N.02
Marzo/Aprile 2020

Dal fango alla creta

Imparare dalla terra

Sono sempre più convinto che una delle caratteristiche meno evidenti di Dio sia l'umiltà. Dio è umile, si abbassa, scende. Non è un regnante distaccato, assiso su un trono di gloria. E crea la Vita negli infiniti multiversi dell'essere con questa sua impronta digitale. Crea, però, senza mettere la firma. È discreto, resta nascosto dietro le sue opere, i suoi capolavori “anonimi”. Il suo dito creativo porta impressa nelle cose questa umiltà. L'umile è chi sa di essere “terra”, come ci rivelano le prime pagine della Genesi: “Allora il Signore Dio plasmò l'Adàm con polvere della terra...” (Gen 2,7). L'essere umano (adàm) è fatto di terra (adamah), come ci dice il testo ebraico. D'altronde “uomo”, “umile” deriva proprio da humus, che in latino significa “terra”. L'umiltà è ritorno alla terra, è ritorno a noi stessi, a quello che siamo. È il cuore superbo che ci fa credere di essere padroni…

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