N.06
Novembre/Dicembre 1988

Nuovi adolescenti e vocazione

L’adolescenza non è soltanto un’età della vita: è anche una ‘condizione’ di transizione personale e socioculturale. E questo, l’esperienza insegna, è soprattutto vero sul piano educativo.

Affrontando la tematica degli adolescenti è comunque importante definire l’arco di età in cui si iscrive questa fase della vita, per essere anche più precisi nel sistematizzare le riflessioni e proposte attorno all’adolescenza in quanto ‘condizione’.

L’adolescenza è l’età che sta tra i dodici/quattordici anni e i diciotto, che si suole ulteriormente distinguere in preadolescenza corrispondente all’incirca all’età della scuola media inferiore e adolescenza propriamente detta corrispondente all’età della scuola superiore[1].

Una certa difficoltà a definire questa età dal punto di vista cronologico forse è dovuta al fatto paradossale che proprio questa età della vita porta in sé prepotente proprio una caratteristica: la “voglia di definirsi”. Voglia di definirsi nei confronti di tutti e di tutto. E l’età meravigliosa a cui, con più evidenza che nelle altre fasi della vita, corrisponde come una nuova nascita. E, dal punto di vista educativo vocazionale è importante considerare le varie fasi della vita come una “nuova nascita”, continua, direi permanente, in cui la personalità si completa e si arricchisce man mano soprattutto nelle sue dimensioni spirituali.

Tali ‘nascite’ – che potremo contrassegnare addirittura a partire da una fase ‘preconcezionale’ alla gestazione attraverso la fanciullezza, adolescenza, giovinezza sino alla maturità – se sul piano evolutivo sono segnate da uno sviluppo biologico, psicologico e di acquisizione della responsabilità sociale, sul piano esistenziale sono ‘segnate’ dal rapporto con gli altri e dal rapporto cercato con Dio.

Sono questi due poli – il prossimo e Dio – che ‘segnano’ la vita e quindi ‘definiscono’ anche la fase adolescenziale.

Non è difficile, a partire da quanto appena detto e che verrà ampiamente sviluppato nei contributi che seguono, affermare che l’adolescenza è pressoché quasi naturalmente età vocazionale: “una visione globale del processo evolutivo potrà renderci consapevoli che il mondo dell’educazione è una realtà estremamente ricca di potenzialità tanto individuali quanto sociali. E un grande mistero che esige un sacro rispetto, merita un aiuto generoso, richiede il massimo dell’attenzione e valorizzazione”[2].

Ed il massimo dell’attenzione e della valorizzazione è richiesto agli educatori. Una nuova domanda sembra emergere infatti dagli adolescenti di oggi in ordine ad una nuova relazione educativa; in ordine a progetti e metodi nuovi nei campi umano, religioso, cristiano, vocazionale; ed anche in ordine all’educazione, orientamento, accompagnamento e maturazione vocazionale.

 

 

Le ‘risposte’ ecclesiali ai nuovi adolescenti

Osservando l’esperienza ecclesiale dei nostri giorni s’intravedono nella comunità cristiana nuove vie di maturazione per gli adolescenti.

Tali ‘vie’, espressione di metodi diversi, non sono tuttavia da contrapporre, sul piano pastorale, sono anzi da comporre verso più mature sintesi.

In questo sforzo di sintesi, più che in unilateralismi indebiti quindi controproducenti sul piano educativo, sta a mio avviso la ‘risposta ecclesiale’ alla domanda dei nuovi adolescenti oggi.

Qui di seguito richiamo brevemente i ‘filoni’ educativi oggi in atto a livello ecclesiale per gli adolescenti[3].

 

– Filone carismatico 

Si caratterizza per la fiducia nel ‘carismatico’ e nelle espressioni carismatiche. Fa vivere la vocazione in un atteggiamento di festa nello spirito e con i fratelli.

 

– Filone teologico-religioso

Si caratterizza per la fiducia sulla perentorietà spirituale degli ‘Assoluti’: la coscienza, Dio-Cristo, il mondo in attesa di salvezza e servizio. La vocazione dipende direttamente dalla fede e dalla grazia, dalla vera vita cristiana, dalla preghiera, e non tanto dall’educazione (umana).

 

– Filone educativo

Si caratterizza per il ruolo essenziale dell’educazione della personalità crescente dell’adolescente,   attraverso il processo organico e continuo dei diversi momenti: umano, religioso, cristiano, vocazionale. La maturazione vocazionale coincide con lo sviluppo della personalità con al centro la vocazione. Con la massima apertura alle graduali chiamate di Dio: alla vita, a Cristo, a servizio della società e della Chiesa, alla vocazione personale specifica.

 

– Filone comunitario

Si caratterizza per il ruolo della comunità cristiana – luogo di iniziazione, convocazione e testimonianza – dalla quale emergono le proposte e risposte di vita. La via vocazionale, anche per gli adolescenti, passa per l’appartenenza ad essa e la partecipazione sacramentale, comunitaria, credente praticante, caritativa e missionaria.

 

– Filone dell’animazione

È soprattutto un metodo, più che un filone pastorale vero e proprio. Si caratterizza per il fatto che assume il compito di rendere l’adolescente cosciente del mistero che porta dentro e di abilitarlo a rispondere creativamente. La cura vocazionale si incarna profondamente e significativamente nel processo di personalizzazione e crescita della coscienza cristiana.

 

Sicuramente, procedendo oltre nell’analisi degli itinerari educativi in atto nella comunità cristiana, è possibile individuare altri ‘filoni’ su cui passa la maturazione vocazionale dei ‘nuovi adolescenti’.

Mi pare tuttavia importante, a conclusione di questa riflessione che nelle pagine seguenti apre a preziosi e specifici contributi in merito, ribadire il servizio essenziale dell’educatore alla fede che deve assumere sempre più la consapevolezza di essere naturalmente ‘guida vocazionale’ per gli adolescenti: suo è il compito di mediare la convergenza dei diversi elementi metodologici e contenutistici presenti nei filoni educativi sopra presentati.

Una visione unilaterale del servizio educativo vocazionale potrebbe infatti finire per esalare o sottacere, a scapito di una sintesi armoniosa, quelli che restano i fattori vocazionali essenziali della maturazione vocazionale: la grazia di Dio che chiama, forma, accompagna e manda; la vitalità o doni della vita naturale della persona in progressiva maturazione; la realtà viva e operante della Chiesa popolo di Dio e comunità cristiana; il mondo, che Dio ama e vuole salvare, pieno di ‘voci’ che chiamano e attendono; la testimonianza storica e il carisma delle vocazioni consacrate che sono dono di Dio alla Chiesa che è per l’umanità.

 

 

 

 

 

 

Note

[1] Cfr. C.M. MARTINI, Itinerari educativi, Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi religiosi, Milano 1988, pp. 71 ss.

[2] Idem, p. 74

[3] N.B. Lo schema che segue s’ispira alla riflessione non pubblicata proposta da D. Pietro Gianola al Consiglio Nazionale del CNV   (21 ottobre 1988) sul tema “Nuovi adolescenti e vie di maturazione vocazionale”.