Bibliografia sul tema:Giovani per i giovani
1. Chi farà crescere i preadolescenti?
I preadolescenti, quelli dell’età negata, come li ha definiti la prima ed unica indagine seria fatta in Italia su questa fetta di popolazione, nelle comunità cristiane affollano (ma sono sempre meno) le aule di catechismo almeno fino alla Cresima poi, nell’80 per cento dei casi, chi si è visto si è visto. Il contatto con la Chiesa finisce per riprendere, forse e per poco tempo, in vista del matrimonio.
Di questi ragazzi innamorati di Madonna (quella che canta negli stadi, osannata dai saloni della moda e delle public relations) sono in molti ad occuparsi e a preoccuparsi con motivi diversissimi (dall’affetto sincero al bisogno di vendere) ma non sono altrettanti coloro che li considerano per quello che sono. Non dei piccoli adulti o, peggio ancora, dei vasi vuoti da riempire; ma delle persone con molti bisogni da soddisfare e anche con grandi ricchezze e capacità, da vivere e da diffondere.
Certe mancanze e certe convinzioni sbagliate a proposito dei preadolescenti sono patrimonio non solo della scuola e della famiglia ma anche delle comunità cristiane. L’invito è allora quello a conoscere sempre più e sempre meglio il mondo dei ragazzini e ad individuare i modi e i progetti che possono aiutare educatori, animatori di gruppo, catechisti, insegnanti e quanti si occupano direttamente di preadolescenti a qualificare sempre più il loro “stare con i ragazzi”.
Tra i vari sussidi e progetti per compiere quest’opera è da segnalare la casa editrice LDC che ha iniziato a pubblicare in questi mesi i primi volumi di una significativa collana dal titolo: “Con i preadolescenti “.
– CSPG – CIPG, L’età negata – Indagine sociologica sui preadolescenti in Italia, Torino, LDC, 1986
Si tratta della più citata inchiesta curata dai COSPES (Centri di orientamento scolastico professionale e sociale). I primi tre volumi della collana vogliono essere un modo di approfondire alcuni degli elementi emersi nell’inchiesta e di dare strumenti per un cammino con i preadolescenti.
– Pierre Moitel, Educazione missione impossibile? Torino, LDC, 1987
Si rivolge in particolare al mondo della scuola. L’autore vuole presentare la problematica dell’educazione in una società in crisi e indicare alcuni elementi di soluzione per un’educazione adatta al mondo attuale.
– Pierre Babin e MarieFrance Kovlovmdijon, Possiamo ancora parlare ai ragazzi? LDC, Torino 1987
Il libro nasce dall’esperienza di insegnamento universitario dei due autori e dalle ricerche compiute in questo ambito. Analizzando il cambiamento di cultura realizzatosi in questi anni e che vede i preadolescenti come attori protagonisti, gli autori cercano di cogliere le vie per l’elaborazione di una cultura nuova che accolga e rispetti le diverse componenti dell’immaginazione e della realtà.
– Giuliano Palizzi, Preadolescenti in gruppo: l’età ritrovata? – Per la formazione umana e cristiana dei preadolescenti, LDC, Torino 1987
Il tentativo dell’autore è quello di far emergere tutte le voci che sembrano contraddistinguere il preadolescente oggi. Dalla musica allo sport, dalla vita di gruppo alle diverse forme di esperienza religiosa.
Ogni “voce” è letta in quattro angolature: si parte dai dati dell’inchiesta ‘L’età negata’; per conoscere il soggetto cui ci si rivolge; si cerca, poi, di ragionare intorno alla voce ‘gruppo’; per vedere come può essere pedagogicamente valutata nel cammino del preadolescente; si passa all’ambiente socio-religioso e culturale per giungere, infine, ad alcuni suggerimenti pratici. È un libro scritto a più mani con la collaborazione di numerosi giovani animatori e si rivolge a tutti i giovani che cercano qualcosa da fare per gli altri.
Di prossima uscita, nella stessa collana, un volume di Bruno Ferrero, direttore della rivista per preadolescenti “Mondo Erre”, dal titolo: Diventare grandi. Si tratta in definitiva di una collana da porre in mano ai giovani perché possano aiutare i preadolescenti nel cammino di fede per giungere a piena maturità.
2. Quali gruppi giovanili per le vocazioni consacrate?
Da un esame di coloro che sono in seminario o negli istituti religiosi colpisce il fatto che la maggior parte di essi non sono entrati da soli, ma uno ha tirato l’altro, con quella forza aggregativa propria dei giovani. Sono a gruppo di due, tre, quattro, provenienti dalla stessa esperienza. E il gruppo originario da cui provengono viene fuori quando uno di essi raggiunge una tappa importante come la professione perpetua o il sacerdozio, oppure quando una ragazza loro amica prende l’abito religioso o fa le sue promesse in un istituto secolare, e quando una coppia di amici si sposa: i membri del gruppo di una volta, attratti dai legami di un’amicizia vera che continua, si ritrovano insieme.
Ciò fa pensare che la scelta della vocazione consacrata sarà più facile se favoriamo l’incontro tra i giovani, il coinvolgimento reciproco e progressivo nell’esperienza di fede. L’amicizia, l’emulazione, il confronto non possono non aiutare nel processo di scoperta degli ideali e rafforzare la capacità progettuale. Sarà così più facilmente aperta la strada per la decisione e l’impegno anche verso una vita di speciale consacrazione.
Con questa attenzione proponiamo la nuova collana del Centro Salesiano Pastorale Giovanile: Animazione dei gruppi giovanili. La collana si rivolge agli operatori pastorali, come invito a scegliere la strada dell’animazione, a qualificarsi alla “scuola” dell’animazione, per fare dell’animazione uno stile educativo, un modo di pensare gli obiettivi educativi, e un metodo di intervento.
– Riccardo Tonelli, Pastorale giovanile e animazione – Una collaborazione per la vita e la speranza, LDC, Torino 1986
Questo primo volume della collana propone un modo efficace di annunciare ai giovani Gesù Cristo: come “buona notizia”, così che lo possano sperimentare come “un’apertura ai propri problemi, una risposta alle proprie domande, un allargamento ai propri valori e insieme una soddisfazione alle proprie aspirazioni” (Il rinnovamento della catechesi, n. 52). Alla base dell’annuncio ai giovani, l’autore pone il fatto decisivo dell’incarnazione di Cristo.
– Mario Pollo, L’animazione culturale dei giovani – Una proposta educativa, LDC, Torino 1986.
L’animazione culturale dei giovani risulta oggi una delle funzioni educative più diffuse, nei settori sia scolastici che extrascolastici della formazione giovanile. Ma è anche la più indeterminata e generica, quando non è solo una parola di moda. L’autore analizza le sfide dell’animazione culturale oggi, e mette in luce i suoi fondamenti antropologici. Quindi descrive i suoi obiettivi generali. Infine descrive il metodo dell’animazione, soffermandosi sulla specifica accoglienza del giovane, sulle caratteristiche del gruppo primario, sulla relazione animatore-gruppo, e sull’uso di strumenti e tecniche.
– Martin Jelfs, Tecniche di animazione per la coesione nel gruppo e un’azione sociale non violenta, LDC, Torino 1986.
Il libro espone 132 tecniche di animazione. È nato dall’esperienza concreta: l’autore milita nel “Movimento della nonviolenza” inglese, e dalla sua esperienza ha raccolto una lunga serie di indicazioni teoricopratiche per l’azione e di tecniche per la formazione.
Lo scopo del libro è aiutare le persone a diventare gruppo, stabilendo una buona dinamica al proprio interno. Le tecniche suggerite portano l’animatore a comprendere che cos’è un gruppo, a gestirne la vita ordinaria e i conflitti, a organizzare le riunioni e a prendere le decisioni in modo democratico.
Il volume è quasi un manuale per gli animatori che intendono fare gruppo con i giovani, e inserirsi con loro nell’ambiente sociale e politico.
– Riccardo Tonelli, Una spiritualità per la vita quotidiana, LDC, Torino 1987.
Il libro racconta un’esperienza e propone un progetto. L’esperienza è la ricerca, condotta in un gruppo di responsabili di strutture di animazione pastorale, per definire un modello di esistenza cristiana da proporre ai tanti giovani decisi a vivere nella sequela di Gesù Cristo e intensamente appassionati della loro vita. Il progetto è l’esito di questa ricerca: un modello di spiritualità “giovanile”, originale e affascinante, aperto a tutti coloro che amano la giovinezza senza età dello Spirito di Gesù. Si intrecciano due grandi passioni: Gesù di Nazaret, volto e parola di Dio, e la vita quotidiana, il grande ‘sacramento’ della presenza di Dio nella nostra storia.
Il modello di spiritualità proposto rappresenta un momento importante nell’esistenza di un cristiano: lo aiuta a vivere, nella gioia, nella speranza, nella responsabilità. Per questo sono riscritti, nella teologia del Concilio, i grandi temi della spiritualità cristiana: la ricerca di Dio, la preghiera e i sacramenti, la vita di fede nella Chiesa, la croce, l’impegno culturale e politico, la passione per il regno, la responsabilità etica, la devozione a Maria e l’esemplarità dei santi, la vocazione. Questo è un libro prezioso per la pastorale giovanile italiana: scritto per i giovani animatori, va letto e meditato prima di tutto dai loro educatori.
– Mario Comoglio, Il ciclo vitale del gruppo di animazione, LDC, Torino 1987.
Il presente volume affronta l’argomento dell’animazione dei gruppi giovanili partendo da una particolare prospettiva: il gruppo dal suo inizio e nel suo sviluppo fino alla morte. Esso presenta una sintesi educativa fondata su apporti provenienti da diverse discipline: psicologia, sociologia, metodologia, teologia. Potrebbe anche essere definito: un’ipotesi di lavoro, una riflessione guidata per chi vuol dare vita a un gruppo, un esempio di come programmare un’attività educativa di un gruppo giovanile ecclesiale.
Il primo capitolo, introduttivo, esamina i dati del problema e sceglie il punto di vista da cui individuare una soluzione.
I capitoli 2-6 sono lo sviluppo e la soluzione del problema: come portare a una maturità umana ed ecclesiale un gruppo giovanile. Infine, in appendice, si focalizza un tema importante per un gruppo: come fare un sussidio per animare il gruppo.
Ogni capitolo è articolato in tre parti:
– il problema: comprende alcune brevi riflessioni, in forma di domanda e risposta, che riguardano l’argomento del capitolo;
– la tematizzazione: una lettura e riflessione secondo uno schema in tre parti: la descrizione di una fenomenologia della fase; la proposta e la spiegazione di una variabile prevalente interpretativa della fase; l’organizzazione dell’azione educativa per quella fase (i problemi, gli obiettivi da proporsi, suggerimenti per gli animatori, gli strumenti);
– check up: alcune riflessioni conclusive in forma di domanda e risposta, per appropriarsi meglio di ciò che si è letto, per verificare se lo si è compreso esattamente, se si è in grado di affrontare o esaminare particolari situazioni della vita del gruppo.