N.03
Maggio/Giugno 2019

Don Titus Zeman

Dall’albero, i germogli     9 aprile 1951, confine tra Slovacchia e Austria. Alle prime ore del mattino, la Guardia di Confine dell’allora Stato Cecoslovacco che era attiva lungo l’asse della Cortina di ferro, piomba su un gruppo di sacerdoti e chierici che si stava nascondendo presso gli argini del fiume Morava, dopo un tentativo fallimentare di guadarlo a nuoto. Calci, spinte e percosse rappresentano solo l’inizio di un terribile periodo di torture, detenzione nelle carceri di massima sicurezza, condanna in un processo-farsa nel febbraio 1952. A capo del gruppo c’è un Salesiano di 36 anni, don Titus Zeman. Con alcuni altri, si era impegnato a portare in salvo in Austria, i sacerdoti diocesani perseguitati dal regime, in Italia, i giovani Salesiani in formazione. Poteva contare su una grande energia fisica e un’attrazione innata per l’avventura; certo non su una predisposizione naturale al sacrificio o un’imprudente sete di martirio. Ma…

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