Contenuti e metodologie della scuola di preghiera
Ritengo necessaria una precisazione che è, poi, una premessa.
Una Scuola di Preghiera nasce e sopravvive se c’è una reale richiesta di utenza. Se poi questa richiesta proviene dal settore giovani, allora non solo la sopravvivenza ma soprattutto la efficienza e serietà ne guadagnano. I giovani vivono, oggi (come del resto tutti noi), in un mondo realista, in un secolo tutto volto all’esperienza personale. Vogliono provare. È tragico qualche volta; ma è anche ciò che spiega in gran parte il movimento attuale verso la preghiera. Stanno riscoprendo la preghiera in una dimensione nuova e originale. Per questo cercano ed accolgono volentieri proposte di questo tipo quando s’accorgono che c’è un grande rispetto per la preghiera. Avvertono che non si va alla preghiera in un atteggiamento di ricerca tumultuosa, né su un piano puramente intellettuale, né sentimentale, ma con tutta la loro personalità per ritrovare una dimensione che percepiscono come essenziale e per loro e per la preghiera stessa, cioè quella dell’ascolto della Parola di Dio e del silenzio interiore.
I contenuti e la metodologia nascono da questa scoperta di essenzialità della preghiera. E sono i giovani stessi a proporli come esigenza di fondo per un cammino serio di ricerca di Dio. Ci chiedono di aiutarli: chiedono scuole di preghiera, disponibilità nostra, stimolazioni, esempi, serietà di impostazione e di conduzione della scuola stessa.
Un’esperienza di questo tipo non si improvvisa, né ci si accontenta del “pressappoco”. La parabola del Vangelo non parla, forse, della Casa da costruirsi sulla roccia e non sulla sabbia? E la Preghiera non è, forse, la Casa sulla roccia?… Una casa che, una volta costruita, non crollerà più.
Se parliamo di contenuti e di metodologia intendiamo asserire precisamente che essi fanno parte integrante della struttura essenziale di questa “Casa sulla roccia” che è la Preghiera.
Contenuti di una Scuola di Preghiera
Scaletta di temi presentati, in fasi successive, tra loro collegati.
* Note introduttive all’esperienza di deserto.
Che cosa è il deserto: i tempi di deserto, brevi o lunghi che siano, sono essenzialmente per approfondire la nostra vita di preghiera. Fare deserto significa imparare che quel tempo porta con sé: il segno dell’aridità interiore; il distacco per tutti i sensi (vista, udito); il segno della povertà, dell’austerità, dell’estrema semplicità, della totale impotenza dell’uomo. Fare deserto significa scoprire la propria debolezza; è fare qualche cosa dì diverso; è un tentativo di camminare da soli verso l’incontro con il Signore. Il deserto diventa un cammino verso Dio, l’Assoluto. Quando la nostra povertà si incontra con la ricchezza di Dio nel deserto, ci sentiamo creature che adorano – che ringraziano – che intercedono per sé e per i fratelli, come coloro che nel deserto ci hanno preceduto: Mosé, Cristo.
* In cammino verso l’Oreb
È la tematica successiva al “Deserto”: “Siediti ai bordi del silenzio, Dio ti parlerà” (Tagore).
Desiderio della maggior parte dei frequentanti la Scuola è di poter fare esperienza vera di preghiera e poter salire davvero il monte Oreb, la montagna di Dio. Ogni uomo ha un “sentiero suo” stabilito da Dio. È importante che ciascuno trovi il proprio sentiero verso l’Oreb.
Non si tratta dì trovare metodi, spiegazioni speculative o indicazioni terapeutiche, ma piuttosto di sottolineare ciò che si deve sapere e ciò che si deve fare quando si desidera pregare. Un cammino a tappe.
– Prima tappa: l’ascolto
“Shemà, Israel!” la parola ebraica “shemà” è un rito per il popolo eletto: indica il rapporto dell’uomo con Dio. Per noi è un cammino ascetico. Vengono presentate tutte le citazioni bibliche riguardanti l’Ascolto, suddivise in sei serie distinte. Ogni orante le analizza, le fa sue, le interiorizza. Capirà che ogni uomo è “pagina di storia sacra”, è “Parola di Dio”.
– Seconda tappa: l’habitat dell’Ascolto è il Silenzio.
Per imparare a parlare bisogna imparare a tacere. Tacere davanti a Dio è fare i primi passi verso di Lui. La Preghiera – Silenzio è un’igiene mentale che avvia il pensiero, poi il cuore, poi la volontà.
Il Silenzio è il primo passo per maturare in noi la Preghiera – Ascolto.
Il Silenzio è presente ad ogni pagina della Bibbia: esso precede la Parola, l’accompagna e la segue. Quale silenzio? Non il silenzio per il vuoto: ma un silenzio pieno di Dio: un silenzio per amare – un silenzio per donare – un silenzio per dialogare con Dio e con noi.
* I Salmi per pregare, oggi.
Una preghiera ebraica dice: “È cosa temeraria celebrare le Lodi del Signore”. Le parole dell’uomo sono inadeguate e incapaci a lodare e invocare Dio come si conviene, perciò Dio stesso ci ha rivelato come dobbiamo rivolgerci a Lui. Ecco il Libro dei Salmi, “Il Libro di Preghiera”.
I Salmi sono soprattutto Parola di Dio scritta al pari di tutto il resto della Bibbia. Il nostro pregare con i Salmi non è più legato al nostro io, non è un pregare soggettivo, ma è un Pregare che ha nella Parola di Dio un contenuto ed un motivo preciso. Pregare con i Salmi è un dire a Dio le Parole di Dio. Mensilmente viene proposto un Salmo con il relativo messaggio.
Salmo 22 (Tu sei con me; Dio cammina con me; mi precede; mi guida).
Salmo 102 (Dio è Amore, niente altro che Amore; tutto amore).
Salmo 50 (Più grande è il senso di Dio, più forte è il senso del peccato; perdonaci, Dio ci ricrea; l’uomo ha fame di perdono).
Salmo 25 (Non rigettare, o Dio, il grido di questa povera anima).
Salmo 63 (Solo Tu il mio Dio!; la sete di Dio; un amore in esclusiva).
Salmo 138 (Tu mi conosci fino in fondo; stupende sono le Tue opere).
Salmo 8 (Dio si è incarnato nei palpiti della nostra esistenza; pregare è toccare l’Assoluto di Dio).
* Preghiera – Profezia
Una tematica, questa, di grande accoglienza, soprattutto da parte dei giovani. È tempo di Profezia. Tempo di lotta, tempo di speranza, tempo di Dio.
Il profondo desiderio di Dio evidenzia una crescente nostalgia di Preghiera per dare un senso alla vita di ogni giorno. Preghiera – Profezia! Mai come oggi c’è bisogno di profezia: mai come oggi i nostri ambienti di scuola, di lavoro, di apostolato hanno bisogno di profeti. Si presentano alcuni Profeti e il loro messaggio per noi.
Gesù: il Profeta Orante. Il cammino di Preghiera e di vita di Gesù.
Geremia: il Profeta della Speranza.
Isaia: il Profeta della Luce.
Osea: il Profeta dell’Amore.
Mosè: il Profeta della Responsabilità.
Ezechiele: il Profeta della Riconciliazione.
Elia: il Profeta dell’Ascolto.
Maria: il Profeta del SÌ.
La struttura della Scuola di Preghiera
Il momento importante è “l’accoglienza”. Una tappa sia mensile, quindicinale o settimanale richiede sempre una accurata preparazione con tempi lunghi. Il Programma con orario e tematica precisa viene inviato per tempo alle rispettive comunità, gruppi, singoli. La fedeltà e all’orario e alla tematica è della massima importanza ed incidenza sui partecipanti.
Dalle ore 8 sino alle 8,30: il momento di accogliere e fraternizzare. Spetta al Sacerdote che guida l’esperienza e all’équipe di collaboratori creare il momento della gioia dell’incontro.
Segue il momento della Preghiera – Lode “insieme”. Un pregare adagio, interiorizzato, accompagnato da canti – preghiera e da brevi spazi di silenzio. Il tutto per creare il clima giusto dell’Ascolto, clima interiore ed esteriore.
Segue l’Annuncio della Parola su un tema precedentemente preparato.
Dopo l’Annuncio un’ora di silenzio per la riflessione e la contemplazione.
Ogni partecipante alla Scuola di Preghiera trova accanto al suo sgabello una Bibbia, lo Schema del tema proposto, un piccolo Breviario della Liturgia delle Ore. Una illuminazione soffusa e povera di luce (quel tanto che serva per leggere) aiuterà l’orante al deserto interiore: soltanto l’Ostensorio viene illuminato. Lì si posano occhi, mente e cuore.
Alle 10,30 la Celebrazione Eucaristica nell’ambito della Comunità Parrocchiale (la nostra Scuola di Preghiera fa parte di una esperienza di Parrocchia che si è fatta promotrice ed animatrice a vasto raggio di questa esperienza). La S. Messa viene animata (letture, canti) dal Gruppo Liturgico giovanile: la scelta dei Canti, Preghiera dei Fedeli, Offertorio è in funzione del tema proposto. Diventa un momento prezioso di ricchezza interiore e per i partecipanti e per l’intera Comunità Parrocchiale.
Segue un po’ di refezione: le Religiose del posto offrono un po’ dì ristoro nei loro ambienti. Non è un momento dispersivo, ma un momento per stare assieme e comunicare le prime esperienze.
Si ritorna per il 2° Annuncio della Parola: 15 minuti. Segue il silenzio riflessione – ascolto – deserto. Si arriva alle 12. Spontaneamente inizia la comunicazione dell’esperienza attraverso preghiere spontanee, riflessioni personali, inviti al canto, implorazioni, per finire (verso le 13) con una preghiera corale – canto finale – commiato.
La Benedizione Eucaristica e un fraterno “arrivederci” chiude questa prima parte. La maggioranza degli intervenuti “mangia al sacco” per riprendere (dopo un’ora e mezza) la preghiera – deserto che spesso si protrae sino alla sera. Nel pomeriggio l’intervento del Sacerdote – guida è solo su richiesta o del gruppo o del singolo.