N.05
Settembre/Ottobre 1986

Gruppo ecclesiale, itinerario sacramentale e maturazione vocazionale

Il Gruppo ecclesiale si alimenta e cresce nell’esperienza quotidiana della Sacramentalità. Sacramentalità è attualizzazione nella vita della comunità ecclesiale, della presenza viva di Cristo. Dice il Catechismo degli adulti: “Nei Sacramenti Cristo rende attuale per noi il Mistero di salvezza che ha segnato le tappe fondamentali della Sua vita. In tal modo si fa contemporaneo a ogni uomo e a ogni generazione e associa gli uomini, mediante il Ministero della Chiesa, alla Sua nascita, alla Sua Missione, alla Sua Morte e Resurrezione (…). La presenza operante di Cristo e del Suo Spirito continua nell’azione sacramentale della Chiesa. Quando Pietro e Paolo battezzano è Cristo che battezza; quando il Sacerdote celebrante fa del pane e del vino il corpo e il sangue di Gesù, è Cristo che consacra; Cristo mediante il vescovo conferma nella fede i cresimati; Cristo nel patto che gli sposi si scambiano nel Matrimonio pone se stesso come sigillo e garanzia di comunione e di fedeltà; Cristo ordina un uomo al sacerdozio ministeriale quando il Vescovo lo consacra; Cristo, mediante il sacerdote della Chiesa, rimette i peccati e riconcilia i peccatori al Padre; unge il corpo del malato, lo consola e gli dà la forza dello Spirito. In definitiva, è Cristo il celebrante principale dei Sacramenti della Chiesa. I ministri, partecipando alla Sua grazia e al Suo potere, ne rendono visibile l’azione in Suo nome. La Chiesa riconosce nei sacramenti i gesti privilegiati che la fanno incontrare con Cristo, sua sorgente di vita…”[1].

 

Il dono della Grazia e dello Spirito si attualizzano nella Chiesa, diventano realtà viva nella vita dei partecipanti stessi al gruppo ecclesiale che li celebra. Partecipazione ai Sacramenti è dunque partecipazione piena al Mistero totale di Cristo che continua la Sua Presenza viva nel Suo Popolo.

Gesù vivo e presente sacramentalmente nella nostra vita è lo stesso che sul mare di Galilea chiama e interpella. Il mondo di oggi, il Gruppo, e la stessa terra, sono terra di missione, il campo dove il Signore chiama a lavorare, per il quale chiede operai…

Il Gruppo ecclesiale è chiamato a privilegiare la sacramentalità come momento educativo “forte” di esperienza di Dio, di catechesi, di maturazione vocazionale. E non solo la preparazione del Battesimo, della Prima Comunione, della Confermazione e del Matrimonio devono caratterizzare la vita del Gruppo ecclesiale. Di per sé formativi e basilari, essi sono momenti propri di tutta la Comunità parrocchiale (genitori, padrini, educatori, conoscenti, parrocchiani) alla quale i Gruppi danno volentieri il contributo di una fede particolarmente viva e responsabile perché gli itinerari sacramentali della comunità siano sempre più incisivi. Quanti genitori, coinvolti occasionalmente, talvolta quasi spinti dall’esterno e loro malgrado, nella preparazione al Sacramento del figlio, hanno espresso viva soddisfazione per l’occasione offerta loro di riscoperta della propria fede e vita cristiana; quanti, nella celebrazione curata del Mistero sacramentale sono stati “toccati” dalla Grazia e “convertiti” alla riscoperta della propria vocazione o alla prima chiamata!

Una corretta, meditata, pregata preparazione del Sacramento realizzata nel Gruppo sarà dono prezioso offerto alla comunità tutta. 

Perché il Sacramento esprima ciò che significa occorre una grande Fede.

Dice ancora il Catechismo degli adulti: “Senza Fede non c’è Sacramento: prima di tutto la Fede della Chiesa, quale condizione indispensabile perché il Sacramento sia valido; poi la Fede donata e partecipata di coloro che nella comunità lo ricevono, perché il Sacramento sia fruttuoso. Il Sacramento non porta frutto, finché l’uomo non risponde alla Grazia ricevuta e non se ne appropria in modo consapevole nel ‘sì’ di una Fede che deve purificarsi, maturare e crescere …”[2].

Se la Fede è prima di tutto dono gratuito del Signore, è anche vero che meglio si va radicando dove trova disponibilità ad accoglierla e ad offrirle terreno propizio, a farla maturare nel proprio cuore. Questo è quello che il Gruppo ecclesiale è chiamato a fare: una solida, oculata, pregata, approfondita preparazione, che diventa cammino di fede del Gruppo.

 

 

Sacramentalità: mezzo di educazione alla fede del Gruppo ecclesiale

L’esperienza della Sacramentalità nel Gruppo ecclesiale è momento “forte” di vita del Gruppo, sia nella celebrazione del Sacramento, sia nella sua preparazione., che coinvolge e raggiunge i singoli membri a diversi livelli. Perché il Sacramento venga “celebrato” e attualizzato nella vita del Gruppo occorre una viva partecipazione di tutti, che a loro volta si avvantaggiano di questo attivo coinvolgimento. Se la comunità è viva e attenta fa convergere tutte le sue energie intorno a questo evento salvifico: cura una preparazione adeguata, non solo esteriore, ma radicata nell’intimo, con la Preghiera, la riflessione personale e comunitaria sull’Evento che celebra, la Catechesi del Sacramento, che diventa scoperta per chi non l’ha ancora vissuto, riscoperta e approfondimento ulteriore, per chi lo riattualizza. La preparazione della celebrazione del Sacramento può diventare momento privilegiato di Catechesi, riscoperta e educazione alla Fede per i soggetti del Sacramento (Comunione, Penitenza, Confermazione), i loro genitori e Padrini (Battesimo), il gruppo cui tali soggetti appartengono, la Chiesa (Ordine, Matrimonio, Unzione dei Malati). Esperienze positive di questo coinvolgimento da parte di alcuni gruppi, incoraggiano in questo senso.

È molto partecipata la celebrazione del Battesimo da parte del Gruppo ecclesiale, nell’ambito della Liturgia Eucaristica domenicale della parrocchia: ogni partecipante, infatti, è chiamato a rinnovare il proprio Battesimo riscoprendone e consapevolizzandone il valore e la portata.

Anche la celebrazione delle Nozze con la presenza del Gruppo ecclesiale consente una catechesi a vasto raggio, una partecipazione comunitaria ad un evento di grazia nel Gruppo stesso. Se poi la preparazione alla celebrazione ha implicato il coinvolgimento dei responsabili, dell’animazione liturgica, della catechesi degli adulti, degli sposi stessi e del loro gruppo di appartenenza, dei genitori, parenti, testimoni, ecc., si comprende quanto la celebrazione del Sacramento possa divenire efficace momento di educazione alla Fede.

La catechesi di preparazione ai Sacramenti della Prima Comunione, Penitenza e Confermazione stanno ormai ovunque diventando momenti privilegiati di catechesi anche degli adulti (in particolare genitori) coinvolti nella formazione dei catechizzandi, così come la celebrazione dei Sacramenti viene vissuta come evento di Chiesa largamente partecipato, non solo esteriormente, ma anche nel senso di responsabile presa di coscienza di quello che si celebra.

È buona prassi, da parte di alcuni gruppi, anche la celebrazione comunitaria, ovviamente integrata da quella individuale, del Sacramento della Penitenza, nei “tempi forti” dell’anno liturgico. Un discorso a parte meritano i Sacramenti dell’Ordine e quello dell’Unzione degli Infermi.

 

 

Gruppo ecclesiale, sacramentalità e scelte vocazionali

La partecipazione attiva e responsabile alla Sacramentalità è condizione per la nascita e maturazione delle vocazioni nella Chiesa. Una corretta e puntuale educazione ai Sacramenti nell’ottica della Fede (unico Maestro è lo Spirito, alla cui docilità la comunità e i singoli educatori si allenano ad affidarsi), conduce di per sé all’esplosione delle vocazioni.

Se Cristo stesso è presente nella Sua Chiesa a celebrarne i Sacramenti, l’incontro con Lui è un incontro vivo che non può sottrarsi al Suo speciale richiamo. 

Già al momento del Battesimo, genitori e padrini vengono richiamati alla loro specifica missione di far maturare, coltivare e crescere, secondo il cuore di Cristo, la personale chiamata cristiana del proprio figlio, oltre che a riscoprire la propria vocazione di, genitori, chiamati a generare nella Chiesa vocazioni. Speciale cura, attenzione, responsabilità, docilità allo Spirito è richiesta ai catechisti di Prima Comunione e Cresima. Il germe della vocazione, presente nell’anima in formazione dei catechizzandi, richiede speciale cura, rispetto, alimento di Fede, di esempio, stimolo ad esprimersi, prendere consapevolezza ed esplodere. Se è vero che la piena maturazione della vocazione è di un’età successiva è altrettanto vero che un’adeguata educazione di fede a questa età lascia tracce indelebili e i presupposti su cui il fanciullo e il preadolescente costruiscono la loro fisionomia spirituale. L’incontro vivo col Cristo che ama, si dona, perdona, rinvigorisce col Suo Spirito, può spesso essere determinante per la vita futura del catechizzando, se opportunamente preparato, seguito, valorizzato. L’intuizione della chiamata speciale è spesso esplosa in queste circostanze, anche se ha comportato successivi, talvolta lunghi cammini di crescita, maturazione, accompagnamento.

Anche la responsabile preparazione dei fanciulli ai Sacramenti dell’iniziazione cristiana da parte di giovani catechisti può diventare per essi stessi luogo di esplosione di una speciale vocazione, nella docilità allo Spirito, primo e unico catechista nella presa di coscienza della propria chiamata a vivere la sacramentalità e la vita dello Spirito, prima che a trasmetterla. Particolare attenzione pertanto dovrebbe essere rivolta anche alla formazione dei Catechisti perché possano consapevolizzarsi di questa loro chiamata, ed essere guidati a coglierla e coltivarla nell’esercizio stesso del loro compito.

L’educazione e la pratica sacramentale nel Gruppo ecclesiale anche relativamente ai Sacramenti dell’Ordine, Matrimonio, Unzione degli Infermi possono diventare spazi privilegiati di esplosione di vocazioni. Tutta la vita cristiana, in ogni sua espressione, è assunta da Cristo e vitalizzata dalla Sua Presenza viva: è Cristo che unisce la coppia degli sposi consacrando il loro amore, rendendolo segno dell’Amore di Lui per la Sua Chiesa e col Suo esempio stimola la coppia a generare nell’Amore nuove vite per la gloria di Dio; è Cristo che consacra Sacerdote per l’eternità per perpetuare nel mondo l’effusione della Grazia e la celebrazione del Suo Sacrificio perenne di Amore per l’uomo; è Cristo che si offre come viatico per chi passa da questa all’altra vita, che rinvigorisce la fede e la vita di Grazia di chi si accinge ad entrare nell’eternità.

Una Chiesa che celebra questi eventi coi suoi membri coinvolti, sensibili, maturi e li chiama a celebrarli insieme, suscita la consapevolezza della propria personale chiamata.

 

 

Sacramentalità: luogo di maturazione della vocazione

La vocazione è dono dello Spirito, è chiamata del Signore è, all’origine, proposta gratuita, che chiede di essere coltivata, accolta, fatta crescere. Un dono così grande richiede altrettanto grandi mezzi di crescita e di alimento. È molto importante da parte della comunità, del Gruppo e dei rispettivi responsabili un’opera di “accompagnamento” della persona chiamata, che si manifesta e realizza nella docilità allo Spirito da entrambe le parti, docilità che si alimenta nella vita sacramentale. Attingere alla Fonte della Grazia diventa indispensabile per il chiamato e per chi cammina con lui. Solo il contatto vivo col Signore presente nei Sacramenti consente un cammino di maturazione e di crescita nella Fede e nell’Amore, sostiene il dialogo aperto con il Signore che porta a compimento quanto ha piantato con la Sua Mano.

 

 

 

 

 

Note

[1] CEI, Signore da chi andremo? Il catechismo degli adulti, p. 212.

[2] Ivi p. 216.