N.03
Maggio/Giugno 2020

La speranza fiorirà all’improvviso

cf. Sir 11,22

Roma, 25 marzo 2020
Solennità dell’Annunciazione 

 

Carissimi,
i giorni che il nostro Paese, la nostra Europa e il Mondo intero stanno vivendo a causa della pandemia del covid-19 sono per tutti carichi di ansia, preoccupazione e seria difficoltà. 

Molte famiglie sono segnate dal dolore per la perdita dei propri cari e per la sofferenza resa ancora più grave dall’isolamento che impedisce di accompagnare i momenti più duri della malattia. 

Molte comunità di vita consacrata vedono spegnersi tanti tra le sorelle e i fratelli più anziani, spesso nell’impotenza dovuta all’impossibilità della cura e dell’ospedalizzazione. 

Molte persone vivono nella solitudine e per alcuni la casa non è un luogo di rifugio ma di violenza o di fatica; molti, una casa, non ce l’hanno. 

Oggi più che mai sentiamo di invocare con forza il dono dello Spirito, che dona fiducia, crea comunione d’intenti e sinergia di azione, vince la solitudine, permette di attraversare la paura che attanaglia. Oggi più che mai sentiamo il desiderio di camminare insieme anelando al veder sorgere, tra le rocce di questo deserto, il giardino nuovo della Resurrezione. 

Insieme, stringiamo ancora di più l’appartenenza che ci lega, teniamo viva la sicura speranza che rinvigorisce il cammino facendoci sentire fratelli di ogni uomo, sosteniamoci a vicenda – seppur costretti alla distanza – prendendoci cura gli uni degli altri. 

Il tempo dell’esilio è stato per Israele un tempo di profezia: possa esserlo anche per noi, perché sappiamo intuire la promessa di Dio che, sempre, apre al futuro. 

 

don Michele Gianola,
Direttore dell’UNPV