N.05
Settembre/Ottobre 1987

Dimensione vocazionale e prospettive di pastorale vocazionale nell’Enciclica “Redemptoris Mater”

Con animo grato al S. Padre e allo Spirito che l’ha guidato accogliamo la Redemptoris Mater e l’indizione dell’Anno Mariano come doni di speciale predilezione del Signore per il nostro tempo.

Sono frutto di un attento ascolto delle sue istanze e inviti a preparare risposte adeguate alle sue pressanti – se pur non sempre palesi – richieste di aiuto a capire, approfondire, vivere il senso più vero della propria esperienza.

Alle soglie del 3° millennio, a distanza di oltre 20 anni dal Concilio, in epoca storica così vivace intorno ai problemi della donna e del suo ruolo nella società, un così ricco richiamo alla figura di Maria nei suoi valori eterni, non può che essere segno di benedizione e di concreta attenzione del Signore alla nostra Storia.

 

 

Stimolo a riscoprire la vocazione

 

Con la Redemptoris Mater il S. Padre sollecita a un approfondimento della figura di Maria in chiave spirituale e vocazionale e invita a concretizzare altrettanto serie risposte.

Il Documento è insieme una presentazione – ispirata alla Scrittura – della Madonna nel suo ruolo tipicamente femminile di Madre del Signore e della Chiesa e come tale di protagonista nella vicenda redentrice del Cristo e del Suo Spirito che la guida, e stimolo di consapevolizzazione per le singole persone, per i gruppi, per la Chiesa, della Chiamata personale a collaborare al disegno di Amore del Signore per l’umanità.

 

Maria, modello per le giovani di oggi

Ne emerge una figura di Maria particolarmente “piena di Grazia”, “chiamata”, solidamente radicata nella Fede, fedele e coerente fino alle estreme conseguenze e in quanto tale perfettamente realizzata in un dono fecondo di ricchezze spirituali straordinarie che amplificano nella Chiesa per i secoli il Magnificat sgorgato dal profondo del suo essere nel “cuore stesso della pienezza di Cristo”.

È una figura non idealizzata, ma concreta, attraente, propositiva, ricca, che stimola la ricerca di una relazione vitale e personale, che interpreta e illumina le istanze della donna di oggi e la sua ricerca di modelli e di ambiti di realizzazione. Maria, rispondendo il suo “Sì” e mantenendogli fede col suo “io” pienamente umano, femminile, per tutta la vita, nelle vicende liete e in quelle oscure della Croce, abbandonata a Dio completamente e in piena consapevolezza e disponibilità, è e si mantiene pienamente donna, vive con animo squisitamente femminile la vicenda del Figlio in tutte le sue fasi, collaborando responsabilmente e con la pienezza e

peculiarità del suo essere profondo, alla sua Missione di Amore per l’umanità, giocando un ruolo tipicamente femminile, di insostituibile importanza.

 

Una nuova spiritualità mariana

Queste attenzioni e sottolineature alla tipicità di Maria e alla grandezza dell’Opera che il Signore compie nella sua persona (che si abbandona a Dio con le proprie caratteristiche di personalità e femminilità) fino a renderla dichiaratamente “centro della Chiesa in cammino”, “Mediatrice materna”, “specchio in cui si riflettono nel modo più profondo e più limpido le grandi opere di Dio”, inducono modalità di porsi di fronte alla figura della Madonna e di percepirne la presenza e la Grazia in linea col nuovo modo di sentire della donna del nostro secolo. Maria è la donna forte, attiva nel suo abbandono di fede, nel suo portare maternamente Cristo al mondo, nel guidare il cammino della Chiesa, nello stare sotto la Croce…

 

Spunti di pastorale vocazionale

In questo senso l’Anno Mariano e la Redemptoris Mater possono a giusto titolo considerarsi “voce di Dio” “eventi di salvezza” attraverso i quali il Signore si rende tangibilmente presente alla Sua Chiesa. Si tratta di saperli valorizzare!

L’intendimento del S.- Padre di rilanciare un culto mariano convinto, radicato sulle solide basi della Fede, riscoperta e approfondita attraverso la vicenda di Maria, deve trovare ampio consenso e multiformi modalità di esprimersi attraverso la creativa adesione di tutti i credenti “che alzano verso Maria gli occhi nei diversi luoghi dell’esistenza terrena” come a Colei che è “segno immutabile e inviolabile dell’elezione da parte di Dio”.

Tutta la pastorale può attingere a queste indicazioni del S. Padre precisi spunti di rinnovamento, di crescita e di iniziative che diventano chiaramente “vocazionali”.

L’approfondimento della chiamata di Maria e della propria personale chiamata è – di per sé – impegno vocazionale in senso lato. Quanti giovani hanno mancato la loro risposta perché non sufficientemente orientati, guidati, facilitati nella comprensione della loro chiamata? Quanti genitori non solo non hanno favorito, ma addirittura hanno ostacolato i figli nella loro scelta di vita consacrata perché non sufficientemente addentro a questo Mistero; né convinti della possibilità di realizzazione della persona nella consacrazione? Quante vocazioni hanno vacillato perché non sostenute da queste certezze rinnovate, nei vari Istituti di vita consacrata? Non tocca a noi di giudicare quello che il Signore permette per il nostro bene, ma certamente ci spetta di richiamarci l’impegno a cogliere questo “momento favorevole” per approfondire la ricchezza e attualità del dono di Maria nella vita della Chiesa e del nostro tempo, al fine di facilitare un accostamento profondo, vitale e rinnovato a Maria.

Possiamo mettere in campo varie iniziative interessanti la catechesi, la vita liturgica, i gruppi giovanili, familiari, di animazione sociale e di volontariato, le comunità di vita consacrata… Ma più che di iniziative e di cose da fare si tratta di formare una mentalità di fede e di approfondirla in un’adesione convinta e matura e di assecondare la voce dello Spirito che “geme” e insieme opera all’interno della Chiesa e dell’essere più autentico delle persone.

 

Per la catechesi

Ispirati alla Redemptoris Mater possiamo in questo Anno Mariano volgere particolare attenzione nella catechesi dei fanciulli, dei giovani, degli adulti e delle comunità per far nascere e consolidare questa nuova mentalità perché maturi nella fede una migliore capacità di penetrazione del mistero di Cristo attraverso Maria e una conoscenza, più vera della Madonna, modello di ogni vocazione per ogni condizione e per ogni età.

 

Per la comunità parrocchiale

La riscoperta e valorizzazione di momenti significativi mariani nell’ambito della vita parrocchiale (Solennità e Feste della Madonna, S. Rosario, Novene e devozioni mariane, Mese mariano, Pellegrinaggi…) può facilitare la comunità parrocchiale – in linea con quanto emerge dall’Enciclica – a prendere coscienza della grandezza e dignità della chiamata alla consacrazione verginale di cui Maria è modello, perché venga apprezzata da chi potrebbe esserne oggetto e perché si crei l’ambiente propizio per farla emergere e fiorire. Si verrebbe a creare una nuova “cultura” della vocazione alla consacrazione femminile.

 

Per i gruppi giovanili

Anche in questo ambito la Redemptoris Mater è strumento educativo per aiutare i giovani a “leggere” la propria esperienza sulla falsariga di Maria, ritrovandovi una piena realizzazione dell’ideale più autentico della donna nel mondo di oggi. L’Enciclica offre preziosi spunti per guidare i giovani a vivere con Maria l’Eucaristia, la Preghiera di meditazione e di adorazione, il S. Rosario e a tradurli in concreta attenzione agli ultimi nelle varie forme di servizio e di volontariato, a vivere in profondità queste esperienze come momenti privilegiati di una chiamata personale, specificamente femminile per la sensibilità, lo stile, la peculiarità di talune richieste di carità più opportunamente offerte dalla donna.

 

Per gli Istituti di vita consacrata

La Redemptoris Mater sollecita una rilettura attualizzata del carisma proprio dell’Istituto e una riscoperta singola e comunitaria della chiamata. La persona consacrata “in primis” è chiamata a far rifulgere la trasparenza dei valori autentici in cui crede, la pienezza di Grazia di Maria, alla quale partecipa nella misura in cui vive fedelmente e responsabilmente la sua chiamata. Impostare la formazione, la revisione di vita, forme di liturgia particolari, il modo stesso di vivere l’Eucaristia come centro e fulcro della vita di consacrazione, intorno alla figura di Maria secondo le sollecitazioni della Redemptoris Mater, potrebbe essere l’impegno delle comunità di vita consacrata di questo Anno Mariano.

Quanto lo Spirito vorrà operare su questo ascolto e su questi impegni di risposta creativa si tradurrà certamente in forme di vita, di impegno cristiano, di testimonianza sempre più credibili e desiderabili anche per le nuove generazioni.