N.02
Marzo/Aprile 2020

La storia è maestra di vita

L'umile intelligenza del tempo

«L’ossessione di preservare la propria gloria, la propria “dignità”, la propria influenza, non deve far parte dei nostri sentimenti. Dobbiamo perseguire la gloria di Dio, e questa non coincide con la nostra. La gloria di Dio che sfolgora nell’umiltà della grotta di Betlemme o nel disonore della croce di Cristo ci sorprende sempre»[1].   Così il papa rifletteva sull’umiltà intesa come pilastro del nuovo umanesimo fondato sui «sentimenti di Cristo Gesù» (Fil 2, 5) e non si tratta solo di un principio per le future scelte pastorali della Chiesa italiana, ma anche di un criterio di lettura della storia, intesa come luogo della rivelazione. Spesso abbiamo ridotto la riflessione ciceroniana sull’insegnamento della storia ad aforisma erudito, moralistico, perdendo la sua ricchezza, messa invece in risalto dallo stesso papa: «Rimane sempre valida la celebre affermazione di Cicerone nel De Oratore […]: «Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae».…

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