Bibliografia ragionata sul tema “Realizzarsi in Cristo”
1. Preoccupazione per le persone
“Dalla convinzione che la persona è pienamente realizzata quando scopre e vive la propria vocazione umana e cristiana, consegue la preoccupante visione di tanti giovani che neanche si interrogano sul senso della loro vita”. Così il Piano Pastorale per le vocazioni in Italia al n. 11 esprime l’aspetto antropologico-personale della nostra responsabilità in ordine alle vocazioni. La persona, cioè, che Dio vuole “per Sé” sarà certamente una persona “pienamente” realizzata nel “sì” a questa chiamata. È in gioco il destino della persona, di una persona; è in gioco la sua felicità… Prima di ogni altra considerazione è bene aver chiaro che la nostra responsabilità di mediazione e di aiuto risiede ed è resa urgente in e da questa “necessità” che la chiamata arrivi a destinazione per il bene “totale”, “integrale” della persona chiamata.
Il Centro Nazionale Vocazioni, intento già negli ultimi anni a proporre valori-base di un progetto di vita (la preghiera, la totalità, il dono, la definitività e la pace), ha appunto inteso assumere questa domanda di “realizzazione” personale delle nuove generazioni, proponendo per la XXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni il tema: “Vocazioni: realizzarsi in Cristo”.
2. Ambiguità e limiti di un certo modo di intendere la “realizzazione” oggi
* Il tipo di giovane che emerge dal libro-inchiesta di F.Garelli, La generazione della vita quotidiana. I giovani in una società differenziata (Il Mulino, Bologna 1984) non sembra più mirare a grandi obiettivi da realizzare nella sua vita; tende ad una realizzazione attraverso gli spazi interpersonali, all’attenzione alla relazione, a soddisfare esigenze personali, a sperimentare rapporti e pratiche di vita per ottenere attraverso queste dinamiche una risposta al problema dell’appartenenza sociale e dell’identità personale.
* Il Sussidio di catechesi della XXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, preparato da S. Fiore ed edito dal Centro Nazionale Vocazioni, Roma 1986, parte prima, mira a chiarire queste ambiguità e limiti di un certo modo di intendere la “realizzazione” oggi.
È, cioè, un aiutare i giovani a “leggere” tra le righe della storia più recente:
– la multiformità di tentativi operati dall’uomo per procurarsi la felicità, per realizzarsi, per riuscire;
– la precarietà delle risposte, il relativismo delle mode, le contraddizioni e le smentite di una generazione.
3. “Realizzarsi” secondo il Vangelo
* La parte seconda del Sussidio di catechesi, (op. cit.) traccia alcune linee conduttrici della paziente pedagogia di Dio nell’Antico Testamento verso la vita piena; presenta la proposta di Cristo per una vita donata nella logica della croce; indica la chiesa come “luogo” di verifica per la realizzazione personale, per un confronto sulla vita piena.
Questa parte, per la ricchezza di riferimenti scritturistici, si presta molto per approfondimenti in ritiri, campi-scuola, riflessione personale…
* La Lettera apostolica di Giovanni Paolo Il, Ai giovani e alle giovani del mondo”, (Roma 31 marzo 1985), analizzando l’incontro di Cristo col giovane del Vangelo, dice “la verità sulla giovinezza umana”.
Essa di per se stessa è una singolare ricchezza nella quale è come inscritto l’intero progetto della vita futura.
La vita si delinea come la realizzazione di quel progetto: come “autorealizzazione”.
E il “se vuoi essere perfetto…” testimonia una più piena espressione di quel progetto di vita, che costruiamo già nella giovinezza. La dimensione del dono crea anche il “profilo maturo” di ogni “vocazione” umana e cristiana: da una vita secondo i comandamenti all’aspirazione a un “qualcosa di più”, mediante il servizio sacerdotale o la vita consacrata.
* E nella Lettera ai Sacerdoti per il Giovedì Santo, (31 marzo 1985) il Papa, pensando all’impegno sacerdotale e pastorale riguardo ai giovani, continua:
Gesù “fissò con amore” il suo giovane interlocutore nel Vangelo e gli disse: “seguimi”. Questo bene, continua Giovanni Paolo II rivolto ai sacerdoti, che possiamo proporre ai giovani, si esprime sempre in questa esortazione: segui il Cristo! Noi non abbiamo un altro bene da proporre; nessuno ha un bene maggiore da proporre. Segui il Cristo vuol dire, innanzitutto, cerca di ritrovare te stesso nel modo più profondo ed autentico possibile. Cerca di ritrovare te stesso come uomo. Significa: cerca di ritrovare quella vocazione che Cristo mostra all’uomo, quella vocazione nella quale si, realizzano l’uomo e la vocazione a lui propria.
* Anche l’articolo di J. Galot, Realizzarsi in Cristo in Rogate ergo 2 (1986) si sofferma sulla parola: “Se vuoi essere perfetto” per sottolineare la realizzazione di sé offerta a coloro che sono chiamati.
Questo numero di Rogate, che è monografico sul tema della Giornata Mondiale di Preghiera, si sofferma inoltre sulla preghiera come mediatrice di realizzazione della persona; e guarda infine alla
realtà concreta della vocazione consacrata.
4. Vocazioni: realizzarsi in Cristo
Quale proposta offrono le vocazioni consacrate al desiderio di riuscire e di realizzarsi?
* La parte terza del Sussidio di catechesi, (op. cit.) presenta gli elementi per annunciare e testimoniare che consacrarsi a Cristo non è “rinunciare a vivere” ma vivere pienamente.
* Il primo numero di “Videorogate” risponde alla domanda presentando tre esperienze di vocazioni realizzate intercalate da domande rivolte ad un esperto.
La presente novità è la soluzione che l’Editrice Rogate ha scelto per tradurre in linguaggio audiovisivo i numeri più significativi di Rogate ergo. Questa prima cassetta affronta appunto il tema della Giornata Mondiale di Preghiera di quest’anno “Vocazioni: realizzarsi in Cristo”.