N.05
Settembre/Ottobre 2026

Cantiere Aperto: Costruiamo relazioni – Attività laboratoriale

Questo LAB nasce dalla mia curiosità di sperimentare nuove metodologie esperienziali unita all’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale. Il dialogo con le studentesse universitarie mi ha mostrato come l’IA, se guidata, possa trasformarsi da limite a risorsa per l’apprendimento. Da qui la scelta di integrarla attivamente nel mio lavoro di facilitatrice.

 

L’idea

Troppo spesso il dialogo viene inteso come una serie di monologhi alternati o come una sfida a chi “vince” l’argomentazione. Questa attività ribalta la prospettiva: il dialogo è una costruzione comune, dove le idee di ciascuno sono mattoni che prendono forma solo se incastrati con quelli degli altri.

Gli obiettivi:

  1. Sperimentare la partecipazione attiva: capire che l’apporto di ciascuno è fondamentale per la tenuta dell’opera.
  2. Allenare l’ascolto empatico: far spazio alle idee altrui per integrare le proprie.
  3. Vivere il dialogo come processo creativo: superare la paura della diversità di pensiero.

 

Materiali occorrenti

Questa attività richiede cura e precisione nella preparazione dei materiali. Seguono le indicazioni. I materiali da preparare sono i seguenti:

  1. Scatole di mattoncini (tipo LEGO/Duplo), oppure materiali di riciclo (scatole di cartone, tubi, spago, nastro adesivo colorato).
  2. Carte “Imprevisto & Risorsa” (predisposte dal conduttore/trice).
    Nelle dinamiche di un laboratorio esperienziale, le Carte “Imprevisto & Risorsa” sono uno strumento di facilitazione e animazione: si tratta di piccoli cartoncini o carte da gioco (preparate prima dell’incontro) che rompono gli schemi, introducono il fattore “sorpresa” e costringono il gruppo a ricalibrare il proprio modo di comunicare. L’obiettivo pratico è simulare ciò che accade nella vita reale e nelle relazioni: l’arrivo di un evento inatteso che può essere vissuto come un ostacolo (Imprevisto) o trasformato in un’opportunità (Risorsa).
    Ecco come strutturarle e descriverle:

     

    1. Le Carte “Imprevisto” (Allenare la flessibilità)

    Rappresentano i limiti o le difficoltà improvvise che nascono nel dialogo e nel lavoro di squadra.

    –          Esempio – Senza Parole: “Da questo momento, per 3 minuti, il gruppo deve continuare a costruire solo attraverso il contatto visivo e i gesti, senza parlare”.

    Cosa stimola: L’ascolto non verbale e l’attenzione al linguaggio del corpo.

    –          Esempio – La Mano Non Dominante: “Tutti devono proseguire la costruzione usando solo la mano sinistra (o destra per i mancini)”.

    Cosa stimola: La pazienza, l’aiuto reciproco e la riduzione della frenesia.

    –          Esempio – Cambio Prospettiva: “Tutti i membri del gruppo devono ruotare di un posto a destra e continuare il lavoro iniziato dal compagno”.

    Cosa stimola: Il distacco dall’ego e dal “mio” progetto per passare al “nostro”.

     

    2. Le Carte “Risorsa” (Allenare la creatività)

    Rappresentano gli aiuti inaspettati, le intuizioni o i doni che la diversità degli altri porta nel gruppo.

    –                Esempio – La Voce Inattesa: “Il conduttore consegna al gruppo un oggetto totalmente fuori contesto (es. una molletta da bucato, un nastro colorato). Il gruppo deve integrarlo con successo nella struttura”.

    Cosa stimola: La capacità di valorizzare ciò che a prima vista sembra “sbagliato” o non pertinente.

    –                Esempio – Il Jolly dell’Ascolto: “Scegliete un membro del gruppo che finora ha parlato meno: per i prossimi 2 minuti sarà lui/lei il capocantiere e deciderà dove posare i pezzi”.

    Cosa stimola: L’inclusione e la valorizzazione delle voci più timide.

     

    Perché funzionano benissimo nei laboratori?

    Le carte generano divertimento e ingaggio: Abbassano le difese e l’ansia da prestazione, trasformando l’attività in un vero gioco. Inoltre, offrono materiale prezioso per il debriefing finale. Alla fine, chi conduce potrà chiedere: “Come vi siete sentiti quando è arrivato l’imprevisto? Siete riusciti a trasformarlo in una risorsa o vi siete bloccati?”.

    NB/ Ci sono anche altre carte da preparare; fase 2 dello svolgimento attività.

  3. Fogli e pennarelli.

 

Svolgimento dell’attività

La durata è di 2 ore minuti da suddividere in 4 diverse fasi

Fase 1: La Torre dei Monologhi (20 min) — L’innesco divertente

Dividi i partecipanti in piccoli gruppi (4-5 persone). Consegna i materiali da costruzione.

 – Regola della 1ª manche: Ogni partecipante deve costruire la propria parte di struttura in totale silenzio, senza guardare cosa stanno facendo gli altri e senza poter toccare i pezzi altrui.

Risultato finale: Strutture instabili, slegate e prive di armonia.

Riflessione rapida: È quello che succede quando partecipiamo a un gruppo portando solo il nostro “orticello”, senza dialogare.

Fase 2: Il Cantiere Condiviso (40 min) — Il laboratorio vero e proprio

Ora si fa sul serio, ma con regole di gioco speciali! Ogni gruppo riceve la sfida di costruire insieme “La Casa del Futuro” (o un simbolo di comunità). Ecco le regole del gioco:

 – Regola 1: La Parola a Turno. Per mettere un pezzo, bisogna prima ascoltare l’idea del compagno di squadra ed esprimere un punto di forza della sua proposta (“Mi piace il tuo pezzo perché… e io aggiungo questo”).

– Regola 2: Le Carte “Imprevisto & Risorsa”. Durante la costruzione, il conduttore pesca delle carte a sorpresa per ogni gruppo:

Carta “Senza Parole”: Si continua a costruire per 3 minuti solo con i gesti e lo sguardo.

Carta “Cambio Prospettiva”: Due membri del gruppo devono scambiarsi di posto e completare la presentazione dell’idea dell’altro.

Carta “La Voce Inattesa”: Bisogna integrare nella struttura un elemento “bizzarro” fornito dal conduttore/trice (es. un oggetto del tutto fuori contesto).

Fase 3: Visita Guidata e Narrazione (20 min)

Ogni gruppo “apre il cantiere” agli altri. Non si presenta solo la struttura fisica, ma il racconto del processo: Quali idee si sono fuse insieme? Chi ha ceduto un pezzo della propria idea per far spazio a quella dell’altro?

Fase 4: Rilettura Vocazionale & Debriefing (40 min)

La conduttrice/Il conduttore guida una breve risonanza finale a partire dall’esperienza vissuta. Seguono alcuni spunti utili per la riflessione:

 – Partecipare non è occupare spazio, ma fare spazio. Come ci siamo sentiti quando abbiamo dovuto modificare il nostro progetto iniziale per accogliere l’idea di un altro?

– Il dialogo come discernimento: Nel cantiere, l’opera bella non era quella di un singolo “capomastro”, ma il frutto dell’ascolto reciproco. La “vocazione” (personale e comunitaria) non nasce in solitaria, ma nell’incontro e nell’apertura all’inaspettato.

 

Tip per l’animatore

Per rendere l’attività ancora più social e ingaggiante, scatta foto alle strutture della Fase 1 (“Prima del dialogo”) e della Fase 2 (“Dopo il dialogo”) per mostrare visivamente come la partecipazione trasformi il caos in bellezza!