Bibliografia ragionata sul tema monografico
1. Pastorale giovanile e pastorale vocazionale sono complementari
“La pastorale specifica delle vocazioni trova nella pastorale giovanile il suo spazio vitale. La pastorale giovanile diventa completa ed efficace, quando si apre alla dimensione vocazionale”.
Così il Documento Conclusivo del II Congresso Internazionale per le Vocazioni del 1981 al n. 42 esprime la complementarietà tra la pastorale giovanile e la pastorale vocazionale.
E il Piano Pastorale per le Vocazioni in Italia al n. 23, in continuità con il Documento Conclusivo, indica nell’“unità” della pastorale giovanile la via perché essa sia “naturalmente” vocazionale.
“È urgente allora creare comunione e contesti pastorali idonei specialmente nel settore giovanile. Là dove la pastorale giovanile è ancora frammentaria è importante che la proposta vocazionale crei con gradualità e pazienza l’esigenza di un cammino che prevede contenuti articolati e continuativi. Giova pertanto non rimanere nella logica di una pastorale frammentaria o delle iniziative.
O la pastorale giovanile crescendo genera la proposta vocazionale specifica o la pastorale vocazionale pone l’esigenza di una pastorale giovanile come cammino e come suo contesto idoneo”.
Praticamente: è indispensabile per lo sviluppo delle vocazioni la maturazione dei giovani nella fede, nella preghiera, nell’esperienza di Dio e della Chiesa attraverso un’articolata pastorale giovanile.
In questa linea si collocano i due numeri monografici di Todos Uno:
– Pastoral Juvenil Vocacional (n. 81/1985) di cui segnaliamo l’ampio studio di Alejandro Lando no sulla “Pastorale Giovanile Vocazionale”.
L’A. dopo aver esaminato le differenti realtà pastorali, individua nella pastorale della maturazione dei giovani nella fede, il cammino per un suo sbocco naturale nella pastorale vocazionale specifica.
– Juventud y vocacion (n. 84/1985)
2. Dal progetto alla vocazione
“Cristo è davvero progetto dell’uomo o è solo uno slogan?”
“Quale vocazione e quali vocazioni per i giovani del nostro tempo?”
“Quale proposta fare ai giovani nei gruppi, nella direzione spirituale?”
Sono domande legittime presenti in ogni educatore o animatore un po’ attento all’esperienza concreta dei giovani e al loro destino.
Il libro di E. Masseroni, Vocazione e Vocazioni (PIEMME, Casale Monferrato, 1985), seguendo le indicazioni di un corretto metodo pastorale dapprima prospetta il quadro antropologico globale in cui si muove e si sviluppa la ricerca di significati da dare alla vita da parte dei giovani d’oggi e ne sottolinea le ambiguità in ordine all’accoglienza di un progetto “a lungo termine” e “totalizzante” com’è quello cristiano.
In un secondo momento delinea – in chiave biblico-teologica – le fondamentali caratteristiche del progetto d’amore di Dio per l’uomo, di cui ogni vocazione è segno pur nella diversità delle realizzazioni.
Infine traccia concrete linee operative per aiutare educatori e giovani a “discernere” il dono e a tradurlo in scelte di vita coerenti per la chiesa e per il mondo.
Il volume di G. Sovernigo, Ecco manda me (L.D.C. Leumann 1985) vuole aiutare i giovani a concretizzare il loro progetto di vita, così che divenga vocazione.
È un aiuto a prendere coscienza da dentro di sé del tempo vocazionale, a confrontarsi con i tre atteggiamenti psicospirituali vocazionali di base: ricerca, disponibilità, oblazione, e con i loro controatteggiamenti: ristagno, annaspamento, immobilismo, garantismo, ripiegamento, riuscita di sé; a verificarsi con le componenti costitutive della vocazione come risposta dell’uomo alla chiamata di Dio.
Chi è la persona umana nei momenti, nei passi salienti del “cammino della fede” proprio della vocazione cristiana? A questo interrogativo risponde il recente libro di Luigi Rulla, Antropologia della vocazione cristiana, 1. Basi interdisciplinari (PIEMME, Casale Monferrato; 1985).
Questo volume “primo” focalizza la vocazione del cristiano sulla sua antropologia, cioè su una visione cristiana della persona umana con la presentazione di tre disposizioni abituali o “dimensioni” secondo cui la persona umana cristiana agisce nel suo cammino vocazionale: la visione filosofica, teologica e di psicologia sociale.
La visione della persona umana e cristiana è così più completa: la conoscenza ed il discernimento dei processi vocazionali sono favoriti e vengono suggeriti aiuti più adeguati per la crescita vocazionale.
3. Piste qualificate per la maturazione di un progetto di vita vocazionale
* Preghiera
I tre volumi della serie “La vita come vocazione”, Editrice Rogate – Roma, a cura di Gianfranco Basti, raccolgono gli incontri di preghiera e contemplazione dei giovani al Seminario Maggiore di Roma. Essi nel loro insieme costituiscono una vera e propria pedagogia vocazionale di avvicinamento a Cristo, scandito anche in consonanza con i vari momenti dell’anno liturgico.
Il libro di E. Masseroni – Maestro, dove abiti? (Editrice Rogate – Roma) – è un itinerario con i giovani, scandito attraverso alcune tematiche irrinunciabili dell’esperienza cristiana che approdano alla domanda fondamentale: “Qual’è il tuo progetto di vita?”
La parola che aiuta a costruire questo cammino è il Vangelo di Luca, proprio per la sua singolare fisionomia, adatta ad evidenziare gli aspetti fondamentali dell’esperienza cristiana e dell’itinerario vocazionale di ogni persona che voglia andare incontro al futuro con libertà e responsabilità.
* Servizio – volontariato
“Educare alle scelte vocazionali” – Atti del III Convegno Nazionale Assistenti Ecclesiastici dell’AGESCI – (Borla, Roma 1985). È l’apporto specifico sul “come educare alle scelte vocazionali”, che nasce dall’esperienza pluridecennale dello scoutismo.
L’AGESCI è nella sua stessa struttura pedagogica un metodo che aiuta i ragazzi a provare se stessi nella prospettiva del compiere le grandi scelte della vita: essere felici facendo felici gli altri, esser buoni cittadini che vogliono lasciare il mondo un po’ migliore di come l’hanno trovato.
* Pastorale d’insieme
“La Chiesa di Torino con i giovani” – programma pastorale 85-86 (in: La voce del Popolo – 8 settembre 1985).
Il programma di quest’anno della Chiesa di Torino, rispetto agli anni precedenti, non determina tante iniziative da avviare subito; dà invece orientamenti e indica direzioni di cammino.
Si rivolge a tutti i membri del Popolo di Dio e alle comunità cristiane nel loro insieme, e chiede che il loro stesso ravvivarsi e rinnovarsi, costituisca un sostanzioso terreno umano ed ecclesiale su cui fiorisca una nuova pastorale dei giovani e dei ragazzi.
Si tratta proprio di “Pastorale giovanile e dei ragazzi in una pastorale d’insieme”.
Si richiamano alcuni punti di riferimento pedagogici, inderogabili per una buona pastorale giovanile, riconducibili a: essere (la persona) – partecipare (nella comunità) – impegnarsi (a servizio).
E si arriva “naturalmente” alla pastorale vocazionale specifica con un’attenzione particolare alla formazione dei giovani animatori.