N.05
Settembre/Ottobre 2026

Vita spirituale e servizio agli ultimi

Per chi non è chiamato alla vita interamente contemplativa, gli Esercizi spirituali sono un tempo forte di incontro a tu per tu con il Signore per allenarsi a cercarlo e trovarlo in tutte le cose della vita. Nella certezza che l’incontro con Cristo è la vera ricchezza e il senso pieno della vita umana, capace di riempirla fino in fondo. È un tesoro che, una volta scoperto, si può custodire solo condividendolo con gli altri, a iniziare dagli ultimi. 

Il segreto di questo tempo forte sta appunto nell’esercitarsi, accompagnati in un percorso concreto che insegna a seguire lo Spirito che guida. Di tutto ciò sono singolare ed effettiva testimonianza l’esperienza e il servizio dell’Opera Esercizi Spirituali di Cagliari, la cui icona più visibile è da oltre 40 anni la Casa di esercizi spirituali Pozzo di Sichar.

In quella isolata periferia che era la Sardegna, un gruppo cagliaritano della Congregazione Mariana (oggi CVX, il laicato che si ispira alla spiritualità ignaziana), fece l’esperienza degli esercizi come “riscoperti” dalla Compagnia di Gesù. Fu un tempo forte di contatto “a tu per tu” con Dio immersi nel silenzio, che cambiò la loro vita colmandola di gioia. Tanto da sentire la chiamata a darsi da fare perché anche altri in Sardegna potessero accedere allo stesso tesoro che era loro stato donato. Era una precisa chiamata a regalare agli altri il tempo lasciato libero dalle precedenti chiamate alla famiglia e alla professione, e in unità armonica con queste.

Allora gli Esercizi spirituali erano centrati sull’ascolto di prediche e riservati pressoché unicamente a seminaristi, religiosi e religiose, e preti. Fu una novità rivoluzionaria il viverli in quel silenzio che permette a Dio di parlare e farsi incontrare direttamente nel cuore della singola persona attraverso la Sua Parola.

Il gesuita, che guidava la Congregazione Mariana e organizzò quel felice corso di esercizi, rimase spiazzato da questo suo frutto inatteso e rilanciò la sfida invitando gli entusiasti laici a formarsi bene prima di pensare a dare corpo a una tale chiamata. Tanto è infatti ciò che il fare esercizi richiede: dal dare gli spunti di preghiera fino ai servizi più materiali come pulire le camere, gestire una casa in modo consono, preparare i pasti… La sfida fu raccolta, così che al p. M. Cravero non restò che contattare, a Roma, i confratelli che guidavano l’irradiamento del ritorno alle fonti nella Compagnia universale. La richiesta trovò una pronta disponibilità: persone come Carlo M. Martini, Z. Alszeghy, I. Iparaguirre, M. Costa, I. de la Potterie, riconoscendo lo Spirito all’opera, non esitarono a raggiungere l’isolata periferia, per tenervi momenti di formazione per laici e preti. È di questi anni anche l’adesione alla FIES, allora giovane di pochi anni, che da allora è stata anch’essa una preziosa e incoraggiante compagna di cammino.

Dopo l’avvio della formazione, il servizio iniziò in una spartana casa per le vacanze dei ragazzi della scuola apostolica. Prima si pensò di offrire la possibilità dei “nuovi” esercizi ignaziani ai preti, che già li facevano anche se in modo “vecchio”. Aderirono in diversi, ma l’esigenza di condivisione e la povertà della risposta suggerirono di rivolgersi anche ad altri. 

Alcuni tra i congregati mariani accompagnavano a Lourdes, con l’UNITALSI, amici disabili. Si affacciò così al cuore del gruppo fondatore il collegamento tra il servizio agli ultimi e una preghiera capace di riempire di Dio un silenzio, che tanto spazio aveva nella vita dei disabili. Nacquero cammini di esercizi ignaziani insieme a persone disabili, e incontri propedeutici ad essi, che ancora oggi continuano e stanno in un certo modo al cuore dell’attività dell’Opera. 

Nei 60 anni trascorsi da allora, l’offerta della preghiera che li ha generati ha raggiunto anche tante altre categorie di persone che hanno così potuto scoprire che si può dialogare con Dio “a tu per tu”: giovani, politici, docenti, categorie professionali, comunità parrocchiali. Dal 1993, l’Opera Esercizi ha irradiato nelle diverse diocesi della Sardegna l’esperienza degli esercizi spirituali ignaziani nella vita ordinaria. È offerta che ancora si affianca agli esercizi residenziali, incluso il mese personalmente guidato, nella Casa Pozzo di Sichar, inaugurata nel 1984. La vitalità dell’Opera, con la benedizione del Governo Generale della Compagnia di Gesù, superò ben presto poco lungimiranti perplessità locali e nazionali. Fu velocemente costruita una nuova casa dedicata esclusivamente alla preghiera, più vicina a Cagliari e finalmente senza barriere architettoniche. È il frutto di tante piccole offerte gratuitamente date da tanti, grati per il tesoro ignaziano offerto loro dalla gratuità dei volontari che Dio aveva chiamato a condividerlo.

Fusi insieme, la spiritualità vissuta nella preghiera personale degli esercizi e il servizio al prossimo, soprattutto al povero, sono la fonte sorgiva dell’Opera e della sua attività che continua nonostante le tante difficoltà superate nel corso di questi 60 anni. È un raro connubio operativo, che Dio ha regalato a una piccola periferia e che chi viene a fare gli esercizi al Pozzo di Sichar respira e contempla, godendo del servizio dei volontari che, ancora oggi, permettono all’Opera di continuare la sua attività.