God’s eye view

Il punto di vista di Dio

In inglese, il punto di vista che si ha quando la macchina da presa viene posizionata direttamente sopra la scena si chiama God’s eye view, un’espressione che tra l’ironico e il serio individua in Dio colui che guarda dall’alto e che guarda tutto.

Martin Scorsese, ad esempio, ne fa ampio uso: innalza cioè lo spettatore al di sopra della scena per permettergli di scrutare nella sua interezza lo spazio in cui l’azione si svolge, cosicché ad esempio diventa possibile “vedere il futuro” perché si è a conoscenza di cosa il personaggio troverà svoltando l’angolo, quando invece lui ancora non lo sa.

È una maniera tutta umana di provare a immaginare quale sia il punto di vista di Dio, la cui visuale è la più ampia possibile. Non alla maniera del Grande Fratello di Orwell che indaga e punisce, ma alla maniera di un amico sapiente che accompagna ovunque e in qualunque momento, che gioisce, sprona e consola lungo la strada verso il punto di arrivo che – Lui sì – già vede.

 

 

Secondo te, chi guarda Cristo? (Un aneddoto di p. Marko Ivan Rupnik)

Un giorno stavo parlando con uno studente nel mio studio, e sul cavalletto avevo appena finito di dipingere un volto di Cristo di grandi dimensioni. Era il periodo in cui mi avvicinavo ad una interpretazione bizantina della figura di Cristo, quindi si trattava di un volto luminoso, sofferto, ma maestoso, con due grandi occhi di compassione. Noi due eravamo seduti, ciascuno ad un lato del cavalletto. Ho chiesto allo studente: – Secondo te, chi guarda Cristo?
– Guarda me.
Poi gli ho detto di alzarsi, di continuare a guardare Cristo e, passo per passo, lentamente, venire dalla mia parte. Gli ho di nuovo chiesto: – Adesso sei da solo, hai la testa piena di pensieri cattivi, violenti. E Cristo?
– Mi guarda, risponde.
Al passo successivo gli dico: – Sei con i tuoi amici, ubriaco, di sabato sera. E Cristo?
– Mi guarda, risponde ancora.
Ancora un altro passo e gli chiedo: – Ora sei con la tua fidanzata, e vivi la sessualità nel modo in cui mi hai parlato, che ti turba la memoria. E Cristo?
– Mi guarda con la stessa benevolenza.
Quando stava già per arrivare dalla mia parte, dico: – E ora sei in chiesa, a messa, e leggi le letture. E Cristo?
– Mi guarda con grande compassione.
– Ecco gli dico, quando sentirai addosso in tutte le circostanze della tua vita questo sguardo compassionevole e misericordioso di Cristo, sarai una persona veramente spirituale, sarai di nuovo completamente integro, vicino a ciò che possiamo chiamare pace interiore, serenità dell’anima, felicità di vita. Quando scoprirai nel suo sguardo misericordioso e sentirai che l’Amore ti avvolge come un balsamo, cambieranno tutte le tue situazioni che abbiamo menzionato adesso. L’uomo cambia a causa dell’amore che gli inonda il cuore. Egli pecca infatti per la mancanza di amore, o meglio, per la non accettazione dell’amore che lo attende nel cuore.