N.04
Luglio/Agosto 2019

Il gomitolo posturale

Stabilità non è staticità

Stabilità, che parola affascinante! Chi non desidera una vita stabile, una relazione stabile, un lavoro stabile… ma la domanda che viene automaticamente è “cosa vuol dire stabile”. 

Secondo la definizione della treccani, “ben basato o equilibrato, ben fermo e capace di resistere a forze o sollecitazioni esterne”. 

Sarebbe interessante poter vedere però che forma ha: se ti chiedo di metterti dritto, in piedi, in  modo da sentirti stabile, ti metterai con i piedi un po’ distanti, chiaramente avrai la sensazione di sentirti fermo, ben equilibrato. 

Beh, se ripetessi questa stessa posizione su una pedana stabilometrica (uno strumento per valutare e misurare la stabilità) saresti sorpreso di vedere che questa registrerebbe un movimento continuo. 

La cosa sorprendente è che il nostro corpo non conosce la staticità, è in continuo ascolto della posizione che ha ed è in continuo movimento per attuare gli aggiustamenti che sono necessari per mantenerla, e poi di nuovo in ascolto per controllare se quel che ha eseguito è rispondente a quel che avrebbe voluto. 

Il computer collegato alla pedana registra quindi la posizione media del centro di gravità del corpo e gli aggiustamenti compiuti intorno ad esso, che data la loro forma vengono denominati gomitolo. Ovviamente potrei trovare oscillazioni che vanno maggiormente sulla lateralità, o avanti e dietro, questo già fornisce indicazioni, un altro parametro importante è la lunghezza del gomitolo stesso, ovvero quanto ho oscillato, questo mi racconta quanta energia spendo per stare fermo in piedi in una situazione assolutamente tranquilla. 

Insomma è un sistema complesso, che può essere osservato nella sua meraviglia, ci insegna che non ci dobbiamo irrigidire in una posizione, ma essere flessibili, che dobbiamo ascoltare, fare, e poi ancora ascoltare, che ci possiamo adattare a situazioni continuamente diverse, pronti a rispondere alle necessità del momento!