N.05
Settembre/Ottobre 1987

Accompagnamento e orientamento delle vocazioni femminili

Le riflessioni che comunico si riferiscono precisamente all’accompagnamento individuale delle giovani. Raccogliamo, dunque, per un momento la nostra attenzione sull’espressione “accompagnamento delle giovani…”: troviamo che tale espressione richiama, visualizza in noi con immediatezza delle persone in relazione: chi accompagna e chi è accompagnato in un contesto che è strada-cammino, protesi verso una meta.

 

 

Tra persone…

L’accompagnamento si presenta, perciò, subito come realtà concreta relazionale tra persone che pur nella loro diversità, condividono l’esperienza dell’essere “viandanti”, “in ricerca”, “verso…”.

È importante, perciò, che chi accompagna le giovani, prima di tutto si conosca, incontri cioè se stesso costantemente nella dinamica del suo personale cammino e abbia chiara coscienza della propria mentalità nei confronti dell’identità della donna e della donna consacrata nella comunità ecclesiale di oggi.

Infatti ritenere scontata e ormai raggiunta per sempre la chiara e piena coscienza di sé, preoccuparsi di coloro che siamo chiamati ad accompagnare, dei programmi, dei contenuti di accompagnamento e delle attività, lasciarsi prendere da questo impegno trascurando o ponendo poca attenzione al rientrare in noi stessi per guardarci dentro, per confrontare e verificare le “cose” in cui veramente crediamo, sarebbe come mettersi a guidare una meravigliosa scalata in cordata, ma… partendo con un piede in fallo o quasi!

Emerge, quindi, quale condizione fondamentale, l’atteggiamento di chi accompagna, atteggiamento di viva e continua lucidità della propria realtà interiore, presenza della persona a se stessa che si lascia profondamente raggiungere dallo Spirito di Dio, in ogni dimensione della sua unità interiore, perciò realizza pienamente in Cristo la sua umanità e con Lui si consegna al Padre.

Una persona, dunque, la cui umanità profondamente realizzata in Cristo, chiara nei principi, trasparente dei valori evangelici, in costante e dinamica conversione, con tutta la realtà di se stessa dica e doni gioia, speranza, Carità in una pienezza sempre maggiore di uomo o donna.

Questo è molto importante oggi soprattutto per la suora nei confronti delle giovani che vedono la donna in un’identità nuova e diversa rispetto al passato e vibrano per la piena realizzazione di sé in ogni dimensione della persona.

È necessario, perciò, qualificare sempre più se stessi anche con l’aiuto delle scienze umane, ma con l’attenzione sempre più vigilante al personale e costante cammino di formazione nel confronto con la Parola, nel silente ascolto dello Spirito, che ci fa nuovi dal di dentro. Questa continua “novità” ci rende capaci, a nostra volta, di ascolto dei segni di Dio in chi accompagniamo e, ancor più, ci rende capaci di presenze pacificanti e gradualmente liberanti che aiutano le giovani ad ascoltare lo Spirito per il sì a Dio.

Così, da viandanti lungo questo cammino, consapevoli anche della complessità ed eterogeneità del mondo giovanile, sarà importante conoscere, cioè incontrare la giovane che si accompagna, non solo o soprattutto come una delle giovani di oggi, ma innanzitutto come giovane unica nella sua ricerca, nella sua storia, con la struttura specifica della sua persona, in tutta la sua realtà.

Attraverso il dialogo e il confronto, sarà importante camminare “accanto” alla giovane, né in autorità, né al posto della giovane, ma “con” lei, “per” lei, proprio con la disponibilità e la libertà di chi è chiamato a rendere un vero servizio alla stessa giovane nel nome di Dio e della Chiesa.

 

 

Con quali contenuti?

Quali messaggi, allora, è importante far passare e privilegiare in questo cammino? Appena alcuni accenni:

– identità della donna “unità di persona” in relazione, nella capacità di autonomia – equilibrio – reciprocità;

– diverse vocazioni quali diverse realizzazioni dell’amore che si fa dono “per…”;

– valori evangelici;

– proposta chiara e coraggiosa di Cristo che chiama all’ascolto – sequela – servizio, esperienze proprie del discepolato;

– comunità, comunione e missionarietà della Chiesa: dono e impegno perché il Regno viva e cresca.

 

 

Come?

Quali esperienze, occasioni, è importante prevedere in questo cammino perché tali contenuti entrino a far parte del “vissuto” della persona? Sembra importante:

– far fare esperienze in gruppi capaci di accoglienza-condivisione-invio nella Fede;

– offrire esperienze di confronto con i veri valori;

– offrire esperienze di preghiera e di impegno nel servizio;

– offrire occasioni di incontri con postulanti e novizie che, pur in modo compatibile agli impegni del loro iter di formazione iniziale, possano dimostrare alle giovani la semplicità e la gioia della loro vita, la verità della loro ricerca, la “normalità” della loro vocazione di giovani che dicono “sì” a Dio oggi.

 

 

Nel discernimento

Da tutto questo consegue che il “clima” della strada e il “ritmo” del cammino vengono segnati dalla situazione e dall’impegno di attento e costante, paziente e coraggioso discernimento orientamento. Si tratta, dunque, non solo o non soprattutto di aiutare a scoprire la personale vocazione, ma di offrire alla giovane un servizio di aiuto per il suo cammino di formazione personale:

– perché possa pienamente realizzare se stessa nella risposta a Dio, qualunque sia la sua specifica vocazione;

 – perché possa vivere le tappe del suo cammino di formazione nei momenti giusti, pertinenti alla sua vera crescita;

– perché, al momento giusto, senza inutili o eccessive tensioni, possa essere veramente pronta alla comunione e alla missione.

Attraverso il discernimento la giovane, che generalmente oggi tende al “tutto” subito nel tempo reale-immediato e a ciò che più rende concretamente “hic et nunc”, sarà educata a costruire se stessa nell’avvedutezza e nella pazienza dei tempi di Dio.

 

 

Per l’orientamento

La giovane sarà così orientata gradualmente:

– alla capacità di fare ordine dentro di sé;

– alla scoperta dei valori;

– alla capacità di modificare atteggiamenti;

– ad acquisire un metodo per la preghiera;

– alle motivazioni delle scelte.

In altri termini, attraverso il discernimento, la giovane sarà aiutata, orientata e educata a perseguire diverse tappe di un unico cammino: vedere ascoltare – confrontare – assumere – tradurre – concretizzare – verificare – riesprimere.

 

 

La direzione spirituale

In questo cammino di accompagnamento – orientamento – discernimento, momento forte sarà quello della direzione spirituale che, privilegiando il confronto con la Parola e la ricerca nella preghiera, solleciterà nella giovane:

– la disponibilità alla conversione;

– la volontà di cambiamento;

– il gusto delle cose di Dio; 

– il coraggio del rischio; 

– la decisionalità nella scelta; 

– l’apertura alla fiducia e alla speranza.

Il progetto può essere arduo[1] ma ciascuno di noi sa che… siamo viandanti… perciò, piuttosto che mettersi a guardare la strada sfiduciati o in attesa o come chi, in qualunque modo, osserva dalla finestra, è importante essere in mezzo alle giovani, con le giovani e guardare la strada camminando con pazienza e insieme a loro.

Maria ci incoraggia e ci indica il cammino: lei che “a quel saluto rimase turbata” (Lc 1,29), ha accompagnato Gesù fino al totale compimento della Parola. Nell’atteggiamento dell’ “Eccomi” (Lc 1,38), colei che “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19.51), è stata orientatrice a Cana (Fate quello che vi dirà Gv 2,5); stava presso la Croce (Gv 19,25); era insieme con i credenti che attendevano lo Spirito (Atti 1,14); ed è con noi per una nuova Pentecoste nella Chiesa (Gv 19,26-27).

 

 

 

 

 

Note

[1] Per un utile approfondimento dei temi indicati in questo articolo: cfr. CENCINI A. – MANENTI, Psicologia e Formazione, EDB 1985; MANENTI, Vocazione Psicologia e Grazia, EDB 1987; E. MASSERONI, Discernere: uno sguardo permanente della fede, in Vocazioni n. 4, 1986; MANENTI, Il discernimento delle motivazioni vocazionali, in Vocazioni n. 4, 1986; S. BISIGNANO, Gradualità e progressività nel servizio di discernimento vocazionale, in Vocazioni n. 4, 1986.