N.05
Settembre/Ottobre 2020

Carne e mistica: perché non possiamo dirci divisi

Vivere la condizione umana è vivere in un corpo. Parlare di mistica della carne vuol dire prima di tutto riconoscere che siamo fatti di carne e di spirito. Indissolubile e fragile materia, inscindibile binomio che ci rende umani, a volte troppo umani. Ma l’uno non sta senza l’altro e negare che vi sia un corpo che risponde anche a desideri sarebbe negare l’essere umano stesso. E negare l’opera del Creatore, che ci ha fatto completi. Corporeità, inoltre, non è individualità, ma relazione, perché è attraverso il corpo che io posso relazionarmi con gli altri. In questo orizzonte si inserisce il tema della sessualità. Il filosofo Fabrice Hadjadj, ebreo di nascita e cattolico di conversione adulta, lo ha raccontato in un libro “Mistica della carne. La profondità dei sessi” in cui, tra filosofia e teologia, spiega il desiderio, la sessualità,  l’incontro, il non sfruttamento reciproco, la responsabilità e finanche il piacere.…

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