ha come base, come sorgente per la riflessione, per il silenzio personale, per la preghiera individuale e di gruppo, per le varie Celebrazioni, sempre la Parola.

Il punto focale per i nostri campi è aiutare il giovane a porsi in un atteggiamento di ascolto e disponibilità, di conoscenza di sé e del progetto di Dio sulla propria vita, di possibilità di confrontarsi con le diverse vocazioni nella Chiesa.

Tutto questo viene offerto tramite una catechesi e delle tracce bibliche che sviluppano i vari e diversi temi.

Rimane perciò fondamentale la dimensione biblica: la Parola è quel terreno solido su cui poggiare i piedi per tutti i giorni del campo e per abituare ciascuno ad avere sempre la Parola come compagna quotidiana per il proprio discernimento vocazionale.

È nella Parola che c’è la possibilità di confrontarsi con testimoni concreti che hanno fatto del piano di Dio il centro della loro vita; è nella Parola che ci si incontra con Cristo centro e senso di ogni vita, con Lui che continuamente chiama a seguirlo e a rispondere a quanto Lui chiede; è ancora nella Parola che si scopre quanto è indispensabile la presenza di ciascuno per la costruzione del Regno e per la vita della Chiesa formata da carismi e doni diversi, uniti dal medesimo Spirito per il bene di tutti.

Per quanto riguarda la preparazione di questi incontri vocazionali, tra noi Apostoline si è formata una piccola équipe di persone che lavorano più direttamente con i giovani. Questa équipe, formata da due suore e da persone che si stanno preparando a condividere la nostra missione, pensa e cerca di elaborare alcuni temi possibili per questi campi.

Il criterio con cui si pensa a formulare sempre nuovi temi è molto spesso suggerito da quelle che sentiamo come esigenze dei giovani che incontriamo. Solo in questi ultimi 2 anni il CNV, affidandoci la preparazione del sussidio dei campi vocazionali per i giovani, ci ha proposto il tema della giornata mondiale vocazioni.

Per preparare il tema di un campo ci sembra sempre fondamentale tener presenti questi criteri:

– che ciascun giovane possa trovare delle piste su cui confrontarsi;

– che ciascuno possa avere l’opportunità di conoscere, accogliere, valorizzare la propria storia e la propria vita che spesso gli è sconosciuta, o è rifiutata o non valutata a sufficienza per affrontare scelte di vita;

– che possa confrontarsi con la Parola in modo ampio e possibilmente completo. Per questo il “lavoro” più grande è la ricerca di brani che sviluppino globalmente il tema proposto;

– che ci sia spazio per pregare e celebrare la Parola ascoltata nel silenzio e da soli;

– che tutti possano conoscere e confrontarsi con le diverse vocazioni che formano la Chiesa.

– che ci si incontri con il sacerdote con cui si condivide l’esperienza per preparare “insieme” l’incontro, fissando i punti fondamentali da evidenziare e per suddividere tra noi i vari compiti così che sia visibile con i fatti più che a parole la complementarietà delle diverse vocazioni che viviamo;

– che durante l’incontro ci sia vera disponibilità e profonda gratuità nell’accompagnamento vocazionale sia individuale che di gruppo.

 

Concretamente prendo in esame alcuni dei campi che in quest’ultimo tempo abbiamo svolto.

Li suddivido in temi con catechesi vocazionale di base, temi con catechesi vocazionale più specifica e temi di catechesi vocazionale biblica.

Tra i primi rientrano quelli che abbiamo anche pubblicato: “Eccomi, manda me” e “Và sii profeta tra la gente”: in essi emerge l’invito a prendere coscienza della storia in cui si è inseriti, della propria storia personale, dell’incontro con Cristo, della chiamata a costruire il Regno e a fare Chiesa scoprendo e conoscendo le diverse vocazioni che vivono in essa per poter poi rispondere personalmente. Questi grandi temi suddivisi in vari giorni sono pensati per avere nella catechesi e nella traccia di riflessione molti spunti e brani biblici per aiutare i giovani a fare una propria riflessione e scoprire ciò che è più importante per la loro vita. 

I campi vocazionali più specifici sono in genere quelli in cui si offrono delle piste per un concreto discernimento vocazionale. In essi si dedica un giorno al tema della scoperta della vita come vocazione e della vocazione cristiana, e si approfondiscono giorno per giorno le vocazioni specifiche: vocazione al matrimonio, vocazione al ministero ordinato, vocazione alla vita consacrata.

Anche per questi incontri le piste per il lavoro personale non possono che avere come riferimento la Parola perché ogni chiamata nasce dal pensiero profondo di Dio sull’uomo e sull’umanità, che ci viene rivelato nella Parola e che la Chiesa ha fatto suo concretizzandolo in chiamate e scelte di vita diverse e complementari. 

I campi biblici vocazionali seguono invece una pista più specificatamente biblica, prendendo spunto per il cammino del campo da qualche tema specifico della Parola. La Bibbia è ricca di riferimenti vocazionali e per proporre questi tipi di campi basta scegliere alcuni tra i molti possibili.

Ultimamente abbiamo approfondito la prima lettera ai Corinzi: “Nella Chiesa con doni diversi”, abbiamo proposto un cammino con i grandi chiamati nella Bibbia: “Il Dio che chiama”, abbiamo approfondito “La sequela e il discepolato nel Vangelo di Marco”, e quest’anno la chiamata di Maria ad essere vergine, sposa e madre: “Beata te che hai creduto”. Questi incontri hanno un carattere più di studio biblico, di riflessione e offrono spunti per una deduzione vocazionale che possa servire per aiutare a maturare scelte radicali per Cristo e nella Chiesa a servizio delle molte povertà presenti nel mondo. Generalmente questi incontri vengono fatti in collaborazione con un biblista.

Per quanto riguarda la conduzione di questi incontri evidenzio solo le costanti per tutti i campi e gli incontri.

La nostra esperienza è in genere di campi vocazionali aperti a ragazze e ragazzi provenienti da varie parti d’Italia (altrimenti ci viene richiesta la collaborazione per un campo parrocchiale o diocesano). Ci siamo perciò proposte che il gruppo dei giovani non sia mai molto numeroso (15 – 20 persone). La quantità può andare a scapito della qualità dell’esperienza e ciò che ci preme maggiormente è che ciascuno individualmente possa fare il “proprio” cammino, pur facendolo insieme ad altri giovani. Ciò che riteniamo fondamentale è il dialogo individuale e personalizzato con ciascuno, per dare la possibilità di un confronto in ciò che il Signore chiede e propone su un piano personale.

Poniamo molta cura nel preparare le varie celebrazioni: Lodi, Preghiera comunitaria (quasi sempre adorazione Eucaristica), Celebrazione Eucaristica (accompagnata sempre da segni che sottolineano qualche aspetto particolare della giornata e che spesso sono attualizzazioni o deduzioni che ci vengono dalla Parola, come ad esempio la chiamata per nome o la consegna della “pietruzza bianca” con scritto il proprio nome…). Celebrazione penitenziale, Veglia. Anche questi momenti sono di incontro con la Parola, anzi sono la Celebrazione della Parola. Per questo crediamo importante aiutare a vivere in profondità, con gioia e libertà questi appuntamenti a cui il Signore chiama.

La catechesi di ogni giorno vuole aiutare a leggere in profondità la Parola, a calare la Parola nella vita e la vita nella Parola. Sempre, per qualsiasi tema, la Parola è al centro con la sua forza di “con-vocazione” , di “e-vocazione” e di missione.

Dopo la catechesi viene dato uno spazio prolungato di silenzio per aiutare ciascuno a ripercorrere nella propria storia gli spunti dettati nella catechesi e per rileggere quei brani della Parola che in quel preciso momento possono maggiormente servire alla propria vita.

Per questo viene sempre offerta una traccia biblica con una serie di domande o stimoli, per aiutare ad attualizzare nella storia personale quella Parola ascoltata e a muovere o a confermare nella direzione presa, i passi per una scelta di vita.

Importante, come già accennavo, è l’accompagnamento individuale dei giovani che deve sempre essere discreto e intenso, per un confronto e una verifica di ciò che hanno maturato nel silenzio e nella preghiera.

Concludendo mi sembra importante sottolineare che per poter aiutare i giovani a fare esperienza della Parola che chiama, occorre sentirsi personalmente e fortemente chiamati ad ascoltare, approfondire, amare, la Parola e a farne il più possibile esperienza e celebrazione nella propria storia.

Penso che solo così il servizio per capire e individuare i temi più specifici e più urgenti, si possa realizzare. Ma credo, soprattutto, che solo così si può realizzare quella chiamata grande del Padre che per un dono infinito ci pone accanto a chi fa la gioiosa fatica di interrogarsi sul proprio progetto di vita e sul coinvolgente invito a seguire Cristo in qualsiasi vocazione lui propone.

Ogni educatore, alla fede, ogni animatore vocazionale, deve sentirsi chiamato a comunicare qualcosa di vivo, quale segno di una gioia infinita per aver risposto a un Dio che continuamente chiama e rimane fedele per sempre.