Sussidi per l’educazione alla preghiera
Gli operatori pastorali a diretto contatto con i giovani e con le varie categorie del Popolo di Dio, sono sempre molto interessati ai “sussidi”.
Nel nostro campo specifico, quello dell’animazione della preghiera con una speciale connotazione vocazionale, l’area è fortunatamente affollatissima: bisognerà rivolgere la propria attenzione piuttosto alla qualità che alla quantità dei sussidi disponibili.
Un quadro schematico
Pubblicazioni a stampa: sono quelle più tradizionali, le più usate, probabilmente ancora le più utili, data la loro capillare diffusione. Libretti di preghiere, di canti religiosi, libri di meditazione in cui la fantasia degli autori ha mescolato nei modi più vari gli ingredienti considerati più efficaci (e questo deve essere detto con ammirazione!), fino ai più impegnativi metodi per l’orazione mentale; guide per giornate e periodi di ritiro, esercizi spirituali, campi-scuola di animazione spirituale e vocazionale… Il numero di tali pubblicazioni è così elevato che sarebbe inopportuno segnalarne alcune.
Sussidi audio: ne fanno parte le audiocassette parlate (cfr. ad esempio LDC 67007/67019), dischi e musicassette di canti religiosi per l’animazione della preghiera. La produzione recente in questo campo è enorme, segno che molti avvertono l’urgenza e l’efficacia di questi sussidi. E non è difficile convincersene osservando la parte che hanno i canti religiosi in tutte le celebrazioni di preghiera. Non credo di fare una ingiustizia segnalando i canti di Piera Cori, che nei recenti Seminari del CNV hanno dato la misura di come dei canti eseguiti in spirito e clima di preghiera possano dare effettivamente emozioni e stimoli di contemplazione (cfr. musicassette di Piera Cori, ed. Paoline). Meritano qui uno speciale ricordo i numerosi cantautori, talvolta giovanissimi, che esprimono il loro senso di Dio e il bisogno della preghiera nel canto.
Sussidi visivi: ce li suggeriscono i decoratori di cattedrali e conventi di ogni tempo. Quante pitture suscitano sentimenti di preghiera e rivelano una viva esperienza di preghiera: basta ricordare il Beato Angelico! Su questa linea sono stati prodotti in serie ottimi quadri catechistici, utili per introdurre e animare la preghiera, soprattutto dei piccoli. Ho presenti i quadri della serie La Rochette, editi in Italia dalla LDC, e varie serie di quadri biblici. Un bel quadro religioso può essere un valido spunto per iniziare un tempo di preghiera.
Diverse serie di diapositive sono guidate dalla stessa intuizione.
Sussidi audiovisivi: sono decisamente i più vistosi, dato che uniscono in una sintesi che può essere affascinante, immagine, musica e parola. Ma proprio per la loro ricchezza, sono i più pericolosi: l’animatore non sperimentato rischia di rimanere sul piano più superficiale, puramente sensibile, e di. non realizzare il senso e la ragione del grande impegno che richiede l’uso di questi mezzi. Basti notare quanto tempo e quante persone vengono utilizzati, per scopi ben meno elevati, dalla produzione cinematografica. Però le buone possibilità ci sono, come ci sono films che sono veri messaggi di annuncio e di animazione spirituale. Ricordiamo anzitutto i montaggi sonorizzati di diapositive: vedi la serie “Preghiera e liberazione” (C 61/70) della LDC; della stessa editrice i montaggi “A pregare si impara” e “Taizé: lotta e contemplazione” (Ca 3/4), “I giorni dello Spirito” (Cr 1/4), fino ai recenti Hc 37/42 di Diagroup ‘86. Poi sono da ricordare filmati e videocassette: tra i tentativi più recenti è da segnalare Videorogate 2 che ha per tema “Vocazioni: bisogno di preghiera”.
Quando sono utili?
Vorrei ripensare un momento l’esperienza di preghiera di Gesù, che rimane sempre il nostro fondamentale punto di riferimento. Quando Gesù ha voluto fare una esperienza forte di preghiera, si è ritirato nel deserto, lontano dagli uomini, dagli impegni di ogni giorno e anche dal normale ritmo della preghiera. Perché? Perché un’esperienza forte, decisiva, esige un clima favorevole, fatto di silenzio, di lunga preparazione e progressione, di comunione assolutamente privilegiata con Dio. Per Gesù il deserto era l’ambiente migliore: nessun uomo e nessuna cosa di questo mondo potevano realmente aiutarlo, perché tutti erano tanto al di sotto di lui. Non così certo possiamo dire di tutti noi, soprattutto di tutti i giovani. Il clima favorevole alla preghiera pochi se lo possono costruire da soli: abbiamo bisogno invece di maestri, di testimoni, di luoghi e temi adatti. È qui che appare l’opportunità di un valido sussidio, che comunque difficilmente è davvero efficace se non è sostenuto e proposto da un “testimone” coerente. Invece un animatore convinto, impegnato, che sa di dover essere umile e devoto mediatore della grazia divina, utilizzando un messaggio adeguato e preparando il clima necessario, può offrire un’esperienza forse decisiva di incontro con Dio. Tutti sappiamo quanto importanti siano le case di ritiri ed esercizi spirituali, come anche certe esperienze di campi-scuola ben preparati, per segnare l’orientamento della vita dei giovani. E dunque i sussidi sono utili quando sono davvero usati come sussidi, cioè come strumenti di annuncio e di testimonianze. Inutili sono invece quando, più o meno coscientemente, rimangono “soli”. Gesù non ha soltanto fatto l’esperienza del deserto: frequentava regolarmente e fedelmente il tempio e le sinagoghe, secondo le norme ebraiche, probabilmente anche di più delle norme e delle tradizioni. Nel tempio e nelle sinagoghe erano in uso una coreografia e una metodologia di esperienza religiosa che Gesù non ha rifiutato né condannato, mentre ha lanciato i suoi duri strali contro la ipocrisia di chi doveva animare tale vita religiosa e la usava invece a suo vantaggio nel senso peggiore. Anche per noi una metodologia e una coreografia per l’esperienza religiosa sono certamente una introduzione, un aiuto, purché appaia la nostra convinta e fedele coerenza di testimoni. Questa traluce da tutto il nostro impegno di animatori: la parola, gli sguardi, i gesti, la preparazione, il modo di comunicare… Questa testimonianza è decisiva per l’efficacia del sussidio, come di ogni azione pastorale.
Gesù ci invita a “pregare sempre”, con una iperbole molto efficace se ben compresa. A questa preghiera continua siamo tenuti tutti, noi animatori come ogni giovane, come ogni cristiano. Ma è certo che i momenti forti, quello del deserto e quelli periodici del tempio e della sinagoga, per noi ora quelli indicati dall’anno liturgico, sono l’alimento privilegiato di questa perenne comunione con Dio. I sussidi devono servire i “momenti forti”, devono renderli possibili non solo a qualcuno, ma a tutto il Popolo di Dio.
Suggerimenti
Al termine dell’esperienza del deserto, Gesù ci mostra nel confronto con Satana il frutto della sua preghiera: è imbevuto della Parola di Dio. Con questa scaccia il tentatore e vince la tentazione. Gesù ci rivela così il contenuto della sua esperienza di preghiera: la Parola di Dio illustrata con tutte le arti e i mezzi che Dio ci ha messo nelle mani. È un’arte quella della Parola, e Gesù ne è stato maestro. È un arte quella del canto, e Gesù l’ha usata come tutti gli Ebrei, nei luoghi e nelle feste religiose. È un arte quella degli audiovisivi, che Gesù adombra magnificamente con il suo parlare fiorito e simbolico. Gli audiovisivi non sono un’invenzione del diavolo, ma doni di Dio: questo non esclude che chi li usa debba essere ben attento a non fare il gioco del diavolo, contentandosi della bella forma e dimenticando il messaggio con tutte le sue esigenze. La Parola di Dio deve essere il cuore di tutti i nostri sussidi. Ma questa Parola ha preso tante forme nella vita della Chiesa: si è incarnata nei Santi, nei loro messaggi e nei loro gesti; si incarna oggi nelle esperienze spirituali approvate dalla Chiesa (vedi tante esperienze di gruppi, movimenti, associazioni ecclesiali). I nostri sussidi saranno molto vivi e credibili se riportano queste esperienze attuali di preghiera e di scelta radicale di Cristo.
È bene sottolineare che di tutti i gruppi, movimenti, associazioni impegnati nella preghiera e nella ricerca delle più alte esperienze spirituali, gli Istituti religiosi operanti nella Chiesa sono i più sicuri: hanno di solito Fondatori canonizzati, una lunga esperienza spirituale e apostolica, un controllo attento e forse secolare da parte della Chiesa di Dio. Nonostante la polvere dei secoli, queste sono realtà da proporre a tutti e sempre. I sussidi trovano qui una miniera inesauribile, che ha tutto il diritto di essere critica e selettiva…
Naturalmente bisogna adattarsi alle diverse età, alla diversa preparazione, non trascurando una opportuna varietà di stimolazioni… In tre anni di vita pubblica Gesù ha mostrato tanta fantasia, e gli Apostoli pieni di Spirito Santo sono apparsi molto originali a quelli che li vedevano e ascoltavano…